107285 - Cippo ai Caduti in combattimento e alle vittime di rappresaglia nazifascista di Fontecorniale

Il 26 luglio 1944 le forze di occupazione tedesca effettuano l’ultimo grande rastrellamento nei confronti delle formazioni partigiane in provincia di Pesaro e Urbino. Obiettivo dell’attacco tedesco è limitare drasticamente l’operatività delle Brigate Garibaldi “Bruno Lugli” nella zona di Fontecorniale e monte San Bartolo. Il cippo, a pianta triangolare, poggia su un basamento quadrangolare.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Fontecorniale di Montefelcino
Indirizzo:
Loc. Monte San Bartolo
CAP:
61030
Latitudine:
43.7645952
Longitudine:
12.813437

Informazioni

Luogo di collocazione:
Pendici del monte San Bartolo nella boscaglia.
Data di collocazione:
22/08/1954
Materiali (Generico):
Laterizio, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Cippo piramidale a base triangolare in marmo bianco su un basamento in laterizio; il testo dell'epigrafe è inciso sul marmo.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Amministrazione Comunale di Montefelcino
Notizie e contestualizzazione storica:
Durante l'occupazione nazista, poco prima che i tedeschi si trincerassero nella Linea Gotica, la Valle del Metauro, sulla quale il borgo di Fontecorniale si affaccia, era zona di scontro. Nell'estate del 1944 gli alleati salivano piuttosto rapidamente verso il nord della penisola mentre le forze partigiane come la Brigata Garibaldi Bruno Lugli, la V° Brigata Garibaldi Pesaro, il GAP combattevano i tedeschi nei territori ancora occupati. 
Il 26 luglio circa 50 soldati tedeschi raggiungono il centro abitato di Fontecorniale e prelevano 20 ostaggi. I partigiani assistono e decidono l'intervento che permette la liberazione dei prigionieri e la fuga del nemico a fronte di due civili rimasti uccisi: Domenico Brunetti (52 anni) e Guerrino Beccini (32 anni), fidanzato della figlia di Brunetti, e di un partigiano, Giordano Borgini (22 anni), ucciso con un colpo al collo mentre era di vedetta. Il contrattacco tedesco viene sferrato intorno alle 16.00 dello stesso giorno con l'appoggio di semicingolati con pezzi Flak da 20 mm. I rapporti di forza sono nettamente a favore dei reparti tedeschi. I partigiani ripiegano su tutta la linea e un gruppo rischia seriamente di rimanere schiacciato. Alla fine del combattimento i tedeschi si concentrano sul centro abitato incendiando tutte le abitazioni. Elisa Fazi in Marcucci (87 anni), paralitica, madre di Guido Marcucci, volontario di guerra e ufficiale fascista era nel suo letto e non poteva mettersi in salvo da sola. La povera donna fu bruciata viva all’interno della sua casa, dove nessuno riuscì ad entrare, neanche il parroco del luogo, al quale l’ufficiale tedesco, che aveva ordinato l’incendio per rappresaglia, impedì l’ingresso.

Contenuti

Iscrizioni:
BORGINI GIORDANO
DI ANNI 22
BECCI GUERRINO
DI ANNI 32
BRUNETTI DOMENICO
DI ANNI 58
FAZI ELISA IN MARCUCCI
DI ANNI 87
IL SACRIFICIO DEI GENEROSI
CADUTI IN COMBATTIMENTO
O VITTIME DI RAPPRESAGLIA
NAZI-FASCISTA
IL 25 LUGLIO 1944
RINNOVERA' PERENNE
L'AMORE ALLA MADRE COMUNE
NELLA LIBERTA' E NELLA GIUSTIZIA
IL 22 AGOSTO 1954
DECENNALE DELLA RESISTENZA
Simboli:
Stella a cinque punte all'apice del cippo simbolo della Resistenza.

Altro

Osservazioni personali:
L'incisore ha sbagliato a scrivere la data della battaglia di Fontercorniale avvenuta il 26 luglio 1944 e non il 25 luglio 1944.

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