494 - Cappella espiatoria nella Collegiata di San Ginesio dedicata ai caduti

Lapide in memoria dei Caduti per la Patria.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Centro Storico
Indirizzo:
Piazza Alberico Gentili
CAP:
62026
Latitudine:
43.1084408
Longitudine:
13.318282400000044

Informazioni

Luogo di collocazione:
Cappella all'interno della Chiesa Collegiata
Data di collocazione:
1927
Materiali (Generico):
Altro
Materiali (Dettaglio):
Affresco murale.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di San Ginesio
Notizie e contestualizzazione storica:
Guglielmo Ciarlantini (San Ginesio 1881-1959) si era formato nella Roma dei primi del Novecento a contatto con gli ambienti tardo puristi e simbolisti della Capitale, come si evince, prima di tutto, nello stile della sua opera. Artista a tutto tondo, Ciarlantini si è occupato principalmente di decorazione e architettura elaborando progetti di restauro dei monumenti ginesini, a cominciare dalla Collegiata e dall’Ospedale dei Pellegrini, e opere ex-novo come il Parco della Rimembranza dedicato ai caduti della Grande Guerra (1926-1927). Sue opere si trovano essenzialmente a San Ginesio e nella provincia maceratese, o sparse in collezioni private romane e all’estero, e vi sono progetti anche per Roma, come quello per la decorazione, mai realizzata, del soffitto della chiesa di San Michele Arcangelo al Portico L’opera principale di quella campagna di lavori, a ogni modo, benché non sufficientemente documentata, fu la decorazione, compiuta a encausto dallo stesso Ciarlantini, della cappella del Crocifisso. Questa, a pianta ottagonale, era stata costruita tra il 1728 e il 1744 sul lato destro della chiesa riutilizzando come vano d’ingresso una cappella preesistente di proprietà della famiglia Matteucci, della quale restano alle pareti due tele realizzate da Simone De Magistris (1538?-1613) con L’ultima cena e La salita al Calvario.

Contenuti

Iscrizioni:
Due angeli recano cartigli con le scritte "Et pax in terra hominibus bonae voluntatis" l'uno, e "Beati pacifici quoniam filii Dei vocabuntur" l'altro. Quest'ultimo, dei due angeli, è bellissimo. Al posto del corrispondente sarcofago qui è una lapide di marmo con incisi i nomi dei Caduti.
Simboli:
Simboli della pace: L'arcobaleno è luminoso e l'angelo porta l'ulivo; le Tre Virtù Teologali;

Altro

Osservazioni personali:
Guardando questa parete si respira un'atmosfera di forza e di serenità caratteristica delle opere del De Carolis. Il tormento dell'artista si risolve nell'opera compiuta in un'espressione di perfetta calma. Tutte le figure sembrano vivere quella vita irreale, che le distacca dal mondo, come se assorte, inseguissero un sogno lontano.Ai piedi dell'albero della croce a sinistra sta la vergine affranta dal dolore, a destra il Santo Patrono (San Ginesio) in un'espressione di una forza serena e di fede purissima. Dopo quella del Cristo, San Ginesio è la figura più bella. Nel mezzo della parete sta il trittico-Spes Charitas, Fides; in basso il sarcofago con i simboli della Vita e della Ricordanza.

Matteo Piccioni

Interventi novecenteschi: la Cappella Votiva di Adolfo De Carolis

Nel corso del primo trentennio del XX secolo la collegiata fu interessata da una serie di interventi che riguardarono essenzialmente attività di restauro all’interno dell’edificio. In occasione di tali lavori si avviarono anche importanti campagne di decorazione a cominciare, nel primo decennio del secolo, da quella per la cappella del Crocifisso a opera del pittore e architetto ginesino Guglielmo Ciarlantini. Tuttavia, l’operazione più notevole – che travalica l’interesse locale per porsi tra le principali opere religiose della prima metà del Novecento – è rappresentata dalla decorazione di Adolfo De Carolis per la restaurata cappella del Sacro Cuore o del Sacramento (1923-1925) dedicata, dopo il ripristino, ai Caduti della Prima Guerra Mondiale.



La collegiata nel primo quarto del Novecento e le vicende storiche della cappella

Il 23 novembre 1918, poche settimane dopo l’armistizio di villa Giusti che sancì per l’Italia la fine della Grande Guerra, il Consiglio Comunale di San Ginesio si espresse in merito alla necessità di onorare i cittadini vittime del conflitto – in particolare i soldati Raffaele Merelli e Giovanni Cucchiari decorati con la medaglia d’oro – con una serie di opere pubbliche che ne perpetuassero il ricordo del sacrificio.

Il primo atto di questa politica si ebbe nel 1919 quando fu commissionato un “ricordo marmoreo” allo scultore romano Giuseppe Guastalla già autore, nel 1908, della statua dedicata ad Alberico Gentili nell’omonima piazza della città. La targa era destinata al campanile della collegiata, dove fu posta il 5 giugno 1921 con una cerimonia ufficiale (fig. 1). Si trattava, tuttavia, soltanto di un primo gesto simbolico in attesa della realizzazione di un monumento di più ampio respiro.

L’occasione si presentò alla fine del 1922, quando nella collegiata si rese necessario il restauro della cappella del Sacramento, amministrata dall’omonima confraternita e dedicata al Sacro Cuore ; il parroco, don Pacifico Ciabocco, probabilmente di concerto con il sindaco, Ugo Michelangeli, decise di dedicarla alla memoria dei caduti della guerra.

L’intervento sulla cappella del Sacro Cuore andava a integrare quanto di incompiuto era rimasto dal restauro progettato nel 1909 dal pittore ginesino Guglielmo Ciarlantini, lavoro che si risolse essenzialmente in una ripulitura e in una campagna di decorazione e del quale, tuttavia, non si hanno notizie esaustive nei documenti, ma che si collocò presumibilmente tra il 1909 e il 1911.


ASCSG, reg. “Delibere del Consiglio Comunale 28-12-‘912-23 - 5-‘919”, Verbale n.5 - Adunanza del Consiglio Comunale di San Ginesio. Sessione ordinaria d’autunno, 23 novembre 1918. Oggetto II, “Onoranze Funebri ai Caduti per la Patria, concorso del Comune - provvedimenti”; Oggetto III “Compilazione di un Albo d’Oro ed apposizione di una lapide in onore dei Caduti per la Patria. Provvedimenti”.

L’incarico a Guastalla era stato deciso nel Consiglio Comunale del 23 novembre 1918, v. ASCSG, reg. “Delibere del Consiglio Comunale 28-12-‘912 - 23-5-‘919”, Verbale n.5 - Adunanza del Consiglio Comunale di San Ginesio. Sessione ordinaria d’autunno, 23 novembre 1918, Oggetto III. L’iter della costruzione del monumento è documentato da una cartella nell’ASCSG, comprendente la corrispondenza con l’artista e copie dei verbali dei Consigli Comunali. Cfr. San Ginesio, ASCSG, b. 594, “Cartella - Cat. VI: Ricordo Marmoreo ai Caduti, 1921”.

Giuseppe Guastalla (Roma 1867-1930), scultore romano, deve la notorietà alla sua prima opera importante, la Vittoria Alata posta sulla colonna commemorativa della breccia di Porta Pia a Roma, nei pressi dell’omonima porta. Per la scultura della piazza di San Ginesio, v. A.M. Corbo, Il monumento ad Alberico Gentili in San Ginesio, San Ginesio 1994 e Giuseppe Guastalla scultore celebrativo, in «Lazio ieri e oggi», 30, 1994, pp. 100-101.

“L’antica cappella del Sacro Cuore, poi del Sacramento, deturpata da sovrapposizioni, fu riportata alla sua pura linea quattrocentesca [...]”, cfr. A.G., Cappella Espiatoria nella Collegiata di Sanginesio dedicata ai caduti, decorata da Adolfo De Carolis, in Sanginesio ai suoi Eroi, Anno V E. F. MCMXXVII, Macerata 1927, pp. s.n.; La Confraternita del Sacramento si occupava, oltre che della cappella omonima, anche della manutenzione della cappella del Crocifisso amministrata dalla Congregazione della Carità, cfr. ASCACS, Inventari, b. 31 “San Ginesio”, fogli sciolti, Parrocchia della Collegiata in San Ginesio – Notizie richieste per la S. Visita del 1911, c. 1.

Guglielmo Ciarlantini (San Ginesio 1881-1959) si era formato nella Roma dei primi del Novecento a contatto con gli ambienti tardo puristi e simbolisti della Capitale, come si evince, prima di tutto, nello stile della sua opera. Artista a tutto tondo, Ciarlantini si è occupato principalmente di decorazione e architettura elaborando progetti di restauro dei monumenti ginesini, a cominciare dalla Collegiata e dall’Ospedale dei Pellegrini, e opere ex-novo come il Parco della Rimembranza dedicato ai caduti della Grande Guerra (1926-1927). Sue opere si trovano essenzialmente a San Ginesio e nella provincia maceratese, o sparse in collezioni private romane e all’estero, e vi sono progetti anche per Roma, come quello per la decorazione, mai realizzata, del soffitto della chiesa di San Michele Arcangelo al Portico d’Ottavia databile alla fine degli anni Venti (v. M. Escobar, Le chiese sconosciute di Roma, Roma 1988, p. 164). Il pittore, noto per le forti simpatie fasciste, chiaramente legate anche al fratello Franco che del fascismo fu uno dei più noti esponenti fin dalle sue origini, è tornato recentemente alla ribalta nelle cronache marchigiane per il rinvenimento di un affresco del Duce a cavallo nella sala del municipio di Corridonia (MC) eseguito negli anni Trenta del Novecento. Per i progetti di restauro di Ciarlantini, cfr. ASCACS, Archivio Curia 4, b.140 “San Ginesio – Ss. Annunziata”, fasc. “Collegiata Ss. Annunziata”, sotto-fascicolo n. 57, Progetto e computo estimativo della ripulitura e ripristinamento in stile della Parrocchia della Santissima Annunziata […], firmato da Guglielmo Ciarlantini, datato 5 febbraio 1909 e ASCACS, Archivio Curia 4, b.140 “San Ginesio – SS. Annunziata”, fasc. “Collegiata SS. Annunziata”, sotto-fascicolo n. 57, Progetto di Ripristino della chiesa Collegiata di San Ginesio, documento dattiloscritto firmato da Guglielmo Ciarlantini e datato 30 agosto 1934.

Gallery