6960 - Cippo a Carmelo Salanitro – Adrano

Cippo a parallelepipedo sormontato dal busto di Carmelo Salanitro, cittadino adranita morto nel campo di concentramento di Mauthausen, dove venne ucciso nella camera a gas nella notte tra il 23 e 24 aprile 1945, vigilia della liberazione italiana. Il monumento si trova all’interno del Giardino della Vittoria, giardino pubblico che nacque dopo la fine della prima guerra mondiale per onorare i 299 giovani Caduti nel corso di tale guerra.

Visualizza la mappa

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
CAP:
95031
Latitudine:
37.66235314619365
Longitudine:
14.834353923797607

Informazioni

Luogo di collocazione:
Area Verde all'interno del Giardino della Vittoria
Data di collocazione:
09/11/1947
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Busto in marmo; cippo in pietra
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Adrano
Notizie e contestualizzazione storica:
Carmelo Salanitro nacque ad Adrano il 30 ottobre 1894 da una modesta famiglia artigiana. Frequentò le scuole elementari e il ginnasio ad Adrano e il liceo classico ad Acireale dove, nel 1912, conseguì la maturità con ottimi voti. Si laureò in Lettere Classiche presso l’Università di Catania il 10 dicembre 1919 e insegnò latino e greco presso i licei di Adrano, Caltagirone e Acireale.

Di formazione liberale e di educazione cristiana, si occupò sin da giovane anche di politica e nel 1920 venne eletto consigliere provinciale come rappresentante del Partito Popolare. Salito il fascismo al potere, non rinunciò ai suoi principi democratici cristiani, anche se nel 1929 abbandonò il Partito Popolare per protesta contro i Patti Lateranensi.

Negli anni 1939-40, nemico della guerra e della propaganda bellica che imperversava nell’Italia del tempo e attraverso cui il regime voleva inculcare alla popolazione un’immagine distorta di eroismo e di sacrificio per la patria, si impegnò nella rischiosa diffusione di numerosi bigliettini in cui veniva ripugnata la carneficina che aveva investito l’Europa.

La sua coraggiosa ma pericolosa attività, unita al suo rifiuto di iscriversi al Partito Nazionale Fascista (unico docente a non possederne la tessera nel 1940), gli attirò contro le autorità che, su segnalazione del suo stesso preside, Rosario Verde, lo arrestarono e, giudicatolo colpevole, lo condannarono a 18 anni di reclusione precludendogli per tutta la vita l’ingresso ai pubblici uffici.

Fu recluso nel carcere di Civitavecchia e poi in quello di Sulmona, dai quali scrisse toccanti lettere ai familiari.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Salanitro fu consegnato dalle autorità fasciste ai tedeschi e deportato prima in Germania, a Dachau, poi in Austria nel campo trincerato di S. Valentino e , infine, in quello di Mauthausen, dove venne ucciso nella camera a gas, la notte tra il 23 e 24 aprile 1945, la vigilia della liberazione italiana.

Contenuti

Iscrizioni:
A
CARMELO
SALANITRO
MARTIRE
DELLA
LIBERTA'
9 XI 1947
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

Gallery