4987 - Cippo a Demos Malavasi (Diavolo) – Fossoli di Carpi

Si tratta di una struttura rettangolare in pietra, verniciata in color rosso. Al suo interno si trovano due lapidi in marmo, una delle quali contiene la fotografia in ceramica del Caduto, racchiusa in un ovale argentato. I caratteri delle epigrafi sono incisi e verniciati in color nero. Nella lapide superiore è apposta anche la targhetta tricolore del CVL (Corpo Volontari della Libertà, l’organismo militare che raggruppava tutte le formazioni partigiane). Il cippo è sormontato lateralmente da una fiaccola in pietra verniciata sempre di rosso. Vi trova posto anche un vaso portafiori in marmo. Alla base della stele vi sono altri due vasi portafiori: uno in metallo e l’altro, in pietra, con il tricolore dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Fossoli
Indirizzo:
Via Valle; la strada prosegue sterrata in Via G. Faiani nel Comune di Novi di Modena
CAP:
41012
Latitudine:
44.84167520887323
Longitudine:
10.917073488235474

Informazioni

Luogo di collocazione:
Lato strada
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Struttura, fiaccola ed uno dei vasi portafiori in pietra. Marmo per le due lapidi e l'altro vaso. Fotografia in ceramica con cornice in metallo. Metallo per un terzo vaso.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Informazione non reperita
Notizie e contestualizzazione storica:
Questa è una libera rielaborazione della cronaca della battaglia di Cortile tratta dal volume di Mario Pacor e Luciano Casali “Lotte sociali e guerriglia in pianura. La Resistenza a Carpi, Soliera, Novi, Campogalliano”, Roma, Editori Riuniti, 1972:
Con l’autunno del 1944 inizia il periodo della stasi del fronte a causa delle sfavorevoli condizioni ambientali e climatiche che non permettono agli Alleati di sfondare le difese tedesche approntate lungo la cosiddetta Linea Gotica. Il messaggio che il maresciallo H. R. Alexander (comandante supremo delle forze Alleate del Mediterraneo) rivolge ai partigiani invita a rallentare le loro attività in attesa della ripresa delle operazioni su vasta scala per la primavera successiva. Ciò permette ai nazifascisti di concentrate i loro sforzi contro il movimento partigiano, con una serie di rastrellamenti che investono anche la pianura modenese.
Nel Carpigiano quest’azione viene programmata per la mattina del 1° Dicembre 1944 dietro un ordine del Comando germanico del generale Kurt Maeltzer, in un’operazione più ampia volta ad investire anche i territori di Novi di Modena, Concordia sulla Secchia, Mirandola e San Pospero, tutti nel Modenese. I reparti impiegati sono costituiti dalla Compagnia OP (Ordine Pubblico) della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) di Modena (42° Comando Provinciale della GNR), da squadristi della 26a Brigata Nera “Mirko Pistoni” e da unità tedesche. I militi della GNR si dispongono tra Sozzigalli (Soliera) e S. Antonio in Mercadello (Novi di Modena) per convergere su Carpi e chiudere con una manovra a tenaglia i partigiani dislocati in questo territorio.
Nella casa della famiglia Zuccati, posta in Via Dossi a Cortile di Carpi, i fascisti per poco non riescono a catturare Italo Scalambra (“Gino”), comandante della 65a Brigata Garibaldi GAP “Walter Tabacchi”, Umberto Bisi (“Omar”), comandante del distaccamento “Aristide” della stessa Brigata e Tullio Lugli (“Walter”), ufficiale del Comando piazza di Modena.
I tre, insieme ad una staffetta ed ai componenti della famiglia Zuccati, riescono a fuggire nonostante il fuoco aperto su di loro dai fascisti. Purtroppo il partigiano Michel Seeten, un ufficiale dell’aviazione francese abbattuto con il suo apparecchio l’8 Agosto precedente nella zona di Rovereto di Novi (Mo) ed unitosi ai garibaldini, viene circondato e fatto prigioniero. Tuttavia riesce a strappare di mano il mitra al tenente Walter Williams, comandante del reparto della Compagnia OP, e ad ucciderlo. Con l’arma in pugno ingaggia una sparatoria con i militi fino a quando, esauriti i colpi, non viene a sua volta freddato. La casa della famiglia Zuccati è data alle fiamme.
Grazie all’opera delle staffette, la notizia del rastrellamento non tarda ad arrivare agli altri partigiani presenti nella zona; tra questi i garibaldini della 23a Brigata “Grillo” di Lauro Tabacchi. Vasco Lugli (“Marcòn”), comandante della 3a squadra GAP, riunisce i propri uomini con quelli della 4a squadra e con alcuni sappisti, facendoli appostare sull’argine del Canale Gherardo, tra il Ponte di ferro e il Cavo Dottore, nella zona compresa tra Limidi (Soliera) e Cortile. Il suo intento è quello di liberare i membri del Comando partigiano che crede siano stati fatti prigionieri. Si accorge, intanto, che alcuni sappisti che hanno passato la notte in un casolare del fondo “Alma” e che stanno cercando di raggiungere Limidi, rischiano di essere circondati dai militi mentre si trovano ad attraversare Via Griduzza. “Marcòn” li raggiunge con lo scopo di farli congiungere con i partigiani schierati lungo l’argine.
I fascisti, che hanno notato questo movimento, credono che si tratti di uno sparuto gruppo nrmico facile da annientare e si danno al loro inseguimento. In realtà vanno proprio in bocca al grosso dei partigiani disposti lungo l’argine del Canale Gherardo, venendo a trovarsi sotto un nutrito fuoco avversario che li costringe a ripararsi dietro ad alcune case di Via Fuochi e a chiedere rinforzi.
A questo punto, però, dopo alcune ore di combattimento, le munizioni dei partigiani iniziano ad esaurirsi e Vasco Lugli decide di compiere una manovra diversiva per permettere lo sganciamento dei suoi uomini: con un gruppo di compagni attacca sulla destra lo schieramento nemico, attirando su di se l’attenzione dei fascisti, che nel frattempo hanno ricevuto i rinforzi richiesti. Fortunatamente l’azione di “Marcòn” è coronata con l’esito sperato.
Nei pressi di S. Marino (Carpi), sul Canale Fossetta, un gruppo di partigiani, costituito da uomini del GAP 40 (della 5a squadra GAP e da membri della SAP), attacca una formazione di cavalleria tedesca e di soldati turcomanni (i cosiddetti “mongoli”), provenienti da Carpi, disperdendoli. Ingaggia inoltre un combattimento con militi fascisti tenendoli impegnati fino a metà pomeriggio.
Nella zona di Fossoli (Carpi), alcuni sappisti sono stati attaccati dai fascisti, che hanno rastrellato anche alcuni civili. Il deciso intervento della 7a squadra GAP, informata della situazione, permette ai compagni di disimpegnarsi e ai civili di scappare. Nonostante l’invio di altri rinforzi, i fascisti non riescono nel loro intento e devono ripiegare su Fossoli. Un altro reparto di cavalleria germanica, sempre proveniente da Carpi, è scompaginato grazie alla violenta reazione dei partigiani. Alla fine al nemico non resta che ritirarsi definitivamente.
I nazifasci, però, sfogano la loro rabbia fucilando i partigiani catturati e incendiando alcune case di Via Fuochi. Anche alcuni civili sono stati uccisi.
Il territorio in cui si è svolto lo scontro resta occupato dai garibaldini fino a tarda sera. Un altro tentativo fatto dalla cavalleria tedesca viene neutralizzato.
L’indomani, nell’ipotesi di una nuova offensiva nazifascista, vengono riorganizzate tutte le unità partigiane della zona, ma il paventato attacco non avviene. Tuttavia avvengono esecuzioni di partigiani a Cibeno (Carpi) e a San Marino. In quest’ultima località, in Via dei Cavi, sono 6 (o 7) i partigiani ad essere fucilati Erano stati catturati il giorno precedente ed avevano subito sevizie nella vicina Villa Federici - Zuccolini, sede di un Comando nazista.
Circa l’esito dello scontro entrambi i contendenti esagerano nel numero delle perdite inflitte all’avversario. I fascisti hanno soltanto tre caduti: il già citato ten. William (24 anni, già ufficiale dei bersaglieri, appartenente al 42° Btg. Provinciale dell’Esercito repubblicano), il sottotenente Nino Luigi Fuini (comandante del plotone d’esecuzione che il 16 Agosto 1944 aveva fucilato nell’attuale Piazza dei Martiri, a Carpi, 16 tra civili e partigiani) ed il legionario Luciano Sestini, quest’ultimi della GNR ed entrambi toscani. Non sono note le eventuali perdite subite dalle truppe germaniche. Decisamente più gravi quelle da parte partigiana, anche se non nei numeri dichiarati dai documenti della RSI, dove non si fa distinzione tra civili e “ribelli”. I partigiani hanno avuto 3 caduti in combattimento e 15 fucilati. La popolazione civile lamenta l’uccisione di 5 persone.
Aldilà delle pesantissime perdite subite, la “battaglia” di Cortile rappresenta il salto di qualità delle formazioni partigiane del Carpigiano. Nonostante l’assenza del Comando, disperso all’inizio del combattimento, i gregari sono riusciti a gestire le varie situazioni in autonomia, sapendo intervenire con rapidità e decisione laddove se ne presentava la necessità in ciò coadiuvati da un prezioso e fondamentale lavoro delle staffette, che riuscivano a fornire un esatto quadro della situazione durante lo svolgersi degli scontri. Ma è anche vero che i Comandi partigiani ordineranno ai propri reparti di non ingaggiare combattimenti durante i rastrellamenti nazifascisti proprio per evitare eccessive perdite contro un nemico comunque ancora forte nel numero e nei mezzi.
Partigiani caduti in combattimento:
1. Demos Malavasi (“Diavolo”), nato a Novi di Modena il 29 Aprile 1926, ivi residente, agricoltore. Di famiglia antifascista, con la Resistenza diviene membro dei GAP. Appartenente alla 15a Brigata Garibaldi (Divisione “Modena” Pianura) che, con la sua morte ne prenderà il nome, cade in combattimento a Fossoli, al confine tra Carpi e Novi di Modena il 1° Dicembre. Sepolto nel sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Novi di Modena. Gli è stata conferita la medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.
2. Livio Rebecchi (“Marco”), nato a Cortile il 16 Febbraio 1926, ivi residente, contadino. Partigiano della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (Divisione “Modena” Pianura). Caduto a Cortile 1° Dicembre.
3. Michel Seeten (“Michele”), nato a Saint-Nazaire (Francia) il 21 Settembre 1920, sottotenente pilota dell’aviazione militare francese. Partigiano della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (Divisione “Modena” Pianura). Caduto a Cortile il 1° Dicembre. Da altra fonte risulterebbe sergente maggiore pilota.
Partigiani fucilati:
1. Giovanni Goldoni (“Franco”), nato a Cibeno il 24 Giugno 1920, residente a Fossoli, contadino. Partigiano della 19a Brigata Garibaldi “Dimes” (Divisione “Modena” Pianura), fucilato a Fossoli il 1° (o 2) Dicembre 1944 dai fascisti mentre sta rientrando alla propria base. Sepolto nel Sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Fossoli.
2. Ivo Martinelli (“Bianco”), nato a Cibeno il 23 Luglio 1925, residente a Cortile, muratore. Partigiano della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (Divisione “Modena” Pianura) è catturato ed immediatamente fucilato a Cortile il 1° Dicembre.
3. Eolo Papazzoni (“Ruota”), nato a Cortile il 1° Giugno 1923, ivi residente, operaio. Già militare di fanteria nel Regio esercito, diventa partigiano della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (Divisione “Modena” Pianura). Rimasto isolato durante gli scontri, è catturato ed immediatamente fucilato a Cortile il 1° Dicembre.
4. Antonio Simoniello (“Maresciallo”), nato a Corigliano di Otranto (Le) il 1° Gennaio 1923 e qui residente; agricoltore. Probabilmente militare del Regio esercito sbandatosi dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943. Partigiano della 19a Brigata Garibaldi “Dimes” o della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (entrambe comunque facenti parte della Divisione “Modena” Pianura). Fucilato a Cortile il 1° Dicembre.
5. Giorgio Violi (“Gianni”), nato a Cortile il 30 Settembre 1923, ivi residente, muratore. Partigiano caposquadra della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (Divisione “Modena” Pianura). Fucilato a Cortile il 1° Dicembre 1944.
6. Romolo Bellelli (“Pippo”), nato a Cibeno il 28 Ottobre 1921, ivi residente, contadino. Partigiano della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (Divisione “Modena” Pianura). Dietro segnalazione di alcune spie, è catturato e fucilato il 2 Dicembre dinanzi alla propria abitazione di Cibeno insieme al fratello Giuseppe. Sepolto nel Sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Carpi.
7. Giuseppe Bellelli (“Pietro”), nato a Cibeno il 18 (o 17) Ottobre 1918, ivi residente, contadino. Anch’egli partigiano della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (Divisione “Modena” Pianura), dietro segnalazione di alcune spie, è catturato e fucilato il 2 Dicembre dinanzi alla propria abitazione di Cibeno insieme al fratello Romolo. Sepolto nel Sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Carpi.
8. Enzo Neri (“Faust”), nato a Fossoli il 2 Maggio 1925, ivi residente; operaio. Partigiano della 19a Brigata Garibaldi “Dimes” (Divisione “Modena” Pianura), comanda successivamente un GAP del Carpigiano. Catturato il 1° Dicembre, l’indomani è fucilato a Cibeno.
9. Taddeo Sala (“Marco”), nato a Fossoli il 20 Ottobre 1924, ivi residente, operaio. Partigiano della 19a Brigata Garibaldi “Dimes” (Divisione “Modena” Pianura). Catturato il 1° Dicembre, l’indomani è fucilato dinanzi alla propria abitazione, alla presenza dei genitori. Sepolto nel Sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Fossoli.
Fucilati in Via dei Cavi, a San Marino, il 2 Dicembre 194
1. Ivaldo Aguzzoli (“Lupo” o “Werther”), nato a Fossoli il 26 (o 27) Giugno 1924, ivi residente, carrettiere. Già soldato di fanteria nel Regio esercito, diviene partigiano della 19a Brigata Garibaldi “Dimes” (Divisione “Modena” Pianura). Sepolto nel Sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Fossoli. Gli è stata conferita la medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria.
2. Albertino Baraldi, nato a Novi di Modena il 3 (o 26) Gennaio 1923, residente a Carpi. Partigiano della 15a Brigata Garibaldi “Diavolo” (Divisione “Modena” Pianura), non ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte della Commissione regionale qualifica partigiani. Da altra fonte risulterebbe ucciso a Rovereto di Novi di Modena il 2 Dicembre.
3. Armando Bolognese o Bolognesi (“Satana”), nato a Milano il 12 (o 27) Febbraio 1922, ivi residente. Sfollato a Novi di Modena, diventa partigiano della 15a Brigata Garibaldi “Diavolo” (Divisione “Modena” Pianura). Gli è stata conferita la medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria.
4. Guido Paoluzzi (“Beppe”), nato a San Felice sul Panaro (Mo) il 5 Ottobre 1923 (sul cippo il 6 Gennaio 1923), residente a Cortile, contadino. Già militare di fanteria nel Regio esercito, diventa partigiano della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (Divisione “Modena” Pianura).
5. Adolfo Saguatti (“Zorro”), nato a Fossoli (o a Modena) il 7 Settembre 1920, ivi residente, operaio. Partigiano della 19a Brigata Garibaldi “Dimes” (Divisione “Modena” Pianura), è fucilato insieme al fratello Giuseppe. Sepolto nel Sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Fossoli. Da altra fonte risulterebbe nato il 7 Dicembre 1920 e col nome di battaglia “Mirco”.
6. Giuseppe Saguatti (“Tempesta”), nato a Modena il 29 (o 19) Luglio 1925, operaio. Partigiano della 19a Brigata Garibaldi “Dimes” (Divisione “Modena” Pianura), è insieme al fratello Adolfo. Sepolto nel Sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Fossoli. Da altra fonte risulterebbe indicato col nome di battaglia “Enea”.
7. Lucio Saltini (“Stelio”), nato a San Marino di Carpi il 12 Dicembre 1918 (sul cippo è indicato il 13 Dicembre 1912), ivi residente; agricoltore. Organizzatore dei GAP della Bassa modenese e partigiano della 23a Brigata Garibaldi “Grillo” (Divisione “Modena” Pianura). Gli è stata conferita la medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria.
Vittime civili:
1. Nicola Belgini, nato a Castellammare di Stabia (Na) nel 1924, probabilmente militare del Regio esercito sbandatosi dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943. Fucilato a Cortile il 1° Dicembre 1944.
2. Gino Federici, nato a Carpi nel 1920, residente in frazione Cortile e qui ucciso durante gli scontri del 1° Dicembre.
3. Corrado Leporati, nato a Carpi il 6 Maggio 1907, ivi residente, commesso. Fucilato a S. Marino il 1° Dicembre dai brigatisti neri. Sepolto nel Sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Carpi.
4. Albertino Baraldi, nato a Novi di Modena il 26 Gennaio 1923, residente a Carpi. Fucilato a San Marino il 2 Dicembre 1944.
5. Pietro Bardini, nato a Virgilio (Mn), di anni 43. Fucilato per rappresaglia a Cortile il 2 Dicembre 1944.

Da notare come sia problematica l’individuazione degli esatti estremi anagrafici di tutti i Caduti, che variano a seconda delle fonti consultate per redigere la presente scheda. Lo stesso anche per i alcuni nomi di battaglia.

Contenuti

Iscrizioni:
MEDAGLIA D’ORO AL V.M.
MALAVASI DEMOS
“DIAVOLO”
N. IL 26 . 4 . 1926 M. IL 1 . 12 . 1944
CVL
L’EROE
ED IL FANCIULLO
SI FUSERO IN LUI
NELL’ANSIA
INSOPPRIMIBILE
DELLA LIBERTA’
L’ONORIFICENZA
ALLA MEMORIA STA’
A TESTIMONIARE
LA TEMPRA DEL GRANDE
COMBATTENTE
Simboli:
Targhetta tricolore con il logo del CVL (Corpo Volontari della Libertà).

Altro

Osservazioni personali:
Ha al suo fianco, a pochi metri, un cippo che ricorda 3 partigiani uccisi nella stessa Via Valle il 10 marzo 1945. E' stato rimosso dalla sede primitiva per essere collocato in quella attuale con una nuova struttura.
L'ANPI di Carpi ha fatto un eccezionale ed esemplare lavoro per mantenere in ottimo stato tutti i manufatti dedicati ai Caduti della lotta di Liberazione (civili e partigiani) sempre omaggiati ad ogni ricorrenza.

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