5406 - Cippo a Giulio Mazzini – Pontaccio (Licciana N.)

Cippo posto sul luogo dell’uccisione del partigiano Giulio Mazzini, avvenuta il 7 aprile 1945; il cippo è costituito da una colonnina in marmo bianco di Carrara, sulla quale si srotola una pergamena, posta su un piedistallo in cemento.
Accanto alla pietra vi è un sostegno in ferro recante informazioni e fotografia di Giulio Mazzini e una poesia “Noi che cademmo” scritta da Giuseppe Bartoli.
Questo è stato fatto dalla sezione ANPI di Licciana Nardi, dall’ISRA di Massa Carrara e dal Comune di Licciana Nardi il 25 aprile 2014.

NOTA STAFF PIETRE: In una successiva edizione del concorso Esploratori della Memoria il cippo è stato censito anche dalla Direzione Didattica Aulla, materiale scheda utilizzato per implementazione di questa già pubblicata.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Pontaccio
Indirizzo:
Strada provinciale per Fivizzano loc Pontaccio
CAP:
54016
Latitudine:
44.26545506705031
Longitudine:
10.039325952529907

Informazioni

Luogo di collocazione:
lato strada
Data di collocazione:
25/04/2014
Materiali (Generico):
Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Marmo bianco di Carrara e calcestruzzo
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Licciana, A.N.P.I
Notizie e contestualizzazione storica:
Il cippo è stato posto nel luogo in cui fu ucciso, il 7 aprile 1945, il partigiano Giulio Mazzini che, assieme ad altri compagni, cercava di scendere dal monte della Bastia, attraversare il ponte e raggiungere il distaccamento partigiano nei pressi di Bigliolo.
Qui però al Pontaccio, li colsero un gruppo di tedeschi che uccisero Mazzini davanti agli altri partigiani, dei quali buona parte erano sedicenni, che furono fatti prigionieri e portati al carcere di Marassi a Genova.

Contenuti

Iscrizioni:
QUI
IMMOLÒ LA SUA
GAGLIARDA
GIOVINEZZA
IL PARTIGIANO
GIULIO MAZZINI
01 08 1914
07 04 1945
Simboli:
Pergamena; palma.

Altro

Osservazioni personali:
Da qui comincia una lunga serie di cippi e lapidi in materiale povero,come povera è la nostra terra,ma ricchi di significato e di valori.A questo proposito,per sottolineare la discrepanza tra questa povertà di materiali e la grande ricchezza di vite spese per i valori della libertà e della giustizia , vogliamo commemorarli con una poesia di Federica Ferrari che, raccogliendo questi sentimenti,ha composto per i nostri caduti.
dorme la ferocia della guerra
nell'intrigo silente di tramontana
e rovi di more.

le radici di questa terra
hanno partorito eroi scalzi
e temerari
che nel perdere il respiro
hanno ritrovato la perenne libertá.

riposa in eterno
il pianto sommesso tra spoglie incenerite d'alloro e d'acanto.

parole su pietre racchiudono
la storia.

issate allora le bandiere
perchè il vero sapere è il ricordar chi siamo.

NOTA STAFF PIETRE: In una successiva edizione del concorso Esploratori della Memoria il cippo è stato censito anche dalla Direzione Didattica Aulla, materiale scheda utilizzato per implementazione di questa già pubblicata.

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