7733 - Cippo a Pino Bucidin – Rovigno, Croazia

Nel Parco della Rimembranza di Rovigno, si trova un cippo, con busto, dedicato a Pino Bucidin, partigiano rovignese caduto nel 1944, periodo cruciale della Resistenza Italiana in Istria.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Rovigno/Rovinj.
Indirizzo:
Ulica Pietra Ive.
CAP:
52210
Latitudine:
45.08373623109817
Longitudine:
13.634033203125

Informazioni

Luogo di collocazione:
Si trova all'interno del Parco della rimembranza di Rovigno sul lato destro del marciapiede che conduce alla struttuta dei caduti di Rovigno.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
La cippo è in marmo e i caratteri sono incisi. Il busto del Caduto è in bronzo.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Rovigno / Grad Rovinj
Notizie e contestualizzazione storica:
Giuseppe Budicin nacque a Rovigno in Istria, da famiglia italiana locale, negli ultimi anni del dominio austro-ungarico. Al termine della prima guerra mondiale, la regione venne annessa al Regno d'Italia, costituendo la Provincia di Pola.
Budicin esercitò la professione di barbiere nella sua cittadina natale. Dal 1931 al 1933 svolse il servizio di leva obbligatoria nella Marina militare presso la base di La Spezia. Fu durante questo periodo che maturò posizioni militanti comuniste, a cui si era probabilmente già avvicinato nel biennio precedente, e la sua attività fu notata anche dalle autorità militari. Rientrato a Rovigno al termine della leva, nel 1934 Budicin fu arrestato e condannato dal Tribunale speciale a sette anni di reclusione per propaganda ed attività comunista. Amnistiato nel marzo 1937, incorse in una seconda condanna nel 1938, con la pena elevata a 12 anni. Liberato dopo il 25 luglio 1943, nelle settimane immediatamente successive il barbiere era già tra gli organizzatori della Resistenza in Istria. Con l'annuncio dell'armistizio, l'8 settembre tenne nella pubblica piazza di Rovigno un comizio d'ispirazione internazionalista ed umanitaria, incitando i concittadini all'insurrezione.
Divenuto segretario del comitato distrettuale di Rovigno del Partito comunista croato e membro del comitato popolare di liberazione dell'Istria (comitato regionale dello stesso partito), Budicin comandava una formazione partigiana. Durante questo periodo, non risulta si macchiò di alcun crimine ma invece pare fosse stato piuttosto critico verso l'arbitrarietà e l'efferatezza degli eccidi compiuti da alcune formazioni partigiane nel settembre-ottobre del 1943, specie verso la popolazione italiana della regione. Inoltre contestò criticamente pure il nazionalismo slavo ed anti-italiano strisciante, quando non ostentato, nelle fila del movimento popolare di liberazione (votatosi a perseguire l'annessione dell'intera regione alla Jugoslavia e non solo la sconfitta del nazi-fascismo). Queste sue posizioni non furono apparentemente ben gradite alla maggioranza del partito e gli causarono l'estromissione dal comitato regionale. Continuò comunque ad organizzare la resistenza tra Rovigno e Valle.
L'8 febbraio 1944, durante un'azione nella campagna rovignese, Pino (con questo nome Budicin era conosciuto tra i suoi concittadini e gli antifascisti istriani), fu catturato col partigiano Guerrino Grassi ("Augusto Ferri"). A seguito dello scontro a fuoco Pino era rimasto leggermente ferito, Augusto Ferri assai più gravemente, era quasi morente. I fascisti costrinsero Pino a caricare il compagno su un carretto e a trascinarlo sino a Rovigno. Durante il tragitto, nonostante fosse sanguinante per la ferita e per le percosse, Budicin continuò a intonare canzoni partigiane, mentre i fascisti non cessavano di infierire su di lui e sul corpo del moribondo. I due furono imprigionati, interrogati ed infine giustiziati perché presumibilmente non disposti a collaborare. All'indomani, per intimidire la popolazione, i cadaveri straziati di Grassi e Budicin furono esposti sulla Riva Valdibora, assieme a quello di un altro partigiano locale catturato in precedenza, Giovanni Sossi. È molto nota la frase che pare il barbiere abbia urlato ai suoi aguzzini al momento dell'esecuzione: "Da ogni goccia del mio sangue, cento partigiani sorgeranno!". Le ultime parole di Pino sono oggi scolpite sulla lapide del cippo eretto, a ricordo del suo sacrificio, a Stanzia Bembo (Valle d'Istria). Inoltre, una lapide ricorda il luogo d'esposizione dei cadaveri dei 3 partigiani ed un busto bronzeo del Budicin sorge poco distante.
Proprio a Stanzia Bembo cominciò, subito dopo la sua morte, ad operare il Battaglione partigiano italiano "G. Budicin". La formazione, che comprendeva quattro compagnie, fu inquadrata, nel giugno del 1944, nella Brigata istriana "Vladimir Gortan" che, dopo aver sostenuto durissimi combattimenti con i nazi-fascisti, fu incorporata nella 43ma Divisione dell'Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia.
Dopo la fine della guerra e l'annessione dell'Istria alla Jugoslavia socialista, in ambienti locali rovignesi, cominciò a circolare insistente la voce che Budicin e Grassi, fossero in realtà stati traditi dagli stessi compagni partigiani croati che, nella notte precedente la cattura, avrebbero fuorviato i due spronandoli a recarsi sul luogo dov'erano i fascisti per sostenere dei compagni combattenti in difficoltà. In realtà nessuno scontro era in corso in quel momento, e i due sventurati si trovarono ed essere gli unici partigiani sul posto, cadendo quindi in una presunta imboscata ordita dai loro stessi compagni che in questo modo avrebbero voluto liberarsi, senza compromettersi, di due figure benvolute dai locali ma scomode per i progetti e finalità ultime del movimento.

(fonte: Istrapedia, Wikipedia)

Contenuti

Iscrizioni:
PINO BUCIDIN
eroe popolare
narodni heroj

1911 1944.
Simboli:
Non sono presenti simboli.

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Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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