5674 - Cippo a Pino Zoccola e Gualtiero Macchio – Cassine

Cippo a forma di croce, eretto su base a parallelepipedo in ricordo dei due giovani partigiani diciassettenni Pino Zoccola e Gualtiero Macchio uccisi nella seconda guerra mondiale. Si trova a Cassine, sul luogo in cui furono uccisi.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Strada Provinciale 30, km 23
CAP:
15016
Latitudine:
44.73839
Longitudine:
8.518498

Informazioni

Luogo di collocazione:
Lato Strada Provinciale 30, Alessandria - Savona, km 23
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Pietra
Materiali (Dettaglio):
Cippo in pietra
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Cassine
Notizie e contestualizzazione storica:
Il 21 settembre 1944, sulla Strada Statale, tra Cassine e Caranzano, furono uccisi Giuseppino Zoccola "Pino" e Gualtiero Macchio "Gualtiero". Erano due diciiassettenni genovesi sfollati con i loro parenti; figli di antifascisti, si erano fatti garibaldini da poco tempo. Affrontarono un autoblindo fascista sulla Statale tra Cassine e Caranzano. I fascisti spararono all'impazzata con le mitraglie di bordo. I due, dotati solo di una pistola, tentarono di ripiegare verso la collina, rimanendo però allo scoperto. I militi repubblichini, accortisi che erano soli, scesero dall'automezzo e li costrinsero alla resa. Sull'automezzo corazzato viaggiava il colonnello Aichino che fece immediatamente fucilare Pino e Gualtiero sul posto. Tra le numerose testimonianze di questo episodio vi è la relazione del Canonico Giovanni Rapetti della Parrocchia di Santa Caterina di Cassine. Il documento conservato all'Archivio Diocesano di Acqui è la risposta ad un questionario inviato da Mons. Dell'Omo a tutti i parroci della diocesi per avere notizie sulle vicende belliche da poco conclusesi, così descritto:
Cronistoria dei fatti dolorosi.
Uccisione dei giovani Gualtiero e Zoccola
"Il 21 sett. 1944 giunge in paese notizia che furono uccisi due giovanetti sullo Stradale Cassine-Strevi, in territorio della Parrocchia di San Lorenzo. Accorse il viceparroco don Rabellino che li trovò boccheggianti, amministrò ad essi l'estrema unzione e si adoprò per il loro trasporto all'Ospedale di Acqui. Non fu più dato di salvarli. I due giovanetti Gualtiero e Zoccola erano figli di gente sfollata qui a Cassine. Passando in autoblinda il generale Aichino (ci sfuggono i particolari) questi fece fuoco su di essi. La salma di Gualtiero fu portata in Alessandria. Quella dello Zoccola fu tumulata nel cimitero di Cassine.
Cassine, 30 agosto 1945"

Contenuti

Iscrizioni:
(sulla base della croce)
GIUSEPPINO ZOCCOLA - GUALTIERO MACCHIO
26.6.1927 27.12.1927
PATRIOTI DEL NUOVO RISORGIMENTO
QUI CADDERO IL 21 SETTEMBRE 1944
ABBATTUTI DA MANO FRATRICIDA
IRA FAZIOSA CREDETTE SOPPRIMERLI
NE RESE PERENNE IL RICORDO.
Simboli:
Il cippo è a forma di croce

Altro

Osservazioni personali:
Sulla piazza di Cassine il 25 aprile 2015 la sorella di Gualtiero Macchio, Rossana, ha letto una lettera
del fratello alla madre.
"Carissima mamma,
è ormai circa un giorno e mezzo che manco da casa. La sera che sono scappato ho dormito in una cascina e sono stato benissimo. Ora ci giunge notizia che il rastrellamento non è stato ancora fatto, ma siamo anche a conoscenza che verrà completato al più presto.
Qui noi siamo su alture vicine; abbiamo trovato una cascina disabitata in ottimo stato e ci siamo sistemati. Anche per il mangiare stiamo bene. Non stare quindi in pensiero per me. Ieri per caso abbiamo conosciuto dei patrioti che si trovano nella nostra zona. Sono bravissima gente e ci hanno dato anche un po' di viveri.
Essi mi hanno parlato di molte cose che molti italiani dovrebbero ascoltare. In questo periodo che si attende il rastrellamento avrei deciso di rendermi utile anch'io. In questo momento tutti gli italiani devono sentire questa necessità. Questo è il momento in cui tutti bisogna salvare le nostre famiglie dagli orrori della guerra, perché la guerra non deve passare da qui e distendere il suo macabro velo. Penseremo noi patrioti a sabotare i tedeschi e costringerli come in Liguria a ritirarsi senza combattere. E' questo che voglio fare, voglio salvare le famiglie italiane e in particolare la mia famiglia; non voglio che abbia a patire la barbarie che porta la guerra.
E non pensate che io rimanga quassù per distaccarmi da voi; no, non pensatelo perché non sapete quante volte nel giorno e nella notte il mio pensiero corra a voi, a cosa facciate in quel momento, dove vi possiate trovare. Io sono giovane e devo farmi il mio avvenire, ed esso non potrà essere bello e fiorente se la mia vita sarà soffocata. Io, come tutti, dobbiamo difendere una causa e tanto tu, quanto papà, non dovete ostacolarmi. Sarebbe questa l'unica cosa di cui un giorno vi potrei rimproverare. E vi prego ancora una volta, non ostacolatemi, non giudicatemi un figlio ingrato e che non sia a voi affezionato. State tranquilli. Vi bacio tutti affettuosamente. Un giorno sarete orgogliosi di me. Bacioni.
Aff.ssimo Gualtiero
P.S. per favore, se non ti dispiace, dai a questo mio compagno qualche pacchetto di sigarette, se c'è, qualche scatola di fiammiferi, e dei calzettoni se ne ho, la pila tascabile e una saponetta."
Per altre notizie si rimanda alla ricerca scolastica "Storia a Memoria " sul sito dell'Istituto Comprensivo "Norberto Bobbio" www.comprensivorivaltab.gov.it

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