5349 - Cippo a ricordo del partigiano Contuzzi – Jesi (AN)

Il monumento poggia su un piedistallo a base rettangolare, decorato con una corona d’alloro posta avanti.

Il monumento non ha una forma ben precisa ma  alla base ha la forma di un parallelepipedo poi verso l’alto si restringe.

Il monumento presenta alcune iscrizioni e anche dei simboli.

 

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
bivio Carbonari
CAP:
60035
Latitudine:
43.48686205664166
Longitudine:
13.283443116210947

Informazioni

Luogo di collocazione:
Bivio Carbonari, lungo la strada provinciale n. 362 direzione Santa Maria Nuova a 50 m. dal bivio per S. Maria Nuova
Data di collocazione:
anno 1946
Materiali (Generico):
Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Il monumento è completamente in pietra/ marmo bianco su di esso sono presenti incisioni ed iscrizioni.
Stato di conservazione:
Insufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Jesi
Notizie e contestualizzazione storica:
Francesco Contuzzi è nato a Jesi il 20 Gennaio del 1923. Nella primavera del 1944 si unì al battaglione Alvaro. Ottenuto il comando del gruppo Volante, il 19 aprile, nei pressi di Filottrano, apriva il fuoco contro un automezzo germanico; nel combattimento rimase ucciso un militare tedesco. Nei giorni seguenti restò ferito a una gamba in un breve scambio di fucileria con una pattuglia tedesca. Il 15 maggio sostenne un nuovo scontro a fuoco in località Cervidone, dopo che il suo gruppo si era impossessato dei magazzini del consorzio Agrario. Il 10 giugno, impossessatosi delle armi della caserma dei carabinieri di Santa Maria Nuova, con i suoi affrontava due automezzi tedeschi in via Torre, non lontano dal bivio per filottrano. Durante il nutritissimo scambio di colpi, fu raggiunto da una raffica di mitra: colpito alla fronte e al petto, cadde a terra senza vita.
Testimonianza diretta di Don Costantino Urieli tratta da il ilbro "Jesi (dopo) il suo Contado", Volume V, 1988, del medesimo:
"Ero sfollato nella casa del contadino Altidoro Appoloni, casa posta a pochi metri dal cimitero; il contadino che vide lungo la discesa il carro con il morto (Francesco Contuzzi), corse ad avvisarmi. Mi avvicinai al carretto, protestai con il carabiniere per quell' indegno trattamento (il cadavere era adagiato su un carretto di fieno). Il carabiniere rispose che lui era dispiaciuto quanto me dell'incarico avuto; mi pregò di accompagnare la salma al cimitero. Qui con l'amico Antonio Paoletti, la depositammo sul pavimento della cappellla cimiteriale, disse un preghiera, e acconsentii al carabiniere che mi pregò di perquisire il cadavere. Contuzzi era stato colpito sulla fronte e al fianco; conservava ancora la fierezza della sua giovane età. Indossava una tuta militare mimetica, dai piedi erano stati sfilati gli stivali militari (da chi? Italiani o Tedeschi?); nelle tasche c'era un pacchetto di sigarette, qualche spicciolo; trovai anche una lettera. Era scritta a macchina, ma firmata, nel retro di un foglio di precettazione al lavoro di Poggio San Vicino, da parte di un certo Socci Alvaro, di un paese della Vallesina, vicino Jesi; si qualificava come capo-partigiano, e chiedeva un abboccamento con il Comandante della V Brigata Garibaldi. Con un semplice stratagemma riuscii a trattenere il compromettente foglio e nasconderlo. A sera, consegnai sigarette, denaro, e mezzo foglio, ove non c'era lo scritto del partigiano. il maresciallo lamentava che il carabiniere non si era ancora fatto vivo; questi uscito dal cimitero si era fatto consegnare abiti civili da una famiglia lì vicina e si era allontanato. Venti anni dopo, su "Voce", riferii dell'episodio; il padre, Pietro Contuzzi, commosso, mi ringraziò. Come ricordo, diedi a lui la lettera conservata; purtroppo allora ancora non esisteva la fotocopia. Un cippo sul luogo ove Francesco è caduto, ricorda il giovane partigiano".

Contenuti

Iscrizioni:
nella parte alta del cippo a forma irregolare sotto la spada, lato frontale
FRANCESCO
CONTUZZI
CADUTO COMBATTENDO
CONTRO I TEDESCHI
IL 10 6 1944

nella parte bassa del cippo a forma di parallelepipedo, lato frontale
QUI IL GIOVANE EROE
DONAVA SERENO ALLA MORTE
L’EROICA ESISTENZA TERRENA
NELLE CARNI STRAZIATE
DOMATO DAL PIOMBO TEDESCO
MA VIVO NEL SUO SANTO IDEALE
OLTRE LA MORTE ED IL TEMPO

in corrispondenza della sopra citata iscrizione sul lato destro
ERETTO A CURA
DEL C.L.N. DI JESI
NEL II ANNIV.O
DELLA MORTE
Simboli:
Nella parte superiore del monumento possiamo vedere l'elsa di una spada mozza, circondata da foglie di alloro.

Altro

Osservazioni personali:
In un'immagine d'epoca, trovata nel libro " Jesi (dopo) il suo Contado", Volume V, di Costantino Urieli a pagina 646 si nota che la vegetazione attorno al cippo è poca e curata ed è presente una scalinata in pietra che porta al cippo in ottime condizioni.
Invece oggi il monumento è in uno stato scadente, la vegetazione è incolta, la scalinata è fatiscente e sono presenti anche rifiuti.

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