3751 - Cippo ai partigiani caduti a Monte Sant’Angelo

Cippo in pietra, costituito da un basamento con sopra un blocco a forma di parallelepipedo, posto a ricordo del sacrificio di tre giovani partigiani uccisi il 4 maggio 1944 dai nazifascisti presso Monte S.Angelo. La parte superiore ha forma di piramide tronca con incisa una croce nel lato frontale.

NOTA STAFF-PIETRE: Questo cippo è stato censito anche dagli studenti del Liceo Scientifico Volterra nell’ambito della prima edizione marchigiana del concorso Esploratori della Memoria.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Località Isola Centipera
Indirizzo:
Traversa S.P. 360 Arceviese
CAP:
60040
Latitudine:
43.450095714668464
Longitudine:
12.89593756198883

Informazioni

Luogo di collocazione:
Interno del cimitero comunale di Isola Centipera
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Pietra
Materiali (Dettaglio):
Il cippo è costruito da blocchi sovrapposti di pietra arenaria semplice.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Genga
Notizie e contestualizzazione storica:
Il geometra Siro Pagnani, nato il 24 marzo 1922, racconta: "Nel maggio 1944 la situazione politica nel nostro territorio di Genga (Ancona) era molto difficile. Mentre il governo Badoglio era a Brindisi e gli Americani avanzavano dal Sud, a Genga vi era una presenza di tedeschi. Noi giovani eravamo stati richiamati alla leva da parte di Mussolini ora a capo della Repubblica di Salò. Io ero appena tornato, dopo terribili sofferenze, dall'Albania. I miei giovani amici non volevano andare con l'esercito di Mussolini e decisero di unirsi ai partigiani presso Monte S.Angelo di Arcevia, invitando anche me a seguirli. Io ho cercato di dissuaderli, poichè, avendo combattuto contro i partigiani in Albania, ritenevo che sarebbe stato facile essere circondati e catturati dai tedeschi, considerata la struttura del luogo. I miei amici decisero di andare e si recarono così a Monte S.Angelo. In quei luoghi vi avevano trovato rifugio anche iugoslavi catturati durante il fascismo ed ora, con la caduta del fascismo stesso, scappati dai campi di prigionia. Parallelamente iniziava la ritirata dei tedeschi, la quale sarebbe dovuta avvenire senza essere disturbata da incursioni partigiane, secondo la loro strategia. Per rendere possibile questo piano di azione, le SS facevano continui rastrellamenti. Sembra che da Apiro arrivassero i tedeschi a Genga e da qui diretti a Monte S.Angelo. Alcuni ufficiali tedeschi si recarono dalla famiglia Tiranti,che possedeva un cavallo da tiro e un carro, li obbligarono ad accompagnarli a Santa Croce di Arcevia con il carro tirato dallo stesso cavallo e pieno di armi.Mentre Tiranti venne rimandato a casa i tedeschi iniziarono ad attaccare monte S.Angelo da più parti. Pugnalata la guardia posta alla vigilanza della casa colonica dove alloggiavano i partigiani, i tedeschi uccisero e bruciarono tutti coloro che vi si trovavano. A testimonianza di ciò ricordo questo terribile particolare: la mamma del giovane Dominici riconobbe il figlio da un brandello della camicia bruciacchiata. Erano stati uccisi il giorno dopo essere arrivati a Monte S.Angelo"

Contenuti

Iscrizioni:
GIULIO DOMINICI
VINCENZO GIOVANNINI
GIUSEPPE ROSSI
-----------------
SOLDATI DELLA LIBERTA'
CADDERO COMBATTENDO
A MONTE S.ANGELO
IL IV MAGGIO MCMXLIV
I CONTERRANEI
FIERI DEL LORO OLOCAUSTO
NE TRAMANDANO ALLE
GENERAZIONI FUTURE
I NOMI E L'ESEMPIO
Simboli:
Una croce incisa sulla graniglia di cemento.

Altro

Osservazioni personali:
La nuda pietra arenaria con incise semplice parole rafforza il messaggio etico-morale che testimonia

NOTA STAFF-PIETRE: Questo cippo è stato censito anche dagli studenti del Liceo Scientifico Volterra nell'ambito della prima edizione marchigiana del concorso Esploratori della Memoria.

Gallery