5168 - Cippo a Maurizio Oziondo – Stagnedo di Beverino (SP)

Cippo in pietra posto a Stagnedo di Beverino (SP), a lato della strada, formato da blocchi di arenaria con la parte sommitale a cuspide sormontata da una croce; sul cippo è posta una lastra in marmo fissata da perni metallici, in cui sono incisi un’epigrafe e il nome del Caduto, Maurizio Oziondo.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Stagnedo
Indirizzo:
114SS1
CAP:
19020
Latitudine:
44.2112281
Longitudine:
9.763860499999964

Informazioni

Luogo di collocazione:
Lato Strada Statale Aurelia
Data di collocazione:
28/04/1946
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
I materiali utilizzati sono di due tipologie: l'arenaria, divisa in blocchi assemblati tra loro è utilizzata per comporre la cornice, la croce e il basamento; il marmo è utilizzato per incidere l'epigrafe, la data in cui è stata apposta e il nome del partigiano caduto.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
La conservazione è curata dalla famiglia del caduto
Notizie e contestualizzazione storica:
Dopo gli interrogatori del maresciallo delle brigate nere in caserma a Padivarma, Tullio Dorai , classe 1928, fu trattenuto per una decina di giorni dai fascisti che volevano avere informazioni sul fratello partigiano ( Massimo Dorai classe 1926), informazioni che peraltro lui non diede mai. Uscito dalla caserma fece in modo di avvisare il fratello e gli raccomandò di rifugiarsi su in cima alla montagna, dove i fascisti non sarebbero mai arrivati per timore di cadere in agguati e imboscate da parte dei partigiani. Il fratello seguì il consiglio e si salvò.Maurizio Umberto Oziondo, vulgo "Bertin", non seguì invece il consiglio di rifugiarsi “ai monti” ma si nascose dentro a un mobile occultato dietro al camino, salvo poi farsi catturare per salvare i familiari. I nazifascisti gli chiesero ripetutamente se avesse armi con sé, per cui dopo reiterate richieste e insistenze da parte delle brigate nere, e incoraggiato dalla madre, cedette e mostrò il proprio "arsenale personale" (sten, mitra, bombe a mano, pugnali, coltelli), firmando così la sua condanna a morte. Oziondo fu fucilato in località "EN CIMA AU COSTE" il 23 Dicembre 1944 e poi fu portato a valle, a Stagnedo, ormai ferito mortalmente, dal padre dei fratelli Dorai e dalla cognata ."Morì con le mani incrociate davanti al volto". (Fonte orale Sig. Tullio Dorai).

Contenuti

Iscrizioni:
A.N.P.I.
ALLA MEMORIA DEL PARTIGIANO OZIONDO MAURIZIO UMBERTO DI MAURIZIO NATO IL 23-2-1924 TRUCIDATO DAI NAZI-FASCISTI IL 23-12-1944 PER LA CAUSA DELLA LIBERTA'

PADIVARMA 28-4-1946
Simboli:
L'unico simbolo presente è la croce posta nella parte sommitale della struttura

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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