6631 - Cippo al martire Giovanni Palatucci – Torre del Greco

Cippo dedicato al martire Giovanni Palatucci, Funzionario di polizia morto nel Campo di concentramento di Dachau, al quale è dedicato il Parco pubblico ove è collocato. E’ costituito da un monoblocco lapideo di pietra lavica poggiante su un piedistallo a base quadrata, realizzato in cemento, rivestito con lastre di pietra lavica bocciardata; il cippo è situato all’interno di un recinto, pavimentato con piastrelle quadrate e protetto da una ringhiera sorretta agli angoli da quattro blocchi cilindrici, sempre in pietra lavica. Sul fronte principale è presente un medaglione in bronzo con il busto a bassorilievo di Giovanni Palatucci e una scritta incisa a ricordo del martire. L’opera è dell’artista scultore torrese Vincenzo Giggiano Borriello.

 

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Campania 24
CAP:
80059
Latitudine:
40.77936924234721
Longitudine:
14.378954744565817

Informazioni

Luogo di collocazione:
Parco pubblico "Giovanni Palatucci", lato del parcheggio adiacente al Parco "Salvo D'Acquisto"
Data di collocazione:
11/02/2013
Materiali (Generico):
Bronzo, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Blocco di pietra lavica; medaglione in bronzo scolpito; ferro per la ringhiera; piastrelle ceramiche per la pavimentazione

Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Torre del Greco
Notizie e contestualizzazione storica:
Giovanni Palatucci nacque il 31 maggio del 1909 a Montella.
Egli è stato un poliziotto italiano vice commissario di Pubblica Sicurezza. Fu prima addetto all'ufficio stranieri e poi Reggente della Questura di Fiume fino al 13 settembre 1944, quando fu arrestato e deportato nel campo di concentramento di Dachau, con matricola 117826, dove morì di stenti il 10 febbraio del 1945. La sua vita si intreccia con i tragici eventi che colpirono l'Italia e sopratutto la città di Fiume dove Giovanni fu impegnato, per il suo inacarico di Commissario Aggiunto dal 28 Febbraio del 1943. Sono questi gli anni più tristi che videro la deportazione di migliaia di ebrei profughi provenienti dall'Austria e dalla Jugoslavia. Dopo l'8 settembre del 1943, la città di Fiume dal 1 ottobre rientrò nella ZONA D'OPERAZIONI DEL LITORALE ADRIATICO e il comando della città fu assegnato al Comandante delle SS Hoepener. Durante questo periodo Palatucci cercò di salvare migliaia di ebrei, rendendosi inoperante agli ordini superiori e permettendo di aprire un canale di sicurezza attraverso cui far confluire e mettere in salvo circa 5000 profughi.
Nel 1952 lo zio raccontò che il nipote, mentre alloggiava nella città di Fiume, salvò numerosissimi israeliti. Per questo egli è onorato sia in Israele (dove è Giusto tra le nazioni dal 1990) sia presso la Chiesa Cattolica (per la quale è Servo di Dio dal 2004 e martire). Per la Repubblica Italiana è Medaglia d'Oro al Merito Civile.
Nel 2013 il Centro Primo Levi di New York, dopo molteplici studi di documenti da parte degli storici, ha posto dubbi importanti sulla sua figura di salvatore degli ebrei supponendo che egli fosse in realtà un alleato dei nazisti, cosa che portò il Museo dell'Olocausto di Washington ad eliminare il suo nome dalla mostra. Fortunatamente questa teoria venne smentita nel 2015 con il saggio ''Giovanni Palatucci. Una vita da (ri)scoprire'' scritto da Nazareno Giusti, il quale aveva compiuto ulteriori ricerche ed interviste secondo le quali Palatucci non avrebbe ammesso pubblicamente il suo dissenso nei confronti del fascismo per via degli ostacoli che ciò avrebbe creato, rendendogli impossibile intervenire. Gli scritti di Giovanni dimostrano anche che era contrario agli ideali razzisti del fascismo e aveva pensiero critico nei confronti dei rappresentanti di Stato.
Le interviste hanno confermato la bontà del poliziotto, raccontata dai suoi colleghi (alcuni sono Giuseppe Veneroso, Amerigo Cucciniello, Guelfo Picozzi) e dagli ebrei salvati (come Elizabet Quitt Ferber). Le sue azioni consistevano nell'aggirare la legge senza violarla. La sua opinione verso il fascismo è riassunta nella seguente affermazione: ''Vogliono farci credere che il cuore sia solo un muscolo e ci vogliono impedire di fare quello che il cuore e la religione ci dettano''.
Il giorno 11 febbraio 2013, il Comune di Torre del Greco ha voluto onorare, tramite l'opera di Vincenzo Giggiano Borriello, la memoria di Giovanni Palatucci, Funzionario di Polizia.

Contenuti

Iscrizioni:
GIOVANNI PALATUCCI
“A DACHAU, PER AMORE”
MATRICOLA 117826

F.lli Fiengo
V.G.B.
FECIT
P.D.R.
G.D.
Simboli:
Non sono presenti elementi simbolici.

Altro

Osservazioni personali:
La ringhiera è alta 50cm; il blocco, lavorato molto grossolanamente, è alto 93cm e largo 85cm; il medaglione in bronzo ha un diametro di circa 50cm.
Il Parco pubblico "Giovanni Palatucci" in effetti oggi è utilizzato come un parcheggio. Tale condizione non permette di godere del monumento. Infatti le numerose autovetture in sosta anche in prossimità del recinto rendono impossibile una visione di insieme. La stele è in parte vandalizzata con dello spray a causa della sua collocazione in un luogo frequentato da molti ragazzi, alcuni dei quali irrispettosi e probabilmente ignoranti riguardo all'importante figura di Giuseppe Palatucci.
L'opera è stata vandalizzata già nel 2015, il Comune ha provveduto a restaurarla ma purtroppo gli atti vandalici continuano.

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