9167 - Cippo al Partigiano Angelo Gotti

Cippo commemorativo in onore del partigiano Angelo Gotti. Il cippo è in pietra su cui è affissa una lastra di alluminio.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Cascina Como
Indirizzo:
Capizzone
CAP:
24030
Latitudine:
45.79014720000001
Longitudine:
9.582158299999946

Informazioni

Luogo di collocazione:
Area verde, in mezzo a un bosco.
Data di collocazione:
Non pervenuta.
Materiali (Generico):
Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Cippo di pietra con lastra in alluminio.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Berbenno
Notizie e contestualizzazione storica:
Angelo Gotti, operaio presso il Linificio di Villa D’Alme, fu torturato e ucciso durante un’azione anti-partigiana perché membro delle Fiamme Verdi, movimento partigiano cattolico. In origine venne catturato un partigiano da parte dei fascisti a Ponte Giurino, il quale sotto tortura, rilevò l’ubicazione dei suoi compagni i quali vennero catturati e molti uccisi. Subito vennero avvertiti dell’accaduto altri loro compagni, nascosti per scampare all’attacco fascista, inviando a Cascina Como Angelo Gotti e Emanuele Quarti. Lungo la strada per arrivare in Val Imagna i due partigiani incapparono in una pattuglia fascista della Compagnia O.P. di Aldo Resmini la quale aprì immediatamente il fuoco ferendo alla spalla Gotti che fu catturato. Svelata la sua identità dal partigiano traditore, che fu costretto a rivelare le posizioni dei partigiani sul Monte Ubione, venne torturato, al fine di estorcere informazioni, e in seguito ucciso. La fidanzata di Angelo Gotti, Maria Cefis, ed Emanuele Quarti raccontarono successivamente la vicenda di Gotti dalla cattura alla morte. Dopo il sequestro di Angelo i fascisti lo hanno spinto su colle, lo hanno legato ad un albero, gli hanno cavato gli occhi e strappato le unghie per farlo parlare, ma Angelo non parlò per non tradire i suoi compagni. Alla fine lo hanno colpito con sette pallottole alla schiena e hanno abbandonato il suo corpo legato all’albero. Il mattino seguente venne lo ritrovarono il fratello Cisco e la sua fidanzata. In seguito gli venne data una medaglia al valore militare «Valoroso combattente della lotta di liberazione, distintosi fin dall’inizio del movimento per iniziativa, per capacità di comando e per intrepido coraggio dimostrato in numerosi combattimenti, dopo quattordici mesi di indefessa attività, seriamente ferito cadeva nelle mani del nemico. Orrendamente torturato, resisteva con sovrumana forza d’animo ed intrepida fierezza nulla rivelando. Sanguinante e mutilato di un occhio veniva posto davanti ai fucili del plotone di esecuzione, ma prima di cadere, con esemplare coraggio rivendicava la sua appartenenza alle formazioni partigiane e la sua fedeltà alla Patria. Cascina Como in Valle Imagna (Bergamo), 23 novembre 1944.»
SITOGRAFIA: Quirinale-http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=13530
BIBLIOGRAFIA: Berbenno nella storia. Comune di Berbenno, Ermanno Arrigoni, Paolo Manzoni e Tarcisio Bottani, Copernove 2009

Contenuti

Iscrizioni:
ANGELO Un giorno mi dirai dell’assenza il vuoto e del vuoto l’essenza. Un giorno calmerai l’eccedenza delle onde o delle fronde lo sfascio. Un bel giorno mi toglierà la distanza tra i dolori e della vita gli amori. Nel sole, nel mare, sull’erba vicino alle lontananze: esistere, resistere, insistere.
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
A cura di Lava Sofia, 4ALSA.

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