6855 - Cippo al partigiano Antonio Guglielmi – Palcano frazione di Cantiano (PU)

Nella piccola frazione di Palcano, alle pendici del monte Petrano, il 24 febbraio 1944 si consumò un tragico episodio di violenza che rimarrà per sempre radicato nella memoria della comunità.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Palcano frazione di Cantiano
Indirizzo:
Frazione di Palcano
CAP:
61044
Latitudine:
43.4974968
Longitudine:
12.602785199999971

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sul ciglio destro della strada che da Pontedazzo porta a Palcano
Data di collocazione:
Non è menzionata
Materiali (Generico):
Bronzo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Basamento in pietra con iscrizioni bronzee in rilievo e sormontata dal cippo che riporta la foto del caduto, la data di nascita e quella di morte. Un muretto dello stesso materiale circonda a semicerchio il cippo, dietro al muretto c'è una siepe sempreverde, di fronte una catenella metallica appesa a due colonnine racchiude il piccolo spazio davanti al cippo.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
La famiglia del caduto
Notizie e contestualizzazione storica:
Il 24 febbraio alcuni reparti della g.n.r. (guardia nazionale repubblichina) di Pesaro mossero contro la formazione partigiana che aveva il suo epicentro nella zona di San Polo. Quella mattina la campagna era coperta di neve; nevicava ancora quando le camicie nere giunsero a Palcano. I camion avevano portato i fascisti fino a Pontedazzo e da lì i repubblichini erano risaliti lungo la carrabile scoscesa che portava al paese. Poi si erano divisi in due reparti in modo da accerchiare le bande partigiane. Il risveglio quella mattina fu provocata da una violenta sparatoria. Cessata la sparatoria, i militi cominciarono ad entrare nelle case con spintoni e minacce rastrellando gli ignari abitanti e li condussero a viva forza in una stalla in cima al paesello. Da un'altra casa dove erano state ammassate le donne, più in basso rispetto a quella degli uomini, giungevano ancora gemiti, lamenti e invocazioni. Dai discorsi dei fascisti si seppe che sotto il paese era stato ucciso un giovane durante la sparatoria. I militi si vantavano di aver ucciso uno slavo e che ora era disteso esanime sulla neve; si basavano per quella supposizione sul colore dei capelli biondi. Ma i paesani sapevano che non poteva essere uno slavo perchè in quel periodo non ce n'erano da quelle parti. Le persone rastrellate si fissano, si interrogano con sguardi pieni di spavento e incredulità. Chi sarà quel giovane disteso esanime sulla neve? La risposta agghiacciante arrivò attraverso un paio di scarponi ed un berretto che un repubblichino gettò con fare sprezzante davanti a quegli uomini atterriti e che loro conoscevano molto bene: il giovane caduto che giaceva sulla neve era uno del paese, Antonio Guglielmi.

Contenuti

Iscrizioni:
Sul cippo:
14
5
1921 (data nascita)

(foto del caduto)

24
2
1944 (data morte)

Sul basamento del cipposi legge la seguente epigrafe:
ALLA CARA MEMORIA
DI
ANTONIO GUGLIELMI
VITTIMA INNOCENTE
DELLA BARBARIE FASCISTA
CHE LO STRAPPO'
ALL'AFFETTO DEI SUOI CARI
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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