5686 - Cippo di confine della Repubblica dell’Ossola – Verbania

Il cippo, che segnava il confine meridionale della Repubblica partigiana dell’Ossola, è posto a lato della strada provinciale che costeggia il lago di Mergozzo; è costituito da un semplice basamento rettangolare in pietra su cui è fissata la parte recante l’iscrizione, anch’essa in marmo, di forma rettangolare

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Fondotoce
Indirizzo:
Via Montorfano
CAP:
28802
Latitudine:
45.94855025490246
Longitudine:
8.484814167022705

Informazioni

Luogo di collocazione:
A lato della strada provinciale in direzione Mergozzo
Data di collocazione:
1945
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Informazione non reperita
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Verbania
Notizie e contestualizzazione storica:
La Repubblica partigiana dell'Ossola è stata una repubblica sorta nelle valli ossolane, da Fondotoce fino al confine svizzero del Sempione, sopravvissuta solamente sei settimane, dal 10 settembre al 23 ottobre 1944, quando fu riconquistata con una violenza inaudita dai nazifascisti. A differenza di altre Repubbliche partigiane sorte nel Nord Italia, in Piemonte in particolare, la Repubblica dell'Ossola fu in grado, in poco più di un mese di vita, di affrontare i problemi legati alla guerra ma anche di darsi un'organizzazione politica. I cippi di Mergozzo e di Ornavasso ne segnavano il confine meridionale e della Repubblica ossolana facevano parte 32 comuni, sparsi in tutte le principali valli dell'Ossola. La Repubblica nacque a seguito della vittoria dei partigiani della Divisione Val Toce, che sotto il comando di Alfredo Di Dio l'8 settembre 1944 attaccarono le truppe fasciste di stanza a Domodossola sconfiggendole e cacciandole. I nazifascisti reagirono tagliando i rifornimenti all'intera valle, ma, dopo alcune incertezze, la repubblica ottenne l'appoggio della Svizzera, che fu un appoggio non soltanto logistico ed economico, ma anche umanitario: quando i nazifascisti cominciarono l'offensiva per la riconquista di quelle valli, la Svizzera accolse circa 2000 bambini, ma anche tanti civili, che, attrverso i sentieri di montagna, ormai innevati, tentavano di fuggire alla furia e alla vendetta di nazisti e fascisti. La caccia ai partigiani fu spietata, le stragi furono molte, non solo ai partigiani, ma anche agli ebrei, che furono fucilati sulle rive del lago e ai civili che avevano sostenuto ed aiutato i partigiani. L'episodio più noto è quello del 20 giugno del 1944, conosciuto come l'"Eccidio di Fondotoce", quando 43 partigiani vengono fatti sfilare per la via principale e poi fucilati sulle rive del lago. Uno di essi, Carlo Suzzi , sopravvisse e, aiutato dalla gente dei posto, si mise in salvo nascondendosi. A Fondotoce, nei pressi del luogo della fucilazione dei 43 partigiani, sorge ora il "Parco della memoria e della pace", memoriale ai partigiani caduti combattendo in difesa della repubblica ossolana, ma anche agli internati nei campi tedeschi, agli Ebrei fucilati in riva al lago e a tutte le vittime ossolane dei "sette giorni di sangue", come vennero chiamati i giorni degli eccidi. Il Parco è un grande memoriale e sorge a fianco della "Casa della Resistenza", archivio -museo.

Contenuti

Iscrizioni:
CONFINE
REPUBBLICA
PARTIGIANA
DELL'OSSOLA
OTTOBRE 1944
Simboli:
Non sono presenti simboli

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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