5205 - Cippo e lapidi ai paracadutisti caduti a Ca’ Bruciata – Dragoncello di Poggio Rusco

Il primo contributo alla memoria dei Caduti, dopo pochi anni dalla fine della guerra, è stato la collocazione del cippo, interamente in marmo. A forma di piramide tronca e sormontato da una stella a cinque punte in metallo, sul lato anteriore riporta incisi i nomi delle due vittime civili, di una delle quali vi è la fotografia in ceramica. Sul fianco sinistro, in ordine di grado, sono riportati 16 nominativi di Caduti e dispersi dello Squadrone “Folgore”. Sul lato destro, con lo steso criterio, i nomi dei 15 Caduti della Compagnia autonome del Btg. “Nembo”. Per conto dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia nel 1960 è stata posta l’opera in ceramica policroma dell’ex parà F. Toppioni, raffigurante il lancio dei paracadutisti dagli aerei “Dakota”. Nella pergamena l’elenco di tutti i Caduti dell’Operazione “Herring” N. 1. suddivisi per reparto ed ordine di grado. Vi sono riprodotti anche il distintivo assegnato ai reduci dello Squadrone “Folgore” che hanno partecipato all’Operazione “Herring” N. 1 e lo stemma dei Regi paracadutisti. Del 1990 è la collocazione della lapide in marmo con incisi, in ordine di grado, i nomi dei 14 militari del “Nembo” caduti a Ca’ Bruciata, con le fotografie in ceramica di 10 di loro, racchiuse in un ovale in bronzo. Nella parte inferiore di questa lapide è presente anche l’attuale stemma stilizzato dei paracadutisti. Tra il cippo e le lapidi trova spazio un lungo pennone metallico dal quale svetta il nostro tricolore nazionale.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Dragoncello
Indirizzo:
Via Franco Bagna
CAP:
46025
Latitudine:
44.95085234792718
Longitudine:
11.206340342760086

Informazioni

Luogo di collocazione:
Aia di Ca' Bruciata, già Casellone Nuovo
Data di collocazione:
Opera in ceramica nel 1960; lapide nel 1990
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Marmo per la lapide ed il cippo. Ceramica per l'opera raffigurante il lancio dei paracadutisti e per le immagini dei Caduti. Bronzo per le cornici delle fotografie poste sulla lapide, per i punzoni che sostengono la stessa e per l'attuale stemma dell'Arma. Metallo per la stella a cinque punte posta sulla sommità del cippo e per il pennone della bandiera.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Poggio Rusco e Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia
Notizie e contestualizzazione storica:
L’Operazione “Herring” N. 1 è il nome in codice con cui il Comando dell’8a Armata britannica, retto ora dal generale Richard Mac Creery (subentrato al generale Oliver Leese), identifica una serie di azioni dirette a disturbare la ritirata dell’esercito tedesco. Chiamati a compiere questa missione sono 226 paracadutisti del nuovo Regio esercito, la gran parte dei quali si sono offerti volontari. Gli uomini appartengono a due unità: 117 al 1° Squadrone da Ricognizione “Folgore” (meglio noto come Squadrone “F”), al comando del capitano Carlo Francesco Gay ed i restanti alla Compagnia autonoma del 109° Reggimento paracadutisti “Nembo”, agli ordini del tenente Guerrino Ceiner.
L’azione di disturbo di questi soldati si deve concretizzare nel disorientare il nemico, distruggendone gli automezzi ed i depositi, creare il panico tra le loro fila per disgregarne i piani di ritirata. Nel contempo devono proteggere le infrastrutture quali strade e ponti, per non rallentare l’avanzata delle truppe Alleate.
Dopo un breve ciclo di addestramento, la sera del 20 Aprile 1945 i paracadutisti, imbarcati su aerei da trasporto americani Douglas C-47 “Dakota”, partono dall’aereoporto di Rosignano Solvay (frazione di Rosignano Marittimo – LI).
Dopo poche ore gli aerei sono sopra la zona di lancio, nella zona compresa tra i comuni di Mirandola (Mo), Poggio Rusco (Mn) e Sermide (Mn). Purtroppo i bimotori sono individuati dal nemico e il fuoco dell’artiglieria contraerea, unito ad errori di manovra dei piloti, fa sì che molte squadre di paracadutisti, anziché concentrare il loro lancio nel centro dello schieramento tedesco, si disperdano invece in un’area più vasta.
Queste iniziali difficoltà, tuttavia, non scoraggiano i paracadutisti che si danno subito daffare nel ricomporre le squadre e a portare avanti lo scopo della loro missione.
In questo contesto si svolgono i fatti del Casellone Nuovo di Dragoncello, nel territorio comunale di Poggio Rusco.
Il 21 Aprile 1945 due squadre del 4° Plotone della Compagnia autonoma del 109° Rgt. “Nembo”, sotto il comando del sottotenente Franco Bagna, atterrano nella zona di Dragoncello. Il giovane ufficiale si è accorto che durante la discesa lui ed i suoi uomini sono stati individuati dai tedeschi. Pertanto cerca di trovare un rifugio dove attendere l’imminente arrivo degli americani per unirsi successivamente a loro. Si è reso conto che, rimasto isolato dal resto delle altre unità e con soli 14 soldati, può fare ben poco.
La ricerca lo porta a raggiungere la cascina chiamata Casellone Nuovo, abitata dalle famiglie Martinelli ed Artioli che, sulle prime, mostrano perplessità e paura nell’accogliere i paracadutisti. Poi la situazione si risolve positivamente, le diffidenze e le titubanze si sciolgono ed i soldati sono accolti e rifocillati.
Purtroppo l’avanzata americana non ha quella celerità sperata dal sottotenente Bagna. Nell’attesa vengono organizzate delle pattuglie notturne per riallacciare i contatti con le altre unità impiegate nell’operazione. I paracadutisti sminano anche alcuni ponti che ritengono utili da salvaguardare per favorire il transito degli Alleati. Catturano anche due tedeschi che hanno fatto irruzione nel Casellone Nuovo, forse per verificare la presenza dei paracadutisti che hanno visto lanciarsi due sere prima. Data la precarietà della situazione i due prigionieri vengono uccisi e sepolti sommariamente nella concimaia.
All’alba del 23 Aprile si compie la tragedia. Quattro tedeschi irrompono nel Casellone Nuovo ed impongono ai Martinelli che gli sia preparata la colazione. I paracadutisti vengono immediatamente avvisati della pericolosa situazione e decidono d’intervenire. Entrano nella cucina ed intimano ai tedeschi di arrendersi. I nemici reagiscono e ne nasce una breve, violentissima, sparatoria nella quale trova la morte il sottotenente Franco Bagna, il civile Clito Martinelli e tre nazisti. Il quarto, ferito gravemente, è finito a pugnalate.
Forse perché i quattro soldati germanici facevano parte di una pattuglia comandata in avanscoperta o forse perché la sparatoria ha attirato l’attenzione di altri loro reparti presenti nella zona, fatto sta che sulla cascina incominciano a piovere granate di mortaio. Nel contempo si avvicinano altri soldati nemici che stringono il cerchio intorno ai paracadutisti asserragliati nell’edificio, trasformato in un fortilizio, pronti a vendere cara la pelle.
Lo scontro è aspro, con perdite da entrambe le parti. Le famiglie del Casellone Nuovo sono fatte evacuare durante una breve pausa, ma purtroppo sotto il fuoco resta ucciso Tullo Artioli, grande invalido della I Guerra mondiale. Poi le munizioni si esauriscono ed i paracadutisti devono accettare la resa, pena la distruzione della cascina. A mano a mano che i nostri militari escono sull’aia sono fucilati sul posto. Attoniti spettatori una donna della famiglia Artioli con i suoi due bambini, costretti a presenziare al vile massacro di soldati regolari in uniforme che si sono arresi con la promessa di avere salva la vita. Soltanto due paracadutisti sono riusciti a salvarsi: il sergente maggiore Libero Iop ed il parà Angelo Di Bernardo. Ma anche 18 tedeschi sono rimasti sul terreno. Dopo lo scontro, il Casellone Nuovo sarà noto nella zona come Ca’ Brusada (casa bruciata) e tale nome è mantenuto tutt’oggi.
I Caduti sono: sottotenente Franco Bagna (nato a Brescia nel 1921), caporal maggiore Gelsomino Gelli (classe 1920) caporale Enea Cucchi (classe 1920, caporal maggiore Ernesto Mondadori (classe 1915), caporale Luigi Ottini (classe 1920); i paracadutisti Pietro Bertacco (classe 1916), Fiorenzo Biaggi (classe 1921), Giovanni Carretto (classe 1920), Domenico Eduardo (classe 1923), Angelo Fadda (classe 1923), Antonio Guglielmetti (classe 1922), Nicola Marini (classe 1917), Salvatore Merella (classe 1917) e Tarcisio Pecile (classe 1922).
I loro corpi troveranno una temporanea sepoltura nel Cimitero di San Martino Spino (Mirandola).
L’Operazione si è sviluppata in numerosi scontri, in alcuni casi anche in unione con le formazioni partigiane locali, attaccando le colonne nemiche, disarmando interi reparti o soldati isolati, liberando i centri della zona dai presidi ancora occupati dai tedeschi, salvando numerosi ponti, muovendosi in una zona compresa tra le province di Modena, Bologna, Ferrara e Mantova. La maggior parte di queste azioni si è conclusa favorevolmente. Le perdite sono state comunque pesanti: 31 morti; 18 tra i paracadutisti del “Nembo” e 13 tra quelli del “Folgore”. Al sottotenente Bagna verrà conferita la medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria, mentre la medaglia d’Argento al Valor Militare sarà attribuita alla “memoria” del caporal maggiore Mondadori, del caporale Cucchi e del parà Pecile.

Su uno dei lati del cippo sono elencati anche i nomi dei Caduti dello Squadrone “Folgore” nell’Operazione “Herring” N. 1:
In località Madonna Boschi di Poggio Renatico (Fe) il 20 Aprile 1945: paracadutista Silvio Infanti, medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria.
A Poggio Renatico il 20 Aprile 1945: caporale Gianni Biasi, medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria; caporale Giovanni Valle, medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria; paracadutista Gaetano Aldeghi, medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria; paracadutista Francesco Fulco, paracadutista Lino Mottadelli.
In località Mirabello di Sant’Agostino (Fe) il 20 Aprile 1945: caporal maggiore Gino Mangia, medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria e Croce di Guerra al Valor Militare; paracadutista Giuseppe Tiracorrendo.
A San Pietro in Casale (Bo) il 20 Aprile 1945: sottotenente Angelo Rosas, medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria; caporal maggiore Aristide Arnaboldi, medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria; paracadutista Amelio De Juliis (indicato anche come De Iuliis), medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.
In località Corte Mondine di Malcantone di Sermide (Mn) il 22 Aprile 1945: caporal maggiore Giovan Battista Vietti; paracadutisti Olinto (o Olindo) Landi, Pasquino Prandi e Giuseppe Stefanelli.
All’Ospedale militare di Lendinara (Ro) il 23 Aprile 1945: paracadutista Pierino Vergani.
Sul cippo, tra i soldati del “Nembo”caduti a Ca’ Bruciata, figura anche il nome del paracadutista Salvatore Taglierini, deceduto il 20 Aprile 1945 a San Damaso (Modena) durante le fasi di atterraggio seguite al lancio.

Contenuti

Iscrizioni:
Lapide ai Caduti:

CADDERO COMBATTENDO L’ESERCITO TEDESCO
PER LA LIBERAZIONE DELLA PATRIA
E IL RISCATTO DELL’ESERCITO ITALIANO
IN QUESTA CASA IL 23 APRILE 1945

S. TEN. BAGNA FRANCO M.D.V.M.
CL. 1921 DISTR.TO MILANO
CAP.LE MAGG. MONDADORI ERNESTO
CL. 1915 DISTR.TO RAVENNA
CAP.LE MAGG. GELLI GELSOMINO
CL. 1920 DISTR.TO BRESCIA
CAP.LE OTTINI LUIGI
CL. 1920 DISTR.TO MILANO
CAP.LE CUCCHI ENEA
CL. 1920 DISTR. MODENA
PARAC. MERELLA SALVATORE
CL. 1917 DISTR.TO SASSARI
PARAC. FADDA ANGELO
CL. 1923 DISTR.TO CAGLIARI
PARAC. MARINI NICOLA
CL. 1917 DISTR.TO SASSARI
PARAC. GUGLIELMETTI ANTONIO
CL. 1922 DISTR.TO COMO
PARAC. BIAGGI FIORENZO
CL. 1921 DISTR.TO MILANO
PARAC. PECILE TARCISIO
CL. 1922 DISTR.TO UDINE
PARAC. CARRETTO GIOVANNI
CL. 1920 DISTR.TO CASALE MONF.TO
PARAC. BERTACCO PIETRO
CL. 1916 DISTR.TO TRIESTE
PARAC. EDUARDO DOMENICO
CL. 1923 DISTR.TO CASERTA

APPARTENEVANO AL 4° PLOT.NE
DELLA COMPAGNIA AUTONOMA DIST.TO NEMBO
GRUPPO DI COMBATTIMENTO FOLGORE
CON LORO PERIRONO DUE CIVILI
MARTINELLI CLITO E ARTIOLI TULLO
E DICIOTTO MILITARI DELLA WEHRMACHT
RIMASTI IGNOTI
NEL 45° DEL LANCIO DI GUERRA HERRING
23 APR. 1945 – 22 APR. 1990
COMUNE DI POGGIO RUSCO

Cippo parte frontale:

23 APRILE 1945
MARTINELLI CLITO
CADDE CON LORO
TULLO ARTIOLI
GRANDE INV. GUERRA 15 – 18
CADDE CON LORO

Cippo parte laterale destra:

S. TEN BAGNA FRANCO
CAP.LE GELLI GELSOMINO
CAP.LE CUCCHI ENEA
CAP.LE OTTINI LUIGI
PARAC. TAGLIERINI SALVATORE
PARAC. PECILE EVERDISIO
PARAC. FADDA ANGELO
PARAC. MONDADORI ERNESTO
PARAC. MARELLA SALVATORE
PARAC. MARINI NICCOLA
PARAC. BERTACCO PIETRO
PARAC. EDOARDO DOMENICO
PARAC. CARETTO GIOVANNI
PARAC. BIAGI FIORENZO
PARAC. GUGLIELMETTI ANTONIO

S. MARTINO IN SPINO – 22 APRILE 1945
PREFERIRONO
LA MORTE
ALLA RESA
LA DIVISIONE “FOLGORE”

Cippo parte laterale sinistra:

S. TEN. ROSAS ANGELO
C. M. ARNABOLDI A.
C. M. MANGIA GINO
CAP. LE BIASI GIANNI
CAP. LE VALLE GIOVANNI
PARAC. ALDEGHI GAETANO
PARAC. DE IULIIS AMELIO
PARAC. FULCO FRANCESCO
PARAC. INFANTI SILVIO
PARAC. MOTTADELLI LINO
PARAC. TITACORRENDO GIUS
PARAC. VERGANI PIERINO
PARAC. PRANDI PASQUINO

DISPERSI
PARAC. LANDI OLINDO
PARAC. STEFANELLI GIUSEPPE
PARAC. VIETTI GIANBATTISTA

Lapide in ceramica:

… MORIRONO PERCHE’ LA PATRIA
RISORGESSE …
S. TEN. ROSAS Angelo
CAP. M. ARNABOLDI Aristide
“ “ MANGIA Gino
CAP.le BIASI Gianni
“ VALLE Giovanni
Parac. ALDEGHI Gaetano
“ DE JULIIS Amelio
“ FULCO Francesco
“ INFANTI Silvio
“ MOTTADELLI Lino
“ TIRACORRENDO Giuseppe
“ VERGANI Pierino

S. TEN. BAGNA Francesco
CAP. M. GELLI gelsomino
“ MONDADORI Ernesto
CAP.le CUCCHI Enea
“ OTTINI Luigi
Parac. BERTACCO Pietro
“ BIAGGI Olindo
“ CARETTO Giovanni
“ EDOARDO Domenico
“ FADDA Angelo
“ GUGLIELMETTI Narciso
“ MARINI Nicola
“ MARELLA Salvatore
“ PECILE Tarciso
“ PRANDI Pasquino
“ TAGLIERINI Salvatore

DISPERSI

Parac. LANDI Olindo
“ STEFANELLI Giuseppe
“ VIETTI Gianbattista

PARAC. TOPPIONI F.
“L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE
PARACADUTISTI”A PERENNE
RICORDO POSE
25 Aprile 1960
Simboli:
Stella a cinque punte sul cippo. Distintivo per i reduci dello Squadrone "Folgore" che hanno partecipato all'Operazione "Herring" N. 1 e stemma dei Regi paracadutisti sull'opera in ceramica. Stemma stilizzato dei paracadutisti sulla lapide.

Altro

Osservazioni personali:
In alcuni i casi i nomi e i gradi differiscono tra quelli riportati sul cippo e le due lapidi. Devono considerarsi corretti quelli indicati nella lapide del 1990.

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