69644 - Cippo per Cascio, Bianchetti e Petrovic, partigiani

Cippo con lapide inclinata

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Piaggiasecca
Indirizzo:
loc. Piaggiasecca
CAP:
60047
Latitudine:
43.37660592723061
Longitudine:
12.783622741699219

Informazioni

Luogo di collocazione:
lato strada
Data di collocazione:
1988 promotore dell'iniziativa: Anpi di Sassoferrato e Fabriano
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
pilastro in cemento, lapide in marmo, fascia tricolore dipinta
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Amministrazione comunale
Notizie e contestualizzazione storica:
Il 9 giugno, avvenne un fatto che, pur non interessando direttamente il nostro distaccamento, ne toccò uno a noi molto vicino e ci addolorò e sconvolse non poco: un nutrito plotone nemico fu condotto da una spia a Piaggiasecca, una località ai margini estremi del comune di Sassoferrato, in mezzo all’Appennino, nella quale il “Tigre” di Cardona aveva stabilito una delle sue basi logistiche. Arrivati di sorpresa nella frazione, sgusciando non visti mentre il vile delatore forse distraeva la sentinella, i nazisti identificarono e uccisero al cospetto di tutti i tre patrioti che riuscirono a catturare: Ughetto, che era poco più che un ragazzo, nato a Casalvento, Enzo, un tenente siciliano che quel giorno generosamente s’era offerto di sostituire il tenente Biagio, il comandante della colonna venuto in missione sul monte Strega, e Drago, uno slavo mite e gentile, che regalava alle ragazze curiosi anellini fatti con le monete d’ottone. Un quarto, Pietro “il bersagliere”, per salvarsi la vita indicò dov’era il deposito delle armi del gruppo, nascosto nel bosco sopra l’abitato, che venne distrutto.
Il delatore fu Louis, detto il “neozelandese”. Nessuno ha mai saputo chi fosse veramente, o da quale reparto o campo di internamento provenisse, così come non sapremo mai con sicurezza se s’era infiltrato nel gruppo come spia fin dall’inizio o s’era reso disponibile per ottenere la libertà, dopo che il 2 aprile i nazisti l’avevano catturato sul colle della Pace. In ogni caso non fu una buona scelta: qualcuno si mise sulle sue tracce e lo ritrovò che si nascondeva nelle campagne del fabrianese. Lo riportarono a Piaggiasecca per processarlo al cospetto degli abitanti, che confermarono la sua presenza durante il rastrellamento e il suo ruolo nella identificazione dei partigiani. La sentenza, inappellabile, fu eseguita fuori le mura del cimitero di Perticano. (intervista ad Alvaro Rossi, Presidente ANPI Sassoferrato)

Contenuti

Iscrizioni:
testo epigrafe: 9 - 6 - 1944 / QUI CADDERO I PARTIGIANI / TEN. CASCIO VINCENZO / BIANCHETTI UGO / DRAGO PETROVIC / IL LORO SACRIFICIO / È LA NOSTRA LIBERTÀ / ANPI 1988
Simboli:
fascia tricolore dipinta

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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