3360 - Lapide al partigiano Vinicio Cortese – Nicastro

La lapide, in marmo con iscrizioni e altri elementi in rilievo,  è dedicata a Vinicio Cortese, partigiano Lametino, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, caduto ad Ozzano Monferrato (Alessandria) il 26 agosto 1944.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Nicastro
Indirizzo:
Corso Numistrano
CAP:
88046
Latitudine:
38.976413618098164
Longitudine:
16.320873486647088

Informazioni

Luogo di collocazione:
Facciat esterna del Palazzo di Città di Lamezia Terme
Data di collocazione:
28/04/1945
Materiali (Generico):
Laterizio, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Informazione non reperita
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Lamezia Terme
Notizie e contestualizzazione storica:
Chiamato alle armi, al momento dell'armistizio si trovava a Vercelli come ufficiale carrista della Divisione "Assietta" ed entrò subito nella Resistenza. Arrestato, stava per essere deportato in Germania, ma riuscì a fuggire e a raggiungere le formazioni partigiane dell'Alessandrino. Nuovamente catturato durante un rastrellamento, ferito e ricoverato all'ospedale di Alessandria, fuggì durante un bombardamento aereo. Attraversato il Tanaro a nuoto, Cortese si unì ai partigiani della 79a Brigata "Garibaldi". Alla fine di luglio del 1944 "Tenente" (questo il suo nome di battaglia), passò alla 7a Brigata "Matteotti" della Divisione "Italo Rossi" e gli fu affidato il comando di un battaglione. Esperto in azioni di sabotaggio, il giovane attraversò ad Ozzano la zona fortificata tedesca e, riuscito a sottrarre un'ingente quantità di esplosivo, lo utilizzò per far saltare in aria un tratto del binario ferroviario nella galleria San Giorgio. L'esplosione fu tanto violenta da provocare anche il crollo della volta del manufatto. Incaricato poi di distruggere il ponte di Ozzano per impedire l'afflusso di rinforzi ai nemici impegnati contro la "Matteotti", Cortese fu ucciso dai tedeschi. La motivazione della Medaglia d'oro alla sua memoria ricorda: "Intrepido e valoroso partigiano, due volte catturato dai tedeschi, due volte evaso, si offriva sempre volontario per le più audaci gesta. Primo fra i primi in ogni ardimento, anelante sempre a maggiori audacie, richiedeva per sé il supremo rischio di far saltare il ponte di Ozzano. Mentre si accingeva all'epica impresa, veniva sorpreso da una forte pattuglia tedesca e, disdegnando la fuga, uno contro quaranta, l'affrontava con leonino slancio. Scaricata fino all'ultimo colpo la sua pistola, in un supremo gesto di sfida scagliava la sua arma contro il nemico e gridando «Viva l'Italia» cadeva fulminato da una raffica di mitra al petto. Fulgida figura di eroico partigiano, superbo simbolo dell'italico valore". Per onorare la memoria di Vinicio Cortese, l'Università di Napoli, che aveva frequentato, gli ha conferito, nel 1946, la laurea in Legge "ad honorem". A suo nome sono state intitolate vie a Roma, a Catanzaro e a Vibo Valentia, dove il giovane risiedeva quando fu chiamato alle armi. Una via gli è stata intitolata pure nel suo paese natale, che lo ricorda anche con una lapide sul Palazzo municipale.
Fonte: http://www.anpi.it/donne-e-uomini/vinicio-cortese/

Contenuti

Iscrizioni:
PERCHE' SUPERIORE ALL'INGIURIA DEL TEMPO IL RICORDO RIMANGA
DI
VINICIO CORTESE
CHE A VENT'ANNI LASCIO' CASA E SCUOLA COMBATTE' DA PRODE SOFFRI'
CARCERE E PERSECUZIONE NAZISTA QUINDI RIBATTEZZATOSI NEL NOME
E NELLO SPIRITO ALLA LUCE DELLA MACCHIA PARTIGIANA
IL 26 AGOSTO 1944 IN OZZANO MONFERRATO
BRUCIAVA VOLONTARIAMENTE LA SUA GIOVINEZZA RICCA DI PROMESSE
IN EPICO CONTRASTO CON LA TEDESCA RABBIA
LA SEZIONE DI NICASTRO
AL CONCITTADINO ASSURTO NEI CIELI DELLA LEGGENDA E DELL'EROISMO
QUESTA LAPIDE PONE
PERCHE' VALGA COME MONITO ED INSEGNAMENTO AI FIGLI CHE VERRANNO
NICASTRO 28 APRILE 1945
Simboli:
Non sono presenti simboli

Altro

Osservazioni personali:
La lapide al partigiano Vinicio Cortese, è ben mantenuta, ma la parete sulla quale poggia presenta i segni del tempo e di umidità.

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