9983 - Lapide alla M.A.V.M. al Capitano Gennaro Bosco – Compagnia G.d.F. – Mondragone

Lapide in marmo di forma, con elementi bronzei in rilievo, di forma rettangolare con la motivazione con la quale venne concessa al Capitano Gennaro Bosco la Medaglia d’Argento al Valore Militare, fatto prigioniero sul fronte greco nel 1940 e liberato nel 1944.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via D. Alemanno, 75
CAP:
81134
Latitudine:
41.112303008767356
Longitudine:
13.89778333242782

Informazioni

Luogo di collocazione:
Androne Caserma, sede della Compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone
Data di collocazione:
24/06/1909?
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Lapide in marmo con supporti e stemma in bronzo
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Compagnia Guardia di Finanza Mondragone
Notizie e contestualizzazione storica:
La Guardia di Finanza nel 1915 (in occasione del primo conflitto mondiale) in un brevissimo lasso di tempo, tra aprile e maggio, mobilitò 18 battaglioni, che furono subito inviati al fronte con armamento ed equipaggiamento non adeguati e con addestramento pressoché inesistente, mentre nel 1940-1943 i battaglioni furono formati e preparati al combattimento progressivamente. I primi due, dei sei previsti dalla pianificazione prebellica, furono costituiti a partire dell’'entrata in guerra dell’ Italia, il 10 giugno 1940, e dopo un congruo periodo di addestramento, furono inviati a Tarvisio ed a Plezzo, in servizio di copertura della frontiera orientale, ove continuarono ad addestrarsi ed a completare armamento ed equipaggiamento.
Tuttavia, a seguito di una parziale smobilitazione delle Forze Armate, i due battaglioni furono sciolti il 26 agosto 1940. Ad agosto 1940, in vista della preparazione della guerra contro la Grecia, che sarebbe iniziata il successivo 28 ottobre, venne decisa la costituzione in Albania, che allora era stata annessa al Regno d’Italia, di tre battaglioni mobili della Guardia di Finanza, ai quali, unitamente ad analoghi reparti dei Carabinieri ed ai presidi della Guardie alla frontiera (GaF) avrebbe dovuto essere affidata in via esclusiva la sorveglianza della frontiera con la Jugoslavia. I tre battaglioni furono approntati entro la fine di agosto, con una forza di circa 500 uomini, per metà permanenti italiani ed albanesi tratti dai reparti di frontiera e per metà affluiti dall'’Italia ed ebbero sede il I° a Peskopije, il II° a Kukes ed il III° a Scutari. La guerra con la Grecia rispondeva ad esigenze di Mussolini che voleva dimostrare ad Hitler che l'’Italia era in grado di contrastare le sue mire egemoniche sull'’Europa, acquisendo un completo diretto dominio sul Mediterraneo e sui paesi che vi si affacciavano. Durante una dura battaglia che si è svolta nel settore sottostante Quafa-Kalibarit, dove hanno perso la vita diversi finanzieri, il capitano Gennaro Bosco (Comandante della 2^ Compagnia), in un primo tempo fu creduto morto, invece era stato fatto prigioniero dei greci, e da questi passato agli inglesi, che lo inviarono in un campo di prigionia in India, dal quale tornò solo nel 1944.

Contenuti

Iscrizioni:
CAPITANO
GENNARO BOSCO
MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE
"“COMPLETAMENTE ISOLATO, IN ZONA MONTANA, CON UN
NUCLEO DI TRENTA GUARDIE DI FRONTIERA E DIECI FINANZIERI,
EROICAMENTE RESISTEVA PER CINQUE GIORNI A VIOLENTI E
REITERATI DI FORZE NEMICHE SOVERCHIANTI, FINO AD
ESAURIMENTO DEGLI UOMINI, DEI VIVERI E DELLE MUNIZIONI”."
QAFE KALI BARDHE (FRONTE GRECO-ALBANESE)
5 DICEMBRE 1940
Simboli:
Stemma della Repubblica Italiana

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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