739 - Lapide bollettino guerra 1268 – Largo Ferrer Spoleto

La lapide riporta il testo del Bollettino della Vittoria di Armando Diaz. E’ posta sulla facciata di un palazzo in largo Ferrer a Spoleto.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Spoleto
Indirizzo:
Largo Ferrer
CAP:
06049
Latitudine:
42.7305146
Longitudine:
12.734466399999974

Informazioni

Luogo di collocazione:
Facciata palazzo in largo Ferrer
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Marmo
Materiali (Dettaglio):
Marmo
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Spoleto
Notizie e contestualizzazione storica:
Sono tre i testi che riportano il bollettino 1268, a Spoleto. Solo questo di largo Ferrer è in marmo.

Contenuti

Iscrizioni:
(S.P.Q.S.) Senatus populusque Spoletanus
Regio Esercito Italiano- bollettino di guerra n. 1268 / Comando Supremo, 4 novembre 1918, ore 12

La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una czeco slovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.

Il capo di stato maggiore dell'esercito, il generale Diaz »
Simboli:
Il testo del bollettino 1286, del generale Diaz, è riportato sul marmo a mo' di edicola, sull'architrave c'è l'acronimo S.P.Q.S., segno della volontà municipale.

Altro

Osservazioni personali:
Largo Francisco Ferrer è dedicata a colui che fondò la Escuela moderna per insegnare i valori sociali radicali ai ragazzi. Fu accusato di aver fomentato la rivolta contro la Guardia Civile, durante la Settimana Tragica e, per ciò condannato a morte nel 1909.

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