4825 - Cippo a Filippo Corridoni – La Spezia

Cippo, composto da un blocco di pietra naturale del Carso, con epigrafe in rilievo con caratteri in stile romano in bronzo. Ricorda Filippo Corridoni, eroe della prima guerra mondiale.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Diaz
CAP:
19121
Latitudine:
44.103376505166096
Longitudine:
9.822712059997343

Informazioni

Luogo di collocazione:
Area verde dedicata in via Diaz, in prossimità dell'incrocio con via D. Chiodo
Data di collocazione:
21/04/1935
Materiali (Generico):
Bronzo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Masso di pietra del Carso, caratteri epigrafe in bronzo.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune della Spezia e Portuali della Spezia
Notizie e contestualizzazione storica:
Il 23 ottobre 1915 cadeva al fronte, colpito dagli austro-ungarici, il giovane sindacalista marchigiano Filippo Corridoni, una delle figure più atipiche e interessanti del movimento operaio italiano.
Appena ventottenne, era già stato un protagonista delle lotte proletarie a Milano, su posizioni rivoluzionarie, e poi si era schierato senza indugio, con un forte slancio patriottico, a favore dell’intervento italiano nel primo conflitto mondiale. Volontario di guerra nonostante la salute malferma, venne ucciso più di un secolo fa durante un attacco alla famosa Trincea delle Frasche, nei pressi di San Martino al Carso, oggi provincia di Gorizia. La Trincea delle Frasche era un forte trincerone austriaco alle spalle (si raggiunge a piedi) del carso di Sagrado sulla strada Castelnuovo-S. Martino. Insieme con la contigua "trincea dei razzi" fu oggetto di ripetuti sanguinosi attacchi delle nostre fanterie, durante la terza e la quarta battaglia dell'Isonzo (ott. nov. 1915). Il 23 ott. dopo lunga e dura lotta, il 32° regg.to fanteria (Brigata Siena) del quale facevano parte i volontari milanesi riuscì a porvi piede per la prima volta. Quel giorno, nell'assalto della Trincea delle Frasche, muovendosi in testa alla sua compagnia (non ci sono più ufficiali), anima i compagni e canta gli inni della patria.

L’azione in cui caddero Corridoni ed altri volontari milanesi viene narrata da Dino Roberto, volontario milanese e suo fraterno amico: “Corridoni durante l’espugnazione della trincea era rimasto miracolosamente illeso. S’era visto cadere tra le braccia l’amico Robolini. Nella trincea conquistata non c’erano ufficiali. Egli assunse la responsabilità del comando, tra il frastuono della battaglia e le grida disperate dei feriti. Due violenti ritorni offensivi del nemico furono ributtati, mentre incombeva la minaccia di aggiramento alle ali. Corridoni allora con pochi uomini si precipitò alla difesa della destra. La situazione però si faceva critica. Gamberoni fu mandato in cerca di rinforzi. Mentre questi arrivavano, Corridoni, levatosi in piedi per additare loro la strada agitando il berretto e gridando: “Vittoria,vittoria, viva l’Italia” cadde colpito alla fronte da una palla nemica. Fu vano ogni soccorso”. Il maggiore De Martino, comandante della I Brigata del 32° Reggimento, narra in seguito: “Durante l’assalto trovai Corridoni sulla trincea nemica, con una mano stringeva il berretto che aveva agitato come un vessillo. (…) Avvenne così, spontaneamente, una breve sospensione del combattimento. Col tenente Scartasini frugammo dappertutto per trovare il cadavere di Pippo Corridoni, dove io l’avevo visto poche ore prima non c’era più . (A. Scrimali, F. Scrimali, Il Carso della Grande Guerra. Le trincee raccontano, Edizioni Lint, Trieste1992, pp. 322, 335-339, rid.)

Contenuti

Iscrizioni:
A
FILIPPO CORRIDONI
I
PORTUALI
DE LA SPEZIA
_______

21 4 1935
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E.F. XIII
Simboli:
Non sono presenti simboli

Altro

Osservazioni personali:
Il monumento è in ottimo stato di conservazione. L'unico lato "negativo" è rappresentato dai rami dell'albero che coprono in parte la sua vista (come si può evincere dalle fotografie) e che andrebbero tagliati o sfoltiti.

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