5335 - Monumento ai Caduti di Biegno- Val Veddasca

In un’area recintata, rialzata con tre gradini e delimitata da piloni di cemento e spesse catene di ferro, sono collocate le due strutture monumentali, poste su un doppio basamento circolare in pietra, a sinistra la grande lastra in bronzo e a sinistra il monumento principale. Il monumento principale è a cippo, a base larga e sul lato frontale reca una lapide in granito grigio che occupa tutta la lunghezza del cippo, con i nomi dei Caduti delle due guerre mondiali, ognuno corredato da una fotografia. Sulla cima del monumento un’aquila in bronzo ad ali spiegate, simbolo di vittoria.

Appena a sinistra del monumento, una grande lastra in bronzo assolutamente non ossidata, reca a rilievo delle figure che si distinguono a malapena: nel tondo centrale un soldato senza elmetto, a destra una madre seduta che tiene in braccio un bambino e a sinistra un contadino con gli attrezzi per il lavoro.

All’esterno del recinto, sulla parte destra, una piccola targa in bronzo ripiegata sui lati a mo’ di papiro reca l’iscrizione :”Biegno, 4/11/1984″.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Biegno
Indirizzo:
via alla Chiesa
CAP:
21061
Latitudine:
46.046458
Longitudine:
8.745217

Informazioni

Luogo di collocazione:
di fronte alla chiesa parrocchiale dedicata a Maria Nascente
Data di collocazione:
1920, rifacimento 1946
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Monumento principale in granito grigio, lastra in bronzo, aquila in bronzo, targa in bronzo.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Maccagno e gruppo alpini Maccagno
Notizie e contestualizzazione storica:
Il Comune di Biegno era autonomo al tempo della Grande guerra, come tutti gli altri comuni della Val Veddasca: entrò a far parte del Comune di Maccagno con pino e Veddasca nel 2014. Il monumento originale era collocato esattamente nello stesso posto, in un'area recintata ma verde e aveva forma completamente diversa da quella attuale: era infatti ad obelisco ed aveva un fascio sul basamento. Nel 1946 fu rifatto completamente, l'unico elemento originario è l'aquila. La lapide fu completamente rifatta, aggiungendo i nomi dei Caduti della seconda guerra mondiale. Questo è testimoniato dalle ottime condizioni in cui versa la lapide: anche le fotografie dei Caduti sono ben visibili. Nel 1984, come attesta la piccola targa in bronzo all'esterno del recinto, tutto il monumento fu ripulito a cura del gruppo alpini di Maccagno e fu aggiunta la lastra-scultura. Si ha notizia di altri due soldati nati a Biegno e caduti nella Grande guerra, che però non compaiono sul monumento: Zanini Domenico e Zanini Leopoldo, forse ricordati su altri monumenti della zona.
La storia della Val Veddasca fu molto intensa anche durante la Resistenza: essendo ad appena qualche chilometro dalla Svizzera, era un posto perfetto sia per nascondersi, come fecero molti partigiani, ma anche Ebrei e soldati inglesi che aspettavano il momento opportuno per coprire quei pochi KM che li separavano dalla salvezza, ma anche base perfetta per i contrabbandieri, che rifornivano di viveri la popolazione di tutte le valli del Luinese, stremate dall'occupazione nazifascista.

Contenuti

Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
E' impressionante notare come, pure in presenza di un paese così piccolo, i cognomi ricorrenti siano solo due, il che significa che la strage degli uomini nelle battaglie della Grande Guerra privò due famiglie di tutti i suoi uomini.

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