7767 - Monumento ai Caduti di Poppi

Imponente complesso architettonico di stile neoclassico costruito in pietra; il monumento ha forma circolare a cielo aperto, presenta 8 pilastri che formano il colonnato e sono collegati con un’alta struttura sormontata da una possente trabeazione battuta a martellina a dente, proseguimento delle arcate che caratterizzano la struttura della cappella sottostante. Il monumento si erge sopra una gradinata formata da sei scalini circolari. La struttura misura 17 metri di circonferenza e 10,40 metri in altezza. Al centro si erge un’ara sormontata da una lampada votiva che reca sul fronte un elmetto dell’ esercito italiano e sul retro un’aquila scolpita a ricordo della Roma imperiale. Ai lati del monumento si trovano due grandi piatti bronzei (diametro di 2,50 metri e altezza di 0,40 centimetri, peso circa 500 grammi ciascuno) che provengono dalla fonderia Laganà di Napoli e che sono sorretti da basamenti lapidei. Sotto il monumento si trova una cappella all’interno della quale si trova un altare con un crocifisso scolpito in pietra serena. Nel pavimento un mosaico raffigura un elmetto dell’esercito circondato da una corona di alloro. La pianta della cappella è di forma ottagonale e la volta a botte è realizzata in mattoni rossi. Dalla volta pende un grosso calice-lampadario in ferro; sulle pareti laterali alcune arcate cieche ospitano elementi di corredo come due grandi colonne sormontate da calici in pietra sulle quali si affacciano due grossi mascheroni raffiguranti volti di combattenti. Due bombe di grande volume, del peso di 400 kg l’ una si trovano all’esterno del sacrario. Alla sinistra e alla destra dell’altare sono scolpiti i nomi dei caduti. Una grossa lapide reca un’iscrizione. Due epigrafi sono applicate anche sulla facciata del sacrario. Infine sopra il portale d’accesso vi è una grande scritta scolpita nella pietra.
A fronte del monumento addossata alle mura urbane si trova una grande lapide marmorea con incise le parole del bollettino della vittoria dal comando supremo, del 4 novembre 1918 comunicato del Generale Armando Diaz.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Strada Provinciale 65 di Poppi
CAP:
52015
Latitudine:
43.7241533
Longitudine:
11.768755300000066

Informazioni

Luogo di collocazione:
Giardinetti sui terrazzamenti delle originarie mura del castello di Poppi.
Data di collocazione:
1925
Materiali (Generico):
Bronzo, Laterizio, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Il complesso è costituito da una struttura circolare in marmo con architettura in stile neoclassico sorretta da varie colonne e adornata da decorazioni in metallo. Di fronte, sull'altro lato della strada, si ha una lastra nella quale sono narrate le gesta del generale Armando Diaz che portò l'Italia alla vittoria nella Prima Guerra Mondiale.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Poppi
Notizie e contestualizzazione storica:
Nel 1925, l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Poppi, guidata dal Presidente Francesco Gatteschi, dal Vice-Presidente Giuseppe Ricci e dal Segretario Giovanni Ristori, decise di realizzare un monumento ai caduti di Poppi nella Prima Guerra Mondiale.
Per iniziativa di Gatteschi, si decise di costruire il monumento sul Colle Bramasole situato esattamente fuori dalle mura più antiche del paese. L'idea della collocazione fu dell'architetto Ugo Tarchi (Firenze 1887-1978), del quale il monumento è l'unica opera sul territorio casentinese.Il cantiere dell'opera fu iniziato solo il 27 Luglio 1927, e all'inaugurazione fu presente anche il Duce Benito Mussolini. 11 anni dopo, il 12 Giugno 1938, sempre alla presenza degli alti comandi fascisti, l'opera fu terminata. Spesa complessiva dell'opera 101.895 lire.Fu realizzata dalla ditta Oreste Bordoni e Giò Batta Giannini. Essa è tutt'ora costituita da un monumento in stile neoclassico, decorato da incisioni commemorative; e da una lastra incastonata nelle mura originali che riporta il Proclama della Vittoria, pronunciato il 4 Novembre 1918 dal generale Armando Diaz, al quale è dedicata.
L'architetto Tarchi progettò monumenti simili ad Asiago e ad Ancona.

Contenuti

Iscrizioni:
LA GUERRA CONTRO L'AUSTRIA-UNGHERIA, CHE SOTTO L' ALTA GUIDA DI S. M. IL RE DUCE SUPREMO, L'ESERCITO ITALIANO, INFERIORE PER NUMERO E PER MEZZI, INIZIO' IL 24 MAGGIO 1915, E CON FEDE INCROLLABILE E TENACE VALORE CONDUSSE ININTERROTTA ED ASPRISSIMA PER 41 MESI, E' VINTA.
LA GIGANTESCA BATTAGLIA INGAGGIATA IL 24 DELLO SCORSO OTTOBRE ED ALLA QUALE PRENDEVANO PARTE 51 DIVISIONI AUSTRO-UNGARICHE, E' FINITA.
LA FULMINEA ARDITISSIMA AVANZATA DEL XXIX CORPO D'ARMATA SU TRENTO, SBARRANDO LE VIE DELLA RITIRATA ALLE ARMATE NEMICHE DEL TRENTINO, TRAVOLTE AD OCCIDENTE DALLE TRUPPE DELLA SETTIMA ARMATA E AD ORIENTE DA QUELLE DELLA PRIMA, SESTA E QUARTA, HA DETERMINATO IERI LO SFACELO TOTALE DELLA FRONTE AVVERSARIA.
DAL BRENTA AL TORRE, L'IRRESISTIBILE SLANCIO DELLA DODICESIMA, DELL'OTTAVA, DELLA DECIMA ARMATA E DELLE DIVISIONI DI CAVALLERIA, RICACCIA SEMPRE PIU' INDIETRO IL NEMICO FUGGENTE.
NELLA PIANURA S. A. R. IL DUCA D'AOSTA AVANZA RAPIDAMENTE ALLA TESTA DELLA SUA INVITTA TERZA ARMATA, ANELANTE DI RITORNARE SULLE POSIZIONI DA ESSA GIA' VITTORIOSAMENTE CONQUISTATE, CHE MAI AVEVA PERDUTE.
L'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO E' ANNIENTATO. ESSO HA SUBITO PERDITE GRAVISSIME NELL'ACCANITA RESISTENZA DEI PRIMI GIORNI E NELL'INSEGUIMENTO; HA PERDUTO QUANTITA' INGENTISSIME DI MATERIALE DI OGNI SORTA E PRESSOCCHE' PER INTERO I SUOI MAGAZZINI E I DEPOSITI; HA LASCIATO FINORA NELLE NOSTRE MANI CIRCA 300.000 PRIGIONIERI CON INTERI STATI MAGGIORI E NON MENO DI 5000 CANNONI.
I RESTI DI QUELLO CHE FU UNO DEI PIU' POTENTI ESERCITI DEL MONDO, RISALGONO IN DISORDINE E SENZA SPERANZA LE VALLI CHE AVEVANO DISCESO CON ORGOGLIOSA SICUREZZA.
4 NOVEMBRE 1918
DIAZ

IL POPOLO ITALIANO HA CREATO COL SUO SANGUE L'IMPERO. LO FECONDERA' COL SUO LAVORO E LO DIFENDERA' CONTRO CHIUNQUE COLLE SUE ARMI.
9 MAGGIO 1936. (Lapide che si trova di fronte al monumento circolare, sulle mura cittadine).
Sulla parte sinistra della cappella si legge:
"DEI GLORIOSI DEL COMUNE DI POPPI CADUTI IN CAMPO PER L'ITALIA CONTRO I BARBARI NOVISSIMI QUI SONO RICORDATI II NOMI PERCHE' ALLA PATRIA RINOVELLATA DI FRONDE NOVELLE TANTO GENEROSO SANGUE SIA SEGNACOLO DI VESSILLO CHE LA SCORGA A' PIU' ALTI DESTINI".
Le epigrafi sulla facciata d'accesso riportano le seguenti iscrizioni:
"IL N.H. COMM. FRANCESCO GATTESCHI CON PURISSIMO ANIMO D'ITALIANO E DI CASENTINESE TENACEMENTE VOLLE QUESTO COMPLESSO MONUMENTALE A PERENNE MEMORIA DEI CADUTI PER LA PATRIA A SOLLIEVO ORNAMENTI DI POPPI A DECORO DELL'INTERA VALLATA I CONTERRANEI RICONOSCIMENTI 4 NOVEMBRE 1949".
L'altra epigrafe:
"QUESTA MOLE UGO TARCHI ARCHITETTO FIORENTINO CON ALTA MENTE E GENEROSO CUORE IDEO' PER DIECI ANNI ALLA ESECUZIONE SOVRAINTESE 1927-V-1937-XV."
Sopra il portale d'accesso alla cappella scolpita in pietra:
"DULCE ET DECORUM EST PRO PATRIA MORI"
(è dolce e dignitoso morire per la patria) Orazio Odi III,2, 13.
Simboli:
Sono presenti aquile a ricordo della grandezza della Roma imperiale, elmetti dell'esercito italiano lampade, votive e bracieri dove la fiamma del coraggio e dell'ardore dovrebbero brillare perennemente.

Altro

Osservazioni personali:
La grandiosità scenografica del monumento aveva come finalità di riscattare sacrifici e morti della prima guerra sulla quale nessuna ombra doveva offuscare i destini gloriosi della patria. In una specie di semi-anfiteatro naturale fu costruito il complesso monumentale, non solo per rendere omaggio alla memoria dei caduti ma anche per esigenze politiche-ideologiche. Il progetto della Nuova Poppi comprendeva anche un grande campo sportivo.

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