2752 - Monumento ai Caduti di Castelmartini nella Grande Guerra

Il monumento a ricordo dei Caduti di Castelmartini nella Grande Guerra è costituito da una struttura architettonica di m 5×2. Presenta un blocco centrale rettangolare, davanti al quale si trova una base rettangolare con quattro gradini sul lato destro e sinistro. Sul  lato di fronte è una lastra con il Bollettino della Vittoria. Nella parte superiore, ai cui fianchi si trovano due colonne ioniche scanalate, è inserita una lapide con i nomi dei Caduti.  In alto è presente la scultura in pietra di un elmetto da soldato che si appoggia su due rami di alloro e sotto l’elmetto vi sono decorazioni fogliacee.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Castelmartini
Indirizzo:
Via della Chiesa
CAP:
51030
Latitudine:
43.7900368
Longitudine:
10.830789399999958

Informazioni

Luogo di collocazione:
Il monumento si trova nel Parco della Rimembranza, di fronte alla chiesa di San Donnino. In esso si trovano ventinove lecci
Data di collocazione:
1923, alla fine di giugno
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
La struttura è di pietra scolpita, la lapide è in marmo inciso, la targa è in bronzo.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Larciano
Notizie e contestualizzazione storica:
Il monumento e il Parco della Rimembranza, costituito da ventinove lecci su ognuno dei quali è applicata una targhetta in metallo con il nome di ciascun caduto, furono ideati dal nobile A. Banchieri.

Contenuti

Iscrizioni:
SERG. MAGG. GIUNTOLI ORESTE
“ LOTTI PIETRO
CAP. CEI GINO
“ LEPORI GUIDO
SOLD. ARINCI GINO
AMBROSI GIUSEPPE
BINDI UMBERTO
BIAGINI GIUSEPPE
CAPACCIOLI ITALO
CAPACCIOLI NELLO
CECCHI ORESTE
COZZI PAOLO
CARLI AFRISIO
CARLI ORLANDO
CARLI VINCENZO
FAGNI GIUSEPPE
FAGNI GUIDO
GIAMPIERI AUGUSTO
GIAMPIERI GINO
LOTTI GIUSEPPE
LEPORI RAFFAELLO
LOLLINI ADOLFO
MORINI LEONETTO
NANNINI MODESTO
NICCOLAI GINO

ORSANI AGOSTINO
PISANI EUGENIO
TADDEI UMBERTO
ZEZZI GIOCONDO

Comando Supremo, 4 novembre 1918
La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita. La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente. Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute. L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.
Armando Diaz, comandante supremo del Regio Esercito
Simboli:
Rami di alloro e sotto l'elmetto vi sono decorazioni fogliacee.

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Informazione non reperita

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