5695 - Parco della memoria e della pace – Fondotoce (VB)

Il Parco della Memoria e della Pace è un’area monumentale che occupa circa 16000 mq ed è dedicata alla Resistenza. E’un luogo altamente simbolico: il luogo dove il 20 giugno 1944 i nazisti fucilarono 43 partigiani. L’elemento principale dell’area è un’alta croce, quale simbolo di sacrificio, che domina il luogo quasi a protezione del lungo muro che reca incisi oltre 1.200 nomi di Partigiani e di civili caduti nella lotta contro i nazifascisti  tra il 1944 e il 1945. Davanti alla croce è collocata un’urna di granito che contiene ceneri umane provenienti dal Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen, dove furono internati molti militari italiani catturati dopo l’8 settembre 1943.  La scritta rossa evoca il grondare del sangue.
Gli elementi del memoriale sono molti: a sinistra dell’ingresso una lapide formata da cinque lastre in marmo elenca i cittadini di origine ebraica trucidati dai nazisti sul Lago Maggiore: la lastra centrale è in realtà una scultura che rappresenta i campi di concentramento; ai piedi della lastra centrale è collocata una pietra proveniente dal campo di sterminio di Mauthausen.  A destra delle lastre, in posizione centrale,  una scultura in rame, donata dai partigiani sovietici della Georgia che militavano nei ranghi della Resistenza italiana: la scultura raffigura un albero, con i rami tagliati di netto, che rappresentano le migliaia di giovani vite spezzate, e quindi  la morte, su cui però si arrampicano foglie di vite e grappoli d’uva, a simboleggiare la vittoria della vita sulla morte; la scultura è accompagnata da due lastre in bronzo con messaggi reciproci di solidarietà tra partigiani italiani e sovietici: una  donata dai Russi ai “fratelli italiani”, l’altra ai partigiani italiani e agli “amici sovietici” da parte delle associazioni partigiane nel quarantesimo della vittoria sul nazifascismo.  A destra dell’ingresso è collocata la “Casa della Resistenza”, museo dove sono conservati tutti i documenti che hanno permesso di identificare e dare un nome alle migliaia di corpi senza vita rimasti sul terreno dopo la sanguinosa repressione seguita alla costituzione della Repubblica dell’Ossola, durata solo poche settimane, che fu però un grande esempio di resistenza al nazifascismo.

A sinistra del museo una scultura in lamina metallica rettangolare ricorda nella forma un volto di donna di profilo, di cui si possono distinguere i capelli, l’occhio e la bocca : il ruolo delle donne nella resistenza della repubblica dell’Ossola fu fondamentale: due targhe accompagnano questa scultura: una dedicata genericamente alle donne della Resistenza e una ricorda Cleonice Tomassetti, unica donna coinvolta nell’eccidio dei 43 partigiani a Fondotoce, che era incinta di quattro mesi. A destra della casa della Resistenza un’altra scultura , collocata su un basamento in pietra, sempre di lamina metallica, riproduce una mano in rilievo: dietro la mano il paesaggio naturale, cioè gli alberi, creano l’ incredibile effetto ottico di un’altra mano che sta per congiungersi alla prima, simbolo di pace. Sul basamento in pietra di questa scultura è collocata una targa a ricordo dei 54 Ebrei sterminati sul Lago Maggiore nell’autunno del 1943; in tutta l’area non vi sono dediche a militari, ma solo a partigiani, civili, ebrei, donne, deportati: un inno alla popolazione civile, troppo spesso dimenticata sui libri di storia, che si è sacrificata o che, innocente, è stata sacrificata.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Fondotoce
Indirizzo:
Via Filippo Turati
CAP:
28924
Latitudine:
45.9470396599829
Longitudine:
8.488337242852822

Informazioni

Luogo di collocazione:
In una grande area verde, a lato della strada che porta a Mergozzo
Data di collocazione:
1962-1964 l'allestimento del parco, i sottoelementi sono stati posizionati fino al 2011
Materiali (Generico):
Bronzo, Laterizio, Marmo, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Muro in cemento intonacato, croce in ferro, sculture in lamina di metallo, scultura in rame, cippi in granito con targhe, targhe in bronzo, lapidi in marmo, targhe in ottone.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Associazione Casa della Resistenza
Notizie e contestualizzazione storica:
Il complesso è stato realizzato su progetto dell'architetto Alessandro Minali tra il 1962 e il 1964. Un'alta croce, simbolo di sacrificio, domina il luogo nei pressi di un lungo muro che reca incisi oltre 1200 nomi di partigiani caduti nelle attuali province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. L'area è gestita dall'associazione Casa della Resistenza e si occupa della ricostruzione storica dei fatti, della raccolta delle testimonianze e della loro conservazione. Il lavoro di ricostruzione operato è immane: di ognuno dei 1200 partigiani trucidati è stato fatto il tentativo di ricostruire luogo e date di nascita e di morte. Non di tutti è stato possibile: sul muro vi sono 38 lapidi che recano la dicitura: "senza nome", di altri non è stato possibile ricostruire la data o il luogo di nascita, ma di tutti si conosce la fine, nonostante i massacri dei nazifascisti nel tentativo di distruggere la neonata Repubblica dell'Ossola, durata solo poche settimane, dal 10 settembre al 23 ottobre 1944, quando si scatenò la repressione nazifascista, che fece vittime non solo tra i partigiani, ma anche tra i civili e gli Ebrei che vivevano nelle valli ossolane. Molti sono gli episodi che questo luogo rievoca: rimandiamo le altre storie ai sottoelementi corrispondenti.

Contenuti

Simboli:
Tutto il luogo è fortemente simbolico: la croce, il muro, le ceneri, le sculture.

Altro

Osservazioni personali:
E' stato un lavoro faticoso censire questo luogo immenso, ma bellissimo, che ha suscitato in noi emozioni profonde, anche per tutta la simbologia utilizzata e per la cura dei dettagli.
Vorremmo ringraziare la Casa della Resistenza, in particolare il sig. Alberto Corsi, che con infinita gentilezza ci ha fornito l'elenco dei 1200 nomi presenti sul muro.

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