6504 - Pietre d’inciampo per Giacomo e Sergio Russi – Ancona

Si tratta di sampietrini d’autore, placcati superiormente in ottone; le pietre, calpestabili, recano la memoria dell’industriale farmaceutico anconetano Giacomo Russi e di suo figlio Sergio, deportati a Meppen.
L’opera si deve all’artista tedesco Gunter Demnig.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Largo Dogana, angolo via Aurelio Saffi.
CAP:
60121
Latitudine:
43.62081785570303
Longitudine:
13.510701656344963

Informazioni

Luogo di collocazione:
Pietre d'inciampo innestate nel marciapiede antistante l'ex Sede farmaceutica della famiglia Russi.
Data di collocazione:
27 gennaio 2017, in occasione delle commemorazioni per la Giornata della Memoria.
Materiali (Generico):
Ottone, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Cubi incastonati nel selciato del marciapiede, placcati superiormente in ottone, delle dimensioni di un sampietrino: cm 10x10 di testa.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Ancona
Notizie e contestualizzazione storica:
Nato il 19 febbraio 1888 ad Ancona ma di origine dalmata, Giacomo Russi appartenne alla comunità ebraica e fu il primo ebreo anconetano a subire la deportazione. Lavorava nell'azienda farmaceutica di famiglia, di cui era comproprietario insieme con il padre Giacobbe Russi. Giacomo Russi e suo figlio Sergio, anch’egli collaboratore del padre, furono prelevati a Camerano da una camionetta nazifascista il 22 settembre 1943, giorno che rimane tuttora impresso nella memoria di Franca Russi, figlia di Giacomo e sorella di Sergio. Giacomo Russi fu deportato nel campo di smistamento di Versen (nei dintorni di Meppen) ai confini dell’Olanda. Meppen, denominato come molti altri “sottocampo” (campo di minore importanza o meno conosciuto), veniva ignorato e lasciato alla desolazione: i prigionieri dormivano in giacigli di paglia e privi di coperte; nonostante l’intensissimo freddo, portavano ai piedi zoccoli olandesi e non indossavano biancheria intima; erano esposti ad animali, germi o malattie come ad esempio cimici, pidocchi, dissenteria, tubercolosi e cancrena, malattie causate soprattutto dalla scarsità e dalla pessima qualità del cibo. Per le sue competenze Giacomo Russi fu impiegato in infermeria; nonostante fosse cittadino ebreo, ebbe la possibilità di mandare lettere ai familiari, in cui più volte fece riferimento a presunte delazioni di concorrenti. Fu probabilmente assassinato il 26 luglio 1944, data - parrebbe - del trasferimento verso un altro campo, insieme con il figlio. Alle loro figure è dedicato un Memoriale, collocato all'interno del Cimitero Comunale di Ancona nel 2008. Notizie sulle due vittime si trovano nel volumetto a cura di Ilaria Triggiani "La memoria contro ogni discriminazione - martedì 26 gennaio 2016", Ancona 2017 (Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche, 220), pp. 61-77.

Contenuti

Iscrizioni:
QUI LAVORAVA
GIACOMO RUSSI
NATO 1888
ARRESTATO 22.9.1943
DEPORTATO
MEPPEN
ASSASSINATO

QUI LAVORAVA
SERGIO RUSSI
NATO 1923
ARRESTATO 22.9.1943
DEPORTATO
MEPPEN
ASSASSINATO
Simboli:
Assenti.

Altro

Osservazioni personali:
Il materiale usato per l’opera, cioè pietre placcate in ottone, non sembrerebbe il più adatto, dal momento che i manufatti si trovano innestati nel marciapiede e vengono costantemente calpestato, rischiando così di essere rovinati con l’andar del tempo.
Inoltre la presenza delle pietre d'inciampo non è segnalata da indicazioni verticali, di conseguenza è difficile notarle. Sarebbe opportuno posizionare un'indicazione in modo tale che queste pietre possano diventare un vero e proprio documento storico, visto che ora vengono appena notate.

Gallery