227549 - Casa del Mutilato – Milano

La Casa del Mutilato di Milano, progettata  dall’ingegnere architetto Luigi Secchi,  occupa parzialmente un lotto di forma pressoché rettangolare, in una zona centrale della città, poco oltre l’anello stradale aperto sull’antica cerchia dei navigli. L’impianto ad U origina un cortile centrale, delimitato da corpi edilizi di differente altezza, da tre a quattro piani.  La porzione più alta è altresì caratterizzata da una torre centrale terminante con una cella e un belvedere.  Attualmente è sede del tribunale di Milano e in una parte dell’ANMIG e dell’Istituto del Nastro Azzurro.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Carlo Freguglia, 14
CAP:
20122
Latitudine:
45.460078801916
Longitudine:
9.1999530549769

Informazioni

Luogo di collocazione:
Informazione non reperita
Data di collocazione:
31/12/1942
Materiali (Generico):
Bronzo, Laterizio, Marmo, Ottone, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Informazione non reperita
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Ministero Grazia e Giustizia
Notizie e contestualizzazione storica:
L’intero edificio è caratterizzato da una netta divisione degli alzati, definita a livello del piano nobile, attraverso l’uso di differenti materiali di rivestimento. Il netto contrasto cromatico delle lastre di travertino dei primi due piani e del mattone scuro dei livelli più alti contribuisce ad esaltare la severità dell’architettura. Ampie e regolari le finestrature, incassate sul filo delle murature ed incorniciate o sottolineate dal variare della tessitura del paramento murario a vista. Nel fabbricato principale, le aperture del secondo e del terzo piano sono contenute in un’unica alta composizione arcuata che restituisce l’immagine di una pilastrata a filo di facciata.
Oltre alla fascia marcapiano intermedia, è presente un cornicione superiore, dentellato, interrotto in corrispondenza della torre centrale e ripreso alla sommità di questa.
Impostato sull’asse di simmetria è il portale d’accesso, preceduto da alcuni gradini ed inquadrato da una elaborata cornice scultorea a motivi vegetali. All’interno è l’atrio monumentale, rivestito di marmi e caratterizzato da una vetrata.
Due grandi statue bronzee, la ‘patria’ e il ‘sacrificio eroico’, previste ai lati della scala di accesso esterno, non sono state realizzate, probabilmente a causa del parere espresso dall’ingegnere Mario Fiazza, componente della commissione igienico edilizia.
Se lo schema distributivo e funzionale del progetto del 1937 rivelano una perfetta aderenza alle istanze espresse dal presidente Gorini, la vicenda della costruzione dell’edificio, dettagliatamente descritta nella documentazione d’archivio, è emblematica della discrezionalità delle scelte del direttore lavori.
L’austera immagine attuale dell’edificio, la cui rappresentatività e monumentalità nasce da un ripensamento, qui un poco retorico, e dalla “modernizzazione” del linguaggio classico, deriva essenzialmente dalle variazioni operate nella scelta dei materiali: in luogo della pietra “di un colore bianco caldo” proveniente dalle cave di Zandobbio, serizzo e travertino; invece dei mattoni “giallo cuoio intenso” prodotti da fornaci del piacentino, gli attuali in “cotto antico cortemaggiore”, di tonalità assai più scura. (Fonte: Regione Lombardia Beni Culturali)
LA STORIA
Sin dal 1921, Ada Negri e Carlo Delcroix, presidente dell'Associazione nazionale tra mutilati e invalidi di guerra, si fanno promotori di una iniziativa mirata alla realizzazione in città di una Casa del Mutilato. L'appello resterà insoddisfatto per l'intero decennio e la medesima sorte accompagnerà anche il secondo tentativo, tra il 1929 e il 1930, dopo la costruzione del "tempio dei caduti" in piazza Sant'Ambrogio.
Un concreto avvio alla costruzione della Casa del Mutilato si delinearà solo più tardi, con lo stanziamento di un contributo podestarile di 500.000 lire: è il 17 ottobre 1933. Il presidente della sezione di Milano dell'associazione, Alessandro Gorini, di fronte all'aumento dei soci e alla conseguente inadeguatezza della piccola sede di via Bagutta, comunica all'amico Lorenzo Secchi l'avvenuta costituzione di un comitato di finanziamento "per erigere una Casa del Mutilato".
Tra la fine del 1933 e i primi mesi del 1934, Secchi sarà incaricato di elaborare uno studio di fattibilità sull'ipotesi di sistemare la nuova sede in palazzo Sormani, ritenuto particolarmente adeguato allo scopo per l'ubicazione, l'ampiezza degli spazi e la sua rilevanza monumentale a livello nazionale.
Ma l'ipotesi della sistemazione di palazzo Sormani sarà scartata. Il presidente dell'associazione provvederà immediatamente a delineare, oltre ad alcuni criteri inerenti l'attuabilità economica della costruzione di un nuovo edificio, finanziata in parte con l'offerta del comune, anche la possibilità concreta di coinvolgimento finanziario del personale dipendente, secondo una logica "aziendale" e cooperativista, nonché suggerimenti per una adeguata ubicazione e principi per una corretta progettazione della struttura, evidentemente finalizzati alla predisposizione del bando di un concorso di progettazione.
Nonostante nella primavera del 1935 sia identificata l'area su cui dovrà sorgere il nuovo edificio, nelle immediate vicinanze dell'erigendo palazzo di Giustizia, liberata dalla demolizione degli stabili di compendio dell'ex caserma di artiglieria a cavallo del principe Eugenio di Savoia, il concorso non sarà mai bandito: la podesteria deciderà di affidare progetto e direzione lavori al mutilato ingegner Secchi.
Il 14 giugno 1938 prendono avvio i lavori per la costruzione dell'edificio. La fine lavori coincide col 31 dicembre 1942. (Fonte: Regione Lombardia Beni Culturali)

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