154872 - Monumento a Salvatore Todaro – Messina

Il monumento è dedicato al capitano di Corvetta Salvatore Todaro, Medaglia d’Oro al Valor Militare. E’ ubicato alle porte della base navale di Messina. Esso è composto da due elementi principali: 1) Stele sul cui prospetto principale e posteriore sono collocati il busto dell’eroe e le lastre dedicatorie; 2) Ancora simbolo della marina militare.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Messina
Indirizzo:
Piazza Capitano di Corvetta Salvatore Todaro Medaglia d'Oro al V.M.
CAP:
98122
Latitudine:
38.192828
Longitudine:
15.571892

Informazioni

Luogo di collocazione:
Piazzetta lato strada
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Struttura in marmo
Statua, lastra e ancora in bronzo
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Marina Militare
Notizie e contestualizzazione storica:
Questa è la storia di un gentiluomo. Un gentiluomo del mare. Il mago Bakù della Regia Marina. Il Don Chisciotte dei sommergibili. Questa è la storia di Salvatore Bruno Todaro.

I primi anni della sua carriera
Nato a Messina il 16 Settembre 1908 e morto per combattimento di guerra al largo di La Galite il 14 dicembre 1942. È stato un militare italiano, comandante di sommergibili della Regia Marina. Dopo aver svolto gli studi superiori presso l’Istituto nautico “Caio Duilio” di Messina, Salvatore Todaro entrò all’Accademia Navale di Livorno il 18 Ottobre 1923, promosso guardia marina nel 1927, dopo aver completato il corso. L’anno successivo, diventò sottotenente di vascello, destinato a Taranto per frequentare il corso di osservazione aerea, per essere successivamente assegnato a diversi incarichi imbarcati sia su unità subacquee che di superficie. Nel 1933, a Livorno, si sposa con Rina Anichini, dalla quale ha due figli: Gian Luigi e Graziella Marina. Il 27 Aprile 1933, a La Spezia, ebbe un incidente aereo a bordo di un S.55 su cui era imbarcato in qualità di osservatore: l’acqua sollevata da un siluro colpì l’idrovolante nei piani di coda, gettandolo in mare. Todaro si procurò una frattura della colonna vertebrale che lo obbligherà a portare un busto per il resto della sua vita.
Nel 1939 Todaro venne destinato alla 146° Squadriglia Idrovolanti, nell’anno successivo si imbarcò su un sommergibile operante al largo delle coste spagnole durante la guerra civile. Nel 1940, raggiunto il grado di capitano di corvetta, ottenne il comando del sommergibile Luciano Manara e successivamente quello del sommergibile atlantico Cappellini.

Il periodo della seconda guerra mondiale
Allo scoppio della 2a guerra mondiale Todaro e il Cappellini vennero destinati alla base oceanica Beatasom e di Bordeaux dalla quale i sommergibili italiani, partecipando allo sforzo germanico durante la Battaglia dell’Atlantico, tentavano di bloccare le rotte marittime tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.
La vicenda del Kabalo
Ma arriviamo alla vicenda che lo consacra eroe di guerra:
Nella notte del 16 Ottobre 1940, nel corso di una missione al largo dell’isola di Madera, Todaro avvistò il piroscafo belga Kabalo e, dopo aver lanciato inutilmente tre siluri, lo affondò utilizzando il cannone di bordo. Dopo aver effettuato l’affondamento, Todaro accostò e raccolse i 26 naufraghi della nave belga e li rimorchiò, su di una zattera, per quattro giorni. Quando la zattera spezzò il cavo di rimorchio, Todaro non esitò ad ospitare i naufraghi sul sommergibile fino a sbarcarli, incolumi, sulla costa delle isole Azzorre.
Al suo rientro un ufficiale lo rimproverò dell’accaduto, affermando che nessun ufficiale tedesco si sarebbe mai comportato come lui aveva fatto. Ma lui rispose che: >.
• Ai suoi uomini più valorosi concesse come ricompensa, il privilegio di chiamarlo con il tu e quando lascerà il comando del sommergibile Cappellini per assumere il comando del Reparto di superficie della X MAS del comandante Junio Valerio Borghese, dirà presago della sua sorte: “senza il mio sommergibile mi par di morire”.
• Ma non possono essere sottaciute le parole che una donna portoghese fece pervenire, attraverso canali diplomatici, al nostro eroe:
• “Signore, felice il paese che ha dei figli come voi! I nostri giornali danno il resoconto del vostro comportamento verso l’equipaggio di una nave che vostro dovere di soldato vi aveva imposto di affondare. Esiste un eroismo barbaro, e un ‘altro davanti al quale l’anima si mette in ginocchio: questo è il vostro! Siate benedetto per la vostra bontà, che fa di voi un eroe non solo dell’Italia, ma dell’umanità”.
• Queste parole oggi sono scritte in epigrafe sul monumento a lui dedicato, collocato proprio all’entrata della base navale di Messina, in prossimità della cittadella e del Forte S.S.Salvatore.

Altre Crociere Atlantiche
Il 22 Dicembre 1940 Todaro lasciò nuovamente la base di Bordeaux con il Cappellini per una nuova missione.
Il 5 Gennaio 1941, nel tratto di mare compreso tra le isole Canarie e la costa africana il Cappellini affondò, sempre utilizzando il cannone, il piroscafo armato inglese Shakespeare da 5.029 tonnellate: durante l’azione un marinaio del Cappellini morì a causa del violento fuoco avversario. Anche in questo caso Todaro raccolse i 22 superstiti, alcuni gravemente feriti, e li pose in salvo sulle coste dell’isola di Capo Verde. Proseguendo la crociera il sommergibile giunse nella zona di Freetown, dove riuscì ad affondare con due siluri, utilizzando il cannone, il trasporto truppe britannico Eumaeus da 7.472 tonnellate. Anche in questo caso il sommergibile subì alcune perdite dovute al violento fuoco di risposta. Nel corso della battaglia un aereo inglese forse chiamato dall’SOS dell’Eumaeus, arrivò sulla zona e riuscì a colpire con due bombe il Cappellini prima che riuscisse a riemergere, causando gravi danni e diversi feriti. Ciò nonostante Todaro riuscì a portare il sommergibile fino al porto neutrale spagnolo Puerto della Luz sulla Gran Canaria, dove giunse il 20 Gennaio 1941. Grazie all’aiuto delle autorità spagnole, vicine al fascismo italiano, Todaro riuscì a sbarcare i feriti e a riparare il battello per poi riprendere il mare, il 23 Gennaio 1941, e raggiungere felicemente il porto di Bordeaux. Nel corso del combattimento aveva trovato la morte il suo secondo ufficiale, Danilo Stiepovich. Per queste missioni ricevette la medaglia d’argento al valor militare.
Avvicendato, Todaro passò a comandare un reparto della decima Flottiglia Mas di stanza in Crimea, dove si distinse ancora una volta in azioni coi motoscafi d’assalto durante l’assedio di Sebastopoli.
Infine passò al comando di un piropeschereccio, il “Cefalo”, che appoggiava le azioni dei nostri mezzi d’assalto durante le operazioni più ardite.
Il 13 dicembre 1942 il “Cefalo” salpò per una missione nel porto di Bona, in Tunisia, ma il tempo era pessimo e dovettero rientrare al porto di La Galite, sede del comando della Regia Marina a Tunisi. La mattina successiva, il 14, gli uomini che avevano partecipato al mancato assalto riposavano per essere pronti la notte successiva; Todaro dormiva nella sua cuccetta sul “Cefalo” quando vennero avvistati due “Spitfire” che puntano sul porticciolo. Essi compirono diversi passaggi mitragliando e spezzonando: la nave venne gravemente danneggiata, ci furono morti e feriti tra i marinai. Quando la contraerea riuscì a far allontanare gli aerei inglesi, si cercava il comandante. Todaro venne ritrovato ancora al suo posto nella cuccetta, con gli occhi chiusi: una scheggia gli aveva trapassato la tempia, dandogli la morte.

Onorificenze
Medaglia d’Oro al Valore Militare alla memoria
“Ufficiale superiore di elette virtù militari e civili. Capacissimo, volitivo, tenace, aggressivo, arditissimo, al comando di un sommergibile prima e di reparto d’assalto poi, affrontava innumerevoli volte armi enormemente più potenti e numerose delle sue, e dimostrava al nemico come sanno combattere e vincere i marinai d’Italia. Assertore convinto della potenza dello spirito, malato ma non esausto, mai piegato da difficoltà materiali, da considerazioni personali, da logoramento fisico, ha sempre conservato intatte volontà aggressiva e fede e mistica dedizione al dovere intesa nel senso più alto e più vasto.
Mai pago di gloria e di successi, non sollecito di sé. ma solo della vittoria, riusciva ad ottenere il comando di sempre più rischiose imprese finché, nel corso di una di esse, mitragliato da aerei nemici, immolava la sua preziosa esistenza alla sempre maggiore grandezza della Patria.
Purissima figura di uomo e combattente, esempio fulgidissimo di sereno, intelligente coraggio e di assoluta dedizione” (Mediterraneo, giugno 1941 – dicembre 1942).

Medaglia di Bronzo al Valore Militare
“Comandante di un sommergibile oceanico, nel corso di una lunga missione di guerra, durante la quale attaccava e distruggeva un piroscafo armato nemico che reagiva col fuoco all’azione del sommergibile, dimostrava di possedere in elevato grado doti di iniziativa, di aggressività, di prontezza e di decisione” (Oceano Atlantico, ottobre 1940).

Medaglia d’Argento al Valore Militare
“Comandante di un sommergibile oceanico, nel corso di una lunga missione di guerra in Atlantico a grande distanza dalla base, attaccava in pieno giorno ed in superficie, un piroscafo armato e successivamente un incrociatore ausiliario riuscendo dopo aspri combattimenti con il cannone ad affondare entrambe le unità nemiche, per un complesso di 12500 tonnellate.
Fatto segno quindi ad attacchi aereo che danneggiava gravemente il sommergibile fronteggiava con ogni mezzo la difficile situazione e, sfuggendo alla ricerca del nemico, rientrava alla base” (Oceano Atlantico, dicembre 1940 – gennaio 1941).

Medaglia d’Argento al Valore Militare “sul campo”
“Comandante di sommergibile in missione di guerra in Atlantico, avvistava di giorno una forte formazione navale nemica, si portava arditamente all’attacco in superficie, e, nonostante la violenta reazione di fuoco dell’avversario e le menomate condizioni di efficienza della propria unità, affondava con siluro un incrociatore ausiliario, con audace manovra riusciva, quindi, a disimpegnarsi dalla violenta caccia avversaria” (Oceano Atlantico, 1° aprile 1941)

Medaglia d’Argento al Valore Militare “sul campo”
“Organizzatore sagace ed appassionato nei Mezzi d’Assalto si offriva per guidarli all’azione nelle acque di una unitissima piazzaforte sovietica.
Esempio a tutti di audacia e di intrepidezza era sempre primo nelle imprese più rischiose e difficili. Attaccava a brevissima distanza una unità di vigilanza nemica e sapeva poi abilmente sottrarsi alla sua reazione. Avvistate in pieno giorno piccole unità cariche di soldati nemici con armi automatiche di ogni genere, si lanciava al loro attacco mitragliandole a brevissima distanza. Persisteva nell’azione fino ad esaurimento delle munizioni, benché il suo secondo pilota fosse stato gravemente ferito ed il suo mezzo raggiunto da molti colpi dell’avversario” (Acque di Sebastopoli, giugno 1942).
RICONOSCIMENTI
Le città di Porto Empedocle e Palma di Montechiaro (AG) lo ricordano intitolando all’eroe il braccio di levante del molo e la via principale di Marina di Palma. Nella città di Augusta (SR) una scuola porta il suo nome.

IL MUSEO SALVATORE TODARO
Il 13 dicembre 2017 è stato inaugurato il Museo “Salvatore Todaro” presso la base navale di Messina. Una mostra permanente dei cimeli, documenti ed effetti personali dell’eroe messinese, donati dalla associazione omonima per volere della famiglia.

La Marina Militare ha dato il suo illustre nome a due unità: la corvetta Todaro e recentemente il sommergibile della classe “U 212 A”.
LA CORVETTA TODARO
La storia
Appartenente alle quattro corvette antisommergibili della classe “De Cristofaro” (De Cristofaro, Grosso, Todaro e Visintini) fu costruita insieme alla Umberto Grosso sullo stesso scalo, questa unità poté scendere in mare circa due mesi prima della gemella e precisamente il 24 ottobre 1964. Terminato l’allestimento presso l’Arsenale di La Spezia, la corvetta fu iscritta nei Quadri del Naviglio Militare il 15 aprile 1966; la cerimonia ufficiale avvenne il giorno 25. La Todaro fu quindi assegnata al II Gruppo della II Divisione Navale. Fino al 22 giugno, l’unità fu sottoposta a prove e collaudi, mentre l’equipaggio compiva l’addestramento preliminare, svolto alle dipendenze del Comando in Capo del Dipartimento Marittimo M.M. di La Spezia; si trasferì poi ad Augusta per l’addestramento antisom e quindi, nei mesi di luglio e agosto, fu dislocata in Adriatico. Al termine di questo periodo, la nave raggiunse Messina, sua sede di assegnazione; la bandiera di combattimento, donata dalla Sezione A.N.M.I. di Messina, le fu consegnata in quel porto il 25 giugno 1967. Nell’agosto successivo, destinata alla Flottiglia Scuola Comando, iniziò con la 80^ sessione della scuola, il lungo periodo di utilizzazione per l’addestramento degli ufficiali. Dal 28 aprile 1969 fino alla fine di settembre, si trasferì a Taranto per un periodo di lavori in arsenale. Tornata ad Augusta alla Scuola Comando, vi rimase fono al novembre 1972, quando andò a Taranto per un periodo di lavori durato fino al 2 luglio 1973. Al termine dei lavori tornò ad Augusta. Dal 1975, l’unità, sempre rimanendo alle dipendenze della Scuola, fu destinata a compiere alcune crociere di vigilanza pesca, divenute sempre più frequenti negli anni successivi. La normale attività – che comprendeva le sessioni della Scuola Comando, crociere di vigilanza pesca, missioni di sorveglianza del transito di unità straniere, partecipazione ad esercitazioni – ebbe periodi di interruzione per lavori dal 5 giugno 1981 al 15 giugno 1982, dal dicembre 1986 al febbraio 1987, dal settembre 1990 al maggio 1991; durante questi ultimi lavori, eseguiti ad Augusta, fu sbarcato l’armamento antisom e l’unità fu resa più idonea all’impiego come pattugliatore e nave per la scorta costiera e in acque ristrette. Nel 1991, nel periodo settembre-novembre, fu trasferita a Brindisi per la sorveglianza del Basso Adriatico, poi ad Ancona, sempre per lo stesso motivo. Nel 1992 e fino al 1994 torno ad Augusta, per riprendere il suo servizio con la Scuola Comando e per eseguire crociere di vigilanza nel Canale di Sicilia. L’unità fu disarmata il 30 settembre 1995 e fu data disponibile per la radiazione dal 30 aprile 1997.
Caratteristiche tecniche
Cantiere Ansaldo – Livorno
Impostazione: 21.10.1962
Varo: 24.10.1964
Completamento: 25.4.1966
In disarmo: 30.9.1995
Radiazione: 30.4.1997
Dislocamento: Normale: 835 Tonn. -Pieno carico: 940 Tonn.
Lunghezza: 80,37 (f.t.) mt.
Larghezza: 10,25 mt.
Immersione: 2,86 mt.
Apparato motore: 2 motori diesel – 2 eliche – Potenza: 8.300 HP
Velocità: 23 nodi
Armamento: 2 pezzi da 76/62 mm. – 1 lanciabas – 6 tubi lanciasiluri a.s.
Equipaggio: 128
Motto: “Osare l’inosabile”

SOTTOMARINO SALVATORE TODARO S 526
(CLASSE TODARO – U212A – 2 UNITÀ – SCIRÈ S527)
LA STORIA
I Sottomarini della classe “Todaro” sono le nuove Unità Subacquea della Marina Militare. Le due Unità, del tipo U 212A, sono frutto di un programma di cooperazione internazionale tra Italia e la Germania, formalizzato con un accordo governativo fra i Ministeri della Difesa delle due nazioni, siglato il 22 aprile 1996. I Sottomarini della classe Todaro sono Unità di medie dimensioni, caratterizzate dall’impiego di tecnologie innovative che permettono prestazioni molto avanzate, di particolare rilievo nei settori dell’autonomia occulta, delle segnature, del sistema elettroacustico e di lancio delle armi. In particolare, il tipo di propulsione silenziosa basata sull’impiego delle celle a combustibile, le fuel cells, in cui l’idrogeno e l’ossigeno vengono fatti reagire per produrre energia elettrica, rappresenta un sistema innovativo per la generazione di energia in molteplici settori, anche non militari, primo fra tutti l’autotrazione.
Il sommergibile Salvatore Todaro è stato impostato il 03 luglio 1999, varato il 06 novembre 2003 alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e della madrina, la signora Graziella Marina Todaro, figlia del Comandante, consegnato il 29 marzo 2006 alla Marina Militare. Dalla consegna e per tutto il 2006 il sommergibile è stato sottoposto ad un lungo periodo addestrativo finalizzato al conseguimento della piena capacità operativa prendendo parte a numerose ed impegnative attività, tra cui l’esercitazione Mare Aperto ’06 dal 4 al 23 giugno 2006. Il sommergibile Scirè è stato consegnato alla Marina Militare il 19 febbraio 2007, al termine di un intenso periodo di collaudo in mare. Dal 5 febbraio al 8 marzo 2007 l’unità ha preso parte all’operazione Active Endeavour alle dipendenze del NATO Maritime Component Command di Napoli, ricevendo il plauso delle autorità NATO e nazionali per i notevoli risultati conseguiti nell’adempimento della missione assegnata di lotta al terrorismo. Dal 24 maggio al 3 dicembre 2008 l’unità è stata dislocata presso le coste orientali degli Stati Uniti d’America, durante la Campagna CONUS 2008, momento storico per la componente subacquea nazionale e per la Marina Militare. Tale missione ha evidenziato le innovative caratteristiche tecniche dell’Unità nonché la capacità “expedictionary” della Componente Subacquea Nazionale. La prima unità è stata consegnata alla Marina Militare il 29 marzo 2006, la seconda il 19 febbraio 2007, al termine di un intenso periodo di collaudo in mare. Al rientro dagli USA, il Todaro ha partecipato all’esercitazione NATO NOBLE MANTA ’09 ed ha condotto quindi attività di sorveglianza e pattugliamento.


CARATTERISTICHE TECNICHE
Dislocamento in superficie: 1.450 T
Dislocamento in immersione: 1.830 T
Lunghezza f.t.: 56 m
Diametro max f.o.: 7,00 m
Immersione media: 6 m
Apparato motore:
– nr.1 Gruppo Diesel-generatore MTU / Piller (3,12 MW);
– nr.1 mot. elettrico a magneti permanenti SIEMENS (2,85 MW);
– sistema A.I.P. con Fuel Cells da 8 + 1 moduli (306 kW);
– Batteria di Accumulatori.
Velocità in superficie: 12 nodi
Velocità in immersione: 20 nodi
Armamento: nr. 6 tubi lancia-siluri da 533 mm, siluri Whitehead A184 mod.3
Equipaggio: 23 + 4 uomini

Il motto:“Osare l’inosabile”

Contenuti

Iscrizioni:
Iscrizione sotto il busto
MED. D'ORO AL V.M.
CAP. DI CORVETTA
SALVATORE TODARO
Lastra prospetto principale
... IMMOLAVA LA SUA
PREZIOSA ESISTENZA
ALLA SEMPRE MAGGIORE
GRANDEZZA DELLA PATRIA
Lastra prospetto posteriore
....SIATE BENEDETTO
PER LA VOSTRA BONTA'
CHE FA DI VOI UN EROE
NON SOLO DELL'ITALIA
MA DELL'UMANITA'
Simboli:
Grande ancora simbolo dell'appartenenza alla Marina Militare

Altro

Osservazioni personali:
Le notizie della contestualizzazione storica sono tratte da:
1) Notiziario della Marina Anno LXV - Ottobre 2008, " S.Todaro - Marinaio del cielo e degli abissi" articolo di Desiree Tomaselli;
2) la vocedelmarinaio.com

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