302048 - Monumento alla M.O.V.M. Giancarlo Puecher Passavalli – Erba (CO)

A sinistra dell’ingresso principale al Cimitero di Erba c’è un monumento a stele dedicato alla memoria di Giancarlo Puecher Passavalli. Egli fu barbaramente ucciso ad Erba il 21 dicembre 1943, a soli vent’anni, colpevole di essere partigiano. Il luogo dove subì l’estremo supplizio fu esattamente dove è stato eretto il monumento a lui dedicato.
Giancarlo Puecher Passavalli fu la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare della Resistenza in Lombardia. “Cadde a vent’anni da apostolo e da soldato, sublimando nella morte la multiforme e consapevole spiritualità che aveva contraddistinto la sua azione partigiana”, così sta scritto sulle motivazioni del conferimento della più alta onorificenza concessa dal Capo dello Stato.
Il monumento è composto da tre lastre di marmo bianco sovrapposte. Su quella centrale è incisa e verniciata di rosso la scritta dedicatoria. Agganciata a quella inferiore c’è una croce e un elemento floreale in bronzo. La stele è sormontata da una fiamma in pietra scolpita. Su entrambi i lati della stele, dal retro del costrutto marmoreo, si allargano due lastre in pietra grigia. Una base della stessa pietra sostiene la stele e la separa dal pavimento acciottolato che, tra due cipressi, conduce ad essa.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Alserio, 25
CAP:
22036
Latitudine:
45.801417962288
Longitudine:
9.2137075273778

Informazioni

Luogo di collocazione:
Il monumento si trova all’esterno del Cimitero Maggiore di Erba, in posizione isolata e addossata al muro di cinta del camposanto.
Data di collocazione:
4 novembre 1945
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Il monumento è costituito da una struttura verticale in pietra grigia, formata da due possenti elementi laterali leggermente inclinati, che racchiudono al centro una serie di tre lastre rettangolari e sovrapposte di marmo chiaro. Quella situata nel mezzo, incorniciata da elementi decorativi in pietra scolpita, reca il ritratto fotografico di Giancarlo Puecher e l’epigrafe che ne ricorda la fucilazione, avvenuta il 21 dicembre 1943, e il suo sacrificio per la libertà della Patria. La lastra è fissata al suo supporto con quattro borchie metalliche decorate a motivi floreali. La parte superiore è conclusa da una lastra marmorea aggettante, sormontata da una piccola scultura a forma di fiamma, mentre sulla lastra basale spicca una croce ornata da uno stelo florale in bronzo, e altri elementi commemorativi, come vasi per i fiori.
Il contrasto tra il marmo chiaro centrale e la pietra scura degli elementi laterali dona alla struttura un carattere sobrio ed equilibrato.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Amministrazione comunale di Erba.
Notizie e contestualizzazione storica:
Nato a Milano il 23 agosto 1923 in una famiglia borghese (il padre Giorgio era un noto notaio; la madre Anna Maria Gianelli muore quando Giancarlo era ancora bambino; due fratelli Virginio e Gianni) Giancarlo Puecher Passavalli abbandona gli studi universitari in giurisprudenza per arruolarsi in aviazione nel luglio del 1943. L'armistizio dell'8 settembre cambia tutto: rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò e, insieme ad alcuni amici, organizza a Ponte Lambro (Erba) uno dei primi gruppi partigiani della zona dopo contatti con l'avvocato Luigi Meda, esponente dei cattolici democratici di Milano, e il prete Don Giovanni Strada, parroco di Ponte Lambro e fautore della Resistenza. L'attività di Puecher e del suo gruppo attira presto l'attenzione dei comandi fascisti e tedeschi. Il 12 novembre 1943 è arrestato insieme ad altri sette amici partigiani, tra cui anche il padre Giorgio. Pur avendo l'opportunità di fuggire dal carcere, sceglie di restare per un profondo senso di responsabilità verso il padre e gli altri compagni prigionieri, temendo ritorsioni su di loro. Il 20 dicembre è condannato a morte dopo un processo sommario ed è fucilato nel cimitero di Erba il 21 dicembre 1943. Di fronte al plotone d'esecuzione, Puecher dimostra una statura morale enorme: perdona i suoi esecutori, affronta la morte sostenuto da una profonda fede cattolica, rifiuta la benda, morendo a soli vent'anni per la libertà dell'Italia.
Prima di venir giustiziato per non aver tradito i propri ideali, Puecher scrisse queste parole: « L'amavo troppo la mia Patria, non la tradite, e voi tutti giovani d'Italia seguite la mia via e avrete compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale. Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non pensano che l'uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà. »
Il padre Giorgio, pur non avendo partecipato direttamente alle azioni armate, è deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove muore di stenti il 7 aprile 1945. Dopo l'esecuzione di Giancarlo, i superstiti del suo gruppo partigiano trasformano il lutto in resistenza, e il suo nome diviene un simbolo per i partigiani locali: infatti nel febbraio 1945 nasce la Brigata "Puecher". Il 26 ottobre 1945 viene riconosciuta a Giancarlo la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: "Patriota di elevatissime idealità, scelse con ferma coscienza dal primo istante la via del rischio e del sacrificio. Subito dopo l’armistizio attrasse, organizzò, guidò un gruppo di giovani iniziando nella zona di Lambrugo, Ponte Lambro, il movimento clandestino di liberazione ed offrendo la sua casa come luogo di convegno. Con lo esempio personale fortificò nei compagni la fede nell’azione che essi dovevano più tardi proseguire in suo nome. Presente e primo in ogni impresa gettò nella lotta tutto se stesso prodigandovi le risorse di una mente evoluta e di un forte fisico, ed associando all’audacia un particolare spirito cavalleresco. Braccato dagli sgherri fascisti, insidiata la sicurezza della sua famiglia, non desistette. Incarcerato con numerosi suoi compagni e poi col padre, d’accordo con questi rifiutò la evasione per non allontanarsi dai compagni di fede e di sventura. Condannato a morte dopo sommario processo, volle essere animatore sino all’estremo, lasciando scritti di ardente amor patrio e di incitamento alla continuazione dell’opera intrapresa. Trasportato al luogo del supplizio, chiese di conoscere il nome dei suoi esecutori per ricordarli nelle preghiere di quell’aldilà in cui fermamente credeva, e tutti i presenti abbracciò e baciò, ad ognuno lasciando in memoria un oggetto personale, pronunciando parole nobilissime di perdono e rincuorando coloro che esitavano di fronte al delitto da compiere. Cadde a vent’anni da apostolo e da soldato, sublimando nella morte la multiforme e consapevole spiritualità che aveva contraddistinto la sua azione partigiana — Erba, 9 settembre - 23 dicembre 1943".

FONTI
BIANCHI, G.: Giancarlo Puecher. Un eroe del Novecento, un esempio per gli Italiani. Nuova edizione a cura di Alessandro Nava. Manzoni Ed., 2022.
ISACEM: Biografie Resistenti – Puecher Passavalli Giancarlo
Wikipedia: Giancarlo Puecher Passavalli
Presidenza della Repubblica – Puecher Passavalli Giancarlo – Medaglia d’Oro al Valor Militare
A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Giancarlo Puecher

Contenuti

Iscrizioni:
NELLA TRAGICA NOTTE DEL 21 DICEMBRE 1943
ALLE ORE 2.30 DOPO SOMMARIO E MACABRO PROCESSO
QUI CADEVA FULMINATO DA PIOMBO DI
SICARI FASCISTI ASSERVITI AL TEDESCO INVASORE
IL PATRIOTA
GIANCARLO PUECHER
PASSAVALLI
VENTENNE PURISSIMO EROE DELLA LIBERTÀ
QUESTA LAPIDE IL COMUNE POSE
A GLORIA IMPERITURA DEL CADUTO
AD ONTA DEI RINNEGATI FASCISTI
PERCHÈ GLI ITALIANI RICORDINO
PERCHÈ LA PATRIA RISORGA
IN CONCORDIA LIBERTÀ E GIUSTIZIA

4. XI. 1945
Simboli:
La simbologia del luogo: aver posizionato il monumento là dove il Martire della Libertà Giancarlo Puecher Passavalli fu barbaramente assassinato, a futura memoria affinché simili eventi non debbano più accadere.
La croce che in basso idealmente congiunge la lastra dedicata a Giancarlo con la terra è simbolo della sua profonda fede cattolica, fede che lo spinse ad unirsi alle squadre partigiane che lottarono per la libertà della Patria, e gli diede conforto e coraggio nei tragici momenti in cui, benedicendo e confortando egli stesso, la vittima, i suoi carnefici, affrontò il plotone nazifascista che gli troncò di netto, ingiustamente, la vita.

Altro

Osservazioni personali:
Non tutti i riferimenti consultati sono concordi sulla data di morte di Giancarlo Puecher Passavalli, che avvenne nella notte del 21 dicembre 1943, tra le ore due e le tre, come inconfutabilmente dimostrato dal testo (op. cit.) di Giancarlo Bianchi.
Tra i vari, il sito dell'ANPI riferisce il 23 dicembre come data di morte, e le stesse motivazioni per il conferimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare sul sito del Quirinale (riprese da altri) sembra dare adito a questa confusione, indicando l'attività di partigiano del Puecher dal 9 settembre al 23 dicembre 1943 (vedi testo).
A mio avviso, l'incongruenza è stata possibile da un'errata trascrizione che ha portato a confondere il giorno 23 (agosto, nascita) al 21 (dicembre, morte).

Giancarlo Puecher Passavalli è anche ricordato nelle pietre:
- 291938 - Lastra al partigiano Giancarlo Puecher Passavalli – Como
- 268753 - Lastra a Giancarlo e Giorgio Puecher Passavalli M.O.V.M. – Milano
- 121253 - Lastra dedicata a Giancarlo Puecher – Milano
- 187463 - Ai Caduti per la Libertà – Loggia dei Mercanti – Milano
- 142883 - Lastra ai Caduti dell’Università statale di Milano

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