301666 - Pietra d’inciampo per Guerrino Ferrari – Scandiano (RE)

Pietra d’inciampo posta nella frazione Cacciola davanti a quella che fu l’ultima residenza come uomo libero di Guerrino Ferrari. Durante la seconda guerra mondiale Ferrari fu deportato nei campi di prigionia nazisti quale Internato Militare Italiano (IMI) e lì trovò la morte.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Frazione Cacciola
Indirizzo:
Via Navi di sotto,13
CAP:
42019
Latitudine:
44.640807229745
Longitudine:
10.727039047291

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sul manto stradale di fronte all’ingresso del civico 13 (sede de Il Ranch).
Data di collocazione:
Posta nel pomeriggio di 25 gennaio 2025.
Materiali (Generico):
Ottone, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Cubetto di porfido ricoperto sulla faccia superiore da una piastra di ottone su cui è incisa la dedica.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Scandiano
Notizie e contestualizzazione storica:
Guerrino Ferrari nacque il 13 settembre 1920 a Cacciola dove lavorava come fornaio. Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, fu richiamato alle armi nel 6° Battaglione Mitraglieri. Dopo l’armistizio fu catturato dai tedeschi a Dubrovnik e deportato in Germania nello Stalag XI-A di Altengrabow. Morì il 20 febbraio 1944 durante un bombardamento alleato su Bernburg. E’ sepolto nel Cimitero di Bernburg (Campo A, Tomba N° 5).

La tragica vicenda degli Internati Militari Italiani (IMI) ebbe inizio l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le Forze Alleate durante la seconda guerra mondiale. I militari italiani, lasciati senza ordini dalle massime autorità militari, furono catturati e disarmati dalle truppe tedesche in tutti i fronti europei. Caricati su carri bestiame, furono avviati nei lager del Terzo Reich. Ai circa 650.000 prigionieri fu richiesto di continuare a combattere a fianco dei tedeschi o dei fascisti della Repubblica di Salò. La maggior parte di loro si rifiutò di collaborare affrontando sofferenze e privazioni. I militari italiani internati nei lager nazisti furono definiti IMI, con un provvedimento arbitrario di Hitler che li sottrasse alle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra, per destinarli come forza lavoro per l’economia del Terzo Reich. Decine di migliaia di IMI persero la vita nel corso della prigionia per malattie, fame, stenti, uccisioni. Per i sopravvissuti la liberazione avvenne tra febbraio e maggio 1945. Il rimpatrio, tuttavia, non fu immediato e si svolse nell'estate e nell'autunno 1945.

Fonti:
- https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/due-pietre-dinciampo-per-giacomino-7f3ec5ae
- https://alboimicaduti.it/index.php/caduti/show/20186
- https://www.lessicobiograficoimi.it

Contenuti

Iscrizioni:
QUI ABITAVA
GUERRINO FERRARI
NATO 1920
CATTURATO 9.9.1943
INTERNATO 1943
STALAG XI-A ALTENGRABOW
ASSASSINATO 20.2.1944
BERNBURG
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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