1147 - Bollettino della Vittoria del Gen. Diaz – Bologna

Lastra in marmo nella quale sono incise le parole pronunciate dal generale Diaz per comunicare la fine della prima guerra mondiale contro l’Austria-Ungheria, posta nel VI° chiostro della Certosa di Bologna, dove si trova il monumento-ossario ai Caduti della prima guerra mondiale.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
via della Certosa n. 18
CAP:
40124
Latitudine:
44.49576689999999
Longitudine:
11.310610199999928

Informazioni

Luogo di collocazione:
La lastra è ubicata sulla parete destra all'ingresso dell'ossario.
Data di collocazione:
04/11/1933
Materiali (Generico):
Marmo
Materiali (Dettaglio):
Lastra in marmo rossastro composta da parti affiancate con iscrizione incisa in neretto. Da segnalare che il bollettino della Vittoria si presenta alla Certosa come una lapide di marmo, ma sono frequenti le versioni in cui il testo è fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Bologna
Notizie e contestualizzazione storica:
Lunedì 4 novembre 1918: è il giorno della Vittoria. Dopo 41 mesi di combattimenti, la guerra è finita, l’esercito austro-ungarico è sconfitto. A mezzogiorno il generale Armando Diaz dirama il bollettino della Vittoria, alle 15 tutte le ostilità sono sospese.

Contenuti

Iscrizioni:
La guerra contro l’ Austria-Ungheria, che, sotto l’alta guida di S. M. il re, duce supremo, l’esercito italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò in 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenacia e valore condusse ininterrotta ed asprissima, per 41 mesi, è vinta.
La gigantesca battaglia, ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte 51 divisioni italiane, 3 britanniche, 2 francesi ed una czeco-slovacca ed un reggimento americano, contro 73 divisioni austriache, è finita. La fulminea, arditissima avanzata del XXIX corpo d’armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura S. A. R. il duca d’ Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni che essa aveva già vittoriosamente conquistate.
L’esercito Austro- Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza dei primi giorni e nell’inseguimento: ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressochè per intero i suoi magazzini e i depositi ha lasciato finora nelle nostre mani circa 300000 prigionieri con interi stati maggiori e non meno di 5000 cannoni.
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli discese con orgogliosa sicurezza.
IV NOVEMBRE MCMXVIII DIAZ
Simboli:
Non sono presenti simboli

Altro

Osservazioni personali:
Colpisce l’incisività e la sintesi del testo che esprime il senso dell'onore e dell’orgoglio nell’annunciare agli italiani di essere usciti vincitori da una guerra violenta.

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