8233 - Cippo a ricordo del sottotenente Alfonso Casati – Corinaldo

Il cippo a ricordo di Alfonso Casati si trova a Corinaldo in P.zza S. Anna.
Fu costruito dai cittadini corinaldesi a ricordo del sottotenente e dei suoi uomini grazie ai quali Corinaldo venne liberata dal giogo tedesco. Le iscrizioni e l’immagine di Alfonso, sono incise nel marmo; accanto al cippo sono fissate nel terreno due bandiere italiane. Il sacrificio di Alfonso e dei suoi valorosi uomini viene ricordato anche nel sacrario di Corinaldo.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
via Lepri
CAP:
60013
Latitudine:
43.64750394449096
Longitudine:
13.049869537353516

Informazioni

Luogo di collocazione:
Il cippo è collocato in corrispondenza del luogo dove Alfonso Casati è caduto colpito da un mortaio nemico
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Il cippo in pietra reca dei fregi di foglie a contornare la lastra in marmo su cui è incisa la motivazione dell'attribuzione del riconoscimento della medaglia d'oro al valor militare.
In alto al centro del cippo trovasi un ritratto del giovane.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Corinaldo
Notizie e contestualizzazione storica:
Figlio del conte Alessandro, Alfonso Casati, nato a Milano il 13 luglio 1918, aveva studiato lettere, quindi nel 1941 era stato chiamato alle armi.
Al momento dell'armistizio, il giovane si trovava in Corsica. Il mese successivo passò in Sardegna con il II Battaglione del 2° reggimento Granatieri. Il 1° luglio 1944 lo vede sottotenente nel ricostituito Esercito italiano, del Battaglione "Basile" del Reggimento "San Marco" del Corpo Italiano di Liberazione. Cadde sul fronte di Jesi, nel corso della battaglia che avrebbe portato alla liberazione di Corinaldo, meritando la medaglia d'oro alla memoria in virtù del'altissima abnegazione dimostrata e dello sprezzo del pericolo che lo avevano portato ad offrirsi come volontario per una rischiosissima azione volta alla liberazione di Corinaldo.
Quel 6 agosto infatti i militari italiani del Battaglione San Marco, da lui guidati, avevano sferrato una cruenta battaglia contro i nazisti asserragliati nel palazzo municipale di Corinaldo, che risposero al fuoco dei nostri soldati con le mitragliatrici posizionate nel sottotetto del Comune.
I giovani del Battaglione arrivarono fin sotto le mura di Corinaldo, ma la controffensiva dei tedeschi ebbe il sopravvento e il sottotenente Alfonso Casati alla testa dei suoi uomini, benché ferito a morte, continuava ad incitarli al combattimento nel tentativo di liberare Corinaldo.
Al sottotenente Alfonso Casati, figlio di Alessandro Casati, Ministro della Guerra nel secondo governo presieduto da Ivanoe Bonomi, venne concessa alla memoria la medaglia d’oro al Valor Militare.
Al nome del giovane è stata intitolata a Corinaldo una Fondazione per gli studi storici, che tra l'altro ha pubblicato le sue Lettere dal Fronte mentre, molti Comuni della Brianza, terra d'origine dei Casati, gli hanno intitolato vie, scuole, palestre. A Milano, in via Soncino, sul palazzo Casati-Stampa, dove il giovane abitava, è stata apposta una lapide, che ne ricorda il sacrificio per la libertà.

Contenuti

Iscrizioni:
S. TENENTE
ALFONSO CASATI
MEDAGLIA D'ORO " alla memoria"
Volontario della nuova guerra di reden
zione contro il tradizionale nemico, duran
te un arduo ciclo operativo dava ripetu
te prove di altissima abnegazione e di co
stante sprezzo del pericolo. Comandan
te di un plotone mitraglieri nel corso
di un aspro combattimento si lanciava al
la testa dei propri uomini in ripetuti at
tacchi e contrattacchi contro importanti
posizioni tenacemente difese da forti nu
clei tedeschi, riuscendo dopo una strenua
e cruenta lotta ad eliminare la Resistenza avver
saria. In una successiva azione si offriva volonta
riamente di partecipare ad una rischiosa impresa
per la conquista di un importante centro abitato
saldamente presidiato dal nemico. Determinatasi
una sosta nell’attacco a causa dell’intensissimo
fuoco della difesa, non esitava a portarsi con un
esiguo nucleo di animosi in zona dominante e sco
perta allo scopo di attirare su di sé l’attenzione del
nemico ed agevolare col fuoco delle proprie armi
i movimenti dei reparti attaccanti. Benché fatto
segno alla micidiale reazione tedesca e conscio
dell’inevitabile sacrificio, non desisteva nel nobile
intento, ed ergendosi fieramente in mezzo al fra
gore della battaglia continuava la propria efficace
azione, infliggendo perdite notevoli all’ avversario
mentre il successo coronava l’azione. Colpito a
morte continuava a incitare con la parola e col
gesto i propri uomini a lotta, offrendo a tutti il
nobilissimo esempio di un eroico trapasso.
Belvedere Ostrense-Corinaldo
21 Luglio - 6 Agosto 1944
Simboli:
Informazione non reperita

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Informazione non reperita

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