3582 - Cippo al capitano Salvatore Valerio – Matelica

Il cippo ricorda il sacrificio del Capitano Salvatore Valerio che il 24 marzo 1944 (lo stesso giorno del massacro delle Fosse Ardeatine a Roma) durante un’azione di rappresaglia contro i partigiani messa in atto dai nazi-fascisti, morì con le armi in pugno per trattenere il nemico e favorire così la fuga di alcuni giovani partigiani cui aveva ordinato di mettersi in salvo nella boscaglia, vista l’impari lotta. Il cippo, chiamato Monumento del Capitano, è stato ricavato modellando un piccolo masso di pietra naturale presente nel luogo. Esso ha una forma leggermente trapezoidale con un bordo in pietra in corrispondenza degli spigoli anteriori. Su di un lato si trova la lastra in marmo che ricorda il Capitano Salvatore Valerio, sormontata da una croce in pietra. Oltre ad una iscrizione riporta la foto del Capitano Salvatore Valerio. La recinzione a pianta quadrata che lo circonda è in legno.

Questa Pietra della Memoria è ubicata in montagna (prati di Gagliole, in località Pantani di Matelica al confine dei territori dei Comuni di Gagliole, Matelica e S. Severino Marche), nel luogo dove avvennero i fatti.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Località montana Pantani di Matelica
Indirizzo:
Località montana Pantani di Matelica (Prati di Gagliole)
CAP:
62024
Latitudine:
43.275967800456
Longitudine:
13.079530745745

Informazioni

Luogo di collocazione:
Ubicato in montagna, in una area verde in corrispondenza dei Prati di Gagliole in località Pantani di Matelica, al confine dei territori dei Comuni di Gagliole, Matelica e S. Severino Marche.
Data di collocazione:
Anni '50/'60 (data precisa non disponibile dalle fonti in possesso).
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Il cippo, chiamato Monumento del Capitano è stato ricavato modellando un piccolo masso di pietra naturale presente nel luogo. Esso ha una forma leggermente trapezoidale con un bordo in pietra in corrispondenza degli spigoli anteriori. Su di un lato si trova la lastra in marmo che ricorda il Capitano Salvatore Valerio, sormontata da una croce in pietra. Oltre ad una iscrizione riporta la foto del Capitano Salvatore Valerio. La recinzione a pianta quadrata che lo circonda è in legno.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Matelica
Notizie e contestualizzazione storica:
Durante un'imponente azione di rastrellamento e rappresaglia messa in atto dai nazi-fascisti il 22-25 marzo 1944, con uno schieramento di oltre 2000 uomini nell'area del massiccio del S. Vicino da tempo tenuta sotto mira per le numerose formazioni partigiane che vi operavano, il Capitano Salvatore Valerio che dopo l’8 settembre 1943 si era unito alle formazioni partigiane del S. Vicino, si trovò a fronteggiare con alcuni giovani partigiani le truppe nazi-fasciste che provenivano da S. Severino Marche. Vista l’imponenza del nemico che si trovarono di fronte, con atto di coraggio il Capitano ordinò ai giovani partigiani di mettersi in salvo nella boscaglia, mentre egli, trattenendo il nemico nel conflitto a fuoco, faceva così guadagnare strada ai compagni in fuga. Esaurite le munizioni, il Capitano Salvatore Valerio, invece di arrendersi, lanciò contro i nazi-fascisti la propria arma ormai inutilizzabile e cadde colpito a morte. Aveva 37 anni. Medaglia d'oro al Valor Militare.

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IN MEMORIA DEL SACRIFICIO
DEL CAP.no VALERIO SALVATORE
NATO A NAPOLI IL 23.9.1907
CADUTO SU QUESTO SUOLO IL 24.3.1944
NELLA LOTTA CONTRO IL NAZI-FASCISMO
Simboli:
Sul lato del cippo con la lastra contenente l'iscrizione e la foto del caduto c'è una piccola croce in pietra.

Altro

Osservazioni personali:
Ogni anno, in occasione della Festa della Liberazione del 25 aprile, il "Monumento del Capitano" è meta di manifestazioni pubbliche e cerimonie commemorative organizzate dall’ANPI-Sezione Intercomunale "24 marzo”, dall’Istituto Storico della Resistenza di Macerata e dai Comuni della zona (Matelica, Gagliole e S. Severino Marche) alle quali partecipano le Associazioni Combattentistiche e d'Arma, fra le quali l'Anmig (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra).

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