3307 - Lapide al Capitano Domenico Picca – Molfetta (BA)

Lapide commemorativa in memoria del Capitano Domenico Picca, eroe molfettese decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria nella Grande Guerra. La lapide è posta al centro della facciata del palazzo in cui risiedeva la famiglia Picca, estattamente in corrispondenza del balcone del primo piano; l’edificio è situato nella via a lui dedicata e prima denominata, nel gergo locale, “Sott’ a la Port”ad indicare la settecentesca porta della città su via di Bisceglie prospiciente il cosiddetto “Pozzo dei cani”.

La lapide rettangolare in marmo bianco è sormontata da una cornice con al vertice due occhielli aventi al centro un fiore di otto petali. Nella parte superiore è posto orizzontalmente il bassorilievo di un gladio con elsa a forme geometriche ortogonali, impugnatura di forma conica con profonde venature longitudinali e con piastra esagonale alla base. L’impugnatura ed il vertice dell’arma insistono su due rispettivi rettangoli più profondi con scolpite, all’interno, delle foglie di palma. La parte centrale dell’arma è ricoperta da un ramo d’alloro, con larghe foglie e bacche, che l’avvolge con un movimento ad onda.

Al centro campeggia un medaglione concavo cui fa da cornice circolare un disco sovrapposto con otto punzoni marmorei. All’interno del medaglione, dalla profondità conica/semisferica, la nuda effigie a sbalzo dell’eroe è raffigurata dal suo profilo sinistro, con il volto ed il collo proteso verso l’osservatore, col mento corrucciato e lo sguardo fiero e vigile.

Il medaglione si protende nella parte bassa della lapide dove è affiancato e separato dalle due basi del marmo, a forma di colonna, che servono a reggere l’intera struttura sui due sostegni bronzei;  la lapide è fissata alla parete anche per mezzo di due punzoni bronzei aventi l’estremità a punta di diamante.

La lapide è opera del celebre scultore molfettese Giulio Cozzoli.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Domenico Picca, 96
CAP:
70056
Latitudine:
41.203414480909835
Longitudine:
16.596233053793753

Informazioni

Luogo di collocazione:
Parete esterna di edificio prospiciente la strada intitolata all'eroe
Data di collocazione:
1923
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Lastra di marmo bianco con sostegni e punzoni di struttura in bronzo.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Molfetta
Notizie e contestualizzazione storica:
Domenico Picca
Medaglia d'Oro al Valor Militare (alla memoria).
Domenico Cataldo Luigi Picca nacque a Molfetta (BA) il 18 giugno 1882 dall'avv. Giuseppe Picca e dalla signora Maria Giuseppina Valente. Dopo aver frequentato il Regio Liceo di Molfetta si iscrisse alla facoltà di ingegneria industriale del Politecnico di Milano. Al terzo anno sospese gli studi per frequentare il corso allievi Ufficiali a Napoli. Congedatosi con il grado di sottotenente di complemento, fu vincitore di concorso per Ufficiale di Dogana. Nel 1912, all'inizio della guerra di Libia, fu incaricato di istituire la ricevitoria di Dogana prima ad Homs e poi a Slyten. Qui diventò molto amico degli Ufficiali e dei bersaglieri del 6° Reggimento comandato dall'allora Maggiore Maggiotto, autore del famoso silenzio fuori ordinanza, di cui illustrò le gesta in numerosi articoli pubblicati sul "Giornale d'Italia". Allo scoppio della prima Guerra Mondiale non esitò un attimo a rispondere all'appello accorrendo entusiasta a dare il suo contributo alla Patria. Ufficiale di notevole ascendente, fu assegnato al 139° Reggimento di fanteria della Brigata "Bari" dove ottenne subito la promozione per merito di guerra prima a Tenente e poi a Capitano prendendo parte a tutte le azioni più difficili ed importanti della controffensiva del 1916. La sua energia e l'innata bontà gli valsero subito la stima dei superiori, ma ancor più dei subordinati che lo seguivano entusiasti nelle imprese più ardite e pericolose. Le ottime qualità di comando, il coraggio e l'ardimento dimostrato nelle battaglie gli furono ampiamente riconosciuti con encomi solenni, decorazioni e lettere di profonda stima dimostratagli dagli amici Ufficiali e dai superiori. Nel luglio 1916, per breve tempo, tornò in licenza nella città natale trascorrendo il proprio tempo libero presso il Comitato di Assistenza Civile dove era solito raccontare i fatti d'arme cui aveva partecipato esaltando il valore e l'ardimento dei soldati italiani. Rientrato al reparto, dopo la vittoriosa controffensiva del Trentino, assunse il comando del II Battaglione. L' 11 ottobre del 1916, al comando del suo battaglione, durante una lunga azione sul Carso, si lanciava alla conquista di una munita posizione avversaria, catturando molti prigionieri. Benché ferito da una scheggia sul viso, il 1° novembre, ripreso l’attacco, condusse ancora l’azione alla testa dei suoi soldati, con coraggio ed ardimento conquistando altre importanti posizioni nemiche. Alle ore 14.30 del 2 novembre, su Quota 144, mentre provvedeva al rafforzamento e consolidamento delle posizioni raggiunte, un proiettile nemico di calibro 305 lo colpì in pieno troncandogli la vita e riducendo a brandelli il suo corpo e quello di altri 4 Ufficiali e 32 soldati che lo seguivano nell'azione. Nei giorni seguenti i compagni superstiti cercarono di ricomporre i suoi resti mortali e li trasportarono nel cimitero di dolina Kantzler presso Doberdò, dove furono raccolti i resti dei caduti di quella triste giornata.
L' 11 maggio 1921 la salma, riesumata, fu trasportata nel cimitero militare n. 2 di Cava di Selz, presso Monfalcone. Il 5 agosto del 1923 fece definitivamente ritorno nella città natale.

TESTAMENTO OLOGRAFO RINVENUTO NEL TACCUINO
Vado contro al nemico con animo sereno ed a cuore fermo per la
salvezza e la gloria dell'Italia nostra. Mando un saluto
affettuosissimo ai miei fratelli che combattono e combatteranno
per la stessa grande e santa causa; abbraccio sul mio cuore il mio
vecchio padre, e lo esorto ad essere forte nella sventura, e ad essere
orgoglioso del contributo di sangue dato dalla nostra famiglia.
Abbraccio tutti di casa, sorelle, Peppina, zii e zie, nonna e cugini.
Che il mio ricordo sia a tutti di esempio.
Settembre 1916.
Viva l'Italia!
Domenico Picca

Contenuti

Iscrizioni:
Alla sinistra del medaglione:
DOMENICO PICCA
D'ALTI SENSI ADORNO
IN QUESTA CASA SORRISE ALLA
VITA IL MDCCCLXXXII

Alla destra del medaglione:
CONDOTTIERO IMPAVIDO
PER LA GRANDE ITALIA
LA BALDA GIOVINEZZA
IMMOLÒ SUL CARSO
IL MDCCCCXVII
Simboli:
Il Gladio. Le foglie di palma. Il ramo d'alloro con foglie e bacche. Fiori sbocciati. Bassorilievo dell'eroe.

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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