807 - Lapide con bollettino guerra 1268 all’ex caserma Minervio di Spoleto

La targa riporta il Bollettino della Vittoria, il numero 1268, firmato Armando Diaz. E’ collocata nell’atrio della ex caserma Minervio a  Spoleto

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via dell' Anfiteatro
CAP:
06049
Latitudine:
42.7391713
Longitudine:
12.737737100000004

Informazioni

Luogo di collocazione:
Via Anfiteatro, atrio ex Caserma Minervio
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo
Materiali (Dettaglio):
Bronzo
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
L'area è stata acquisita dal Comune
Notizie e contestualizzazione storica:
Il complesso dell'ex caserma Minervio comprende il Monastero della Stella, l'Anfiteatro Romano, il Monastero del Palazzo e la Chiesa di San Gregorio Minore e, dopo il decreto Pepoli è stato sede dell'Ufficio del Genio Militare e dei magazzini militari. Ora parte è diventato Auditorium (ex chiesa di SS Stefano e Tommaso) il resto attende di essere restaurato.

Contenuti

Iscrizioni:
« Comando Supremo, 4 novembre 1918, ore 12

La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una czeco slovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.

Il capo di stato maggiore dell'esercito, il generale Diaz »
Simboli:
Attorno alla lapide, come cornice vi sono motivi floreali che culminano, in alto, con una corona.

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Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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