1918 - Lastra alla deportata Malvine Weinberger – Gussago

Lastra marmorea di forma circolare, con incisioni colorate in nero, a ricordo di Malvine Weinberger, arrestata a Gussago (Brescia). Venne deportata nel campo di sterminio di Auschwitz. Non sopravvisse alla Shoah.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Piedeldosso
Indirizzo:
Via Larga, 18
CAP:
25064
Latitudine:
45.5960797
Longitudine:
10.158191100000067

Informazioni

Luogo di collocazione:
Lato strada
Data di collocazione:
25/01/2013
Materiali (Generico):
Marmo
Materiali (Dettaglio):
Marmo di Botticino
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comitato unitario permanente antifascista (CUPA) di Gussago
Notizie e contestualizzazione storica:
L’idea di ricordare con una lastra commemorativa Malvine Weinberger, arrestata a Gussago il 3 dicembre 1943 e uccisa ad Auschwitz il 26 febbraio 1944, nacque dopo la presentazione del libro di Marino Ruzzenenti “La capitale della RSI e la Shoah. La persecuzione degli Ebrei nel Bresciano (1938-1945)”.
La sezione bresciana dell’Associazione nazionale degli ex deportati (ANED), con la collaborazione del Comitato unitario permanente antifascista e del Comune di Gussago, nella strada davanti alla casa dove abitava l'ebrea austriaca ha posato la pietra scolpita dagli allievi della Scuola professionale Vantini di Rezzato.

Contenuti

Iscrizioni:
MALVINE WEINBERGER QUI ABITAVA
DEPORTATA IL 3.12.1943
UCCISA AD AUSCHWITZ IL 26.2.1944
Simboli:
Non sono presenti simboli

Altro

Osservazioni personali:
Noi, ragazzi della Scuola Vantini, scolpiamo il ricordo sulla pietra con il cuore

Quest’anno le classi terze della scuola professionale Rodolfo Vantini di Rezzato (Brescia), hanno intrapreso un percorso per ricordare le vittime della follia di un folto gruppo di persone, le vittime dei lager nazisti. Per meglio conoscere il tema, oltre alle lezioni frontali in classe, l’istituto ha organizzato una serie di incontri finalizzati ad approfondire il tema della Shoah.
Di grande interesse, è stata la conferenza tenuta dallo storico Marino Ruzzenenti, che ha illustrato le origini dell’odio verso gli ebrei. Il professore ha messo in evidenza che la responsabilità della Shoah non può essere attribuita alla sola mente di un folle, ma ad un’ampia cerchia di persone che lo hanno sostenuto. Ha poi parlato dei rastrellamenti, delle deportazioni di massa e delle leggi razziali del 1938 che hanno sconvolto la vita di moltissime persone tra cui quella di Alberto Dalla Volta (ebreo di origini mantovane, residente a Brescia e amico di Primo Levi, con il quale condividerà l’esperienza del lager) e di Malvine Weinberger, un’ebrea austriaca sessantaduenne, arrestata a Gussago il 3 dicembre 1943. La nostra classe sta scolpendo una Pietra della memoria, in altre parole un simbolo, per ricordare la vicenda di Malvine, che fu deportata ed eliminata al suo arrivo ad Auschwitz il 26 febbraio 1944.
Ci siamo ispirati alle Stolperstein (pietre d’inciampo), opere realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig, che tentano di ricordare le vittime dei lager, come è stato ampiamente illustrato dall’artista durante la conferenza tenutasi presso l’auditorium San Barnaba a Brescia, a cui la nostra scuola ha partecipato. Le pietre di Demnig generalmente vengono collocate in prossimità delle abitazioni delle persone deportate e uccise nei campi di sterminio per far sì che il loro nome non venga dimenticato. Nome che viene inciso direttamente su sampietrini di ottone quadrati, insieme alle date di nascita, deportazione e morte della persona.
Quando ci è stato chiesto di progettare la nostra Pietra della memoria, i primi schizzi tendevano a mettere in evidenza il dolore e la tragicità della deportazione.
Successivamente, dopo aver approfondito l’argomento, abbiamo preferito lavorare su una forma semplice, priva di simbologie esplicite come la stella di Davide, la svastica o il filo spinato. Il progetto finale, infatti, è scandito da semplici motivi geometrici, finalizzati a completare un oggetto che celebri non il dolore, ma la dignità di Malvine. Invece del quadrato abbiamo preferito il cerchio, forma pura e priva di spigoli, che per questo si conserva meglio nel tempo, preservando così il ricordo. E’ stato scelto il marmo di Botticino invece dell’ottone perché questo materiale pregiato rappresenta il nostro territorio ed è secondo noi più adatto per realizzare un monumento commemorativo come questo.
Noi, ragazzi della Vantini, scolpiremo una Pietra della memoria per Malvine Weinberger, per ricordare la sua vita, e se lo faremo con il cuore lo dobbiamo al signor Biagio Milanesi, membro dell’ ANED, che il suo cuore ce l’ ha donato in sole due ore. Biagio si presenta come una persona esile, ma dal carattere forte e quando inizia a raccontare la sua storia di ex deportato si viene rapiti da quegli occhi pieni di ricordi e da quelle parole, tanto da non riuscire a scriverle sugli appunti.
Questa esperienza è stata per noi un’opportunità, non solo per conoscere i risvolti più atroci del periodo nazista e fascista, ma anche per lasciare il nostro segno concreto nella pietra e nella storia, affinchè tutto questo non si ripeta.
Dicembre 2012.

Chiara Bondoni, Luca Duina, Davide Lazzaroni, Asjad Zohaib, Matteo Bellina, Andrea Bianchetti, Marta Gramatica, Redon Sadiku, Marco Silvestrelli, Larissa Ton.

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