154580 - Monumento ai Caduti di Montalbano Elicona nella Grande Guerra

Il monumento ricorda i Caduti di Montalbano Elicona (ME) nella Grande Guerra. E’ un’opera d’arte scultorea che raggiunge l’altezza di oltre sei metri, rappresenta una figura femminile alata che sorregge e bacia  un soldato morente; ai loro piedi rami con foglie di quercia e di alloro, insieme ad un fucile, a una bandiera e ad un elmetto “Adrian 16”. Sui prospetti laterali del cippo sono indicati i caduti nel periodo 1915 e 1918 e l’anno “V” dell’era fascista (29 ottobre 1926–28 ottobre 1927).

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Montalbano Elicona
Indirizzo:
Piazza Maria S.S. della Provvidenza
CAP:
98065
Latitudine:
38.023478
Longitudine:
15.013735

Informazioni

Luogo di collocazione:
Piazza del Convento dei Domenicani e del Municipio, intitolata poi a Umberto I. Oggi la Piazza è dedicata a Maria SS. Della Provvidenza, ma nella cultura popolare è conosciuta come “ u chianu ru monumentu”.
Data di collocazione:
Maggio 1928
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Basamento in pietra a gradini; cippo quadrangolare realizzato in pietra e marmo travertino bianco di Carrara, anelli in bronzo.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Montalbano Elicona
Notizie e contestualizzazione storica:
Sui prospetti laterali del cippo è indicato l’anno “V” dell’era fascista (29 ottobre 1926–28 ottobre 1927).Il Monumento è stato modificato nel corso del tempo ; infatti, dalle foto d’epoca si evince l’originaria presenza di una decorazione bronzea applicata sul plinto di una elegante recinzione in ferro battuto . Si tratta di una delle numerose produzioni della ditta Cav. Giuseppe Ciocchetti di Roma titolare degli stabilimenti “L’arte funeraria” sulla via Tiburtina e ne porta scolpita la provenienza sul basamento parte sinistra.Intorno agli anni venti, la cittadinanza di Montalbano desiderosa di dare simbolica sepoltura ai numerosi dispersi nelle maglie della guerra spietata, decise di scegliere un’opera commemorativa tra quelle prodotte da rinomati scultori delle Scuole Fiorentine e Romane, seguaci delle tradizioni dell’arte di Michelangelo. Nonostante il costo esorbitante, la realizzazione fu resa possibile in quanto, oltre al contributo ministeriale del periodo fascista, i cittadini più possidenti raccolsero fondi ad hoc per appagare l’esigenza artistica e culturale oltre che sociale e patriottica. Sulla fiancata posteriore, negli anni 2000 a cura e spese dell’Amministrazione comunale del tempo, sono stati aggiunti i nomi dei soldati montalbanesi caduti o dispersi nel conflitto mondiale 1940/1944. Complessivamente n. 19 uomini.

TESTIMONIANZE DI PARENTI DEI CADUTI
Delle interviste riportiamo quella realizzata alla figlia del Sergente Stefano Giuseppe Filippo, la signora Angela,la prima di cinque figli rimasti orfani di guerra .Quando il signor Stefano partì, la figlia aveva solo sette anni, ma ricorda molto bene il padre, uomo affettuoso,a volte un pò nervoso, ma pronto a sacrificarsi pur di non far mancare niente ai figli. Lavorava sia come calzolaio che come muratore, partì a malincuore, lasciando 4 figli e la moglie incinta. La signora ricorda quanto le rimane della vita di una persona che l’avrebbe dovuta aiutare a crescere, con dedizione severità, ma soprattutto con l’amore insostituibile di un padre. Aveva 31 anni quando partì,venne mandato prima in Albania,a Santa Linfa,poi a Stalingrado in Russia.In due mesi ha scritto due cartoline, le lettere non erano consentite, per motivi di censura. I figli conservano ancora questi due scritti,quali reliquie di inestimabile valore.

Del soldato Simone Salvatore ci parla la sorella Concetta. Partito nel 1942,all’età di 19 anni, andò in Russia scriveva spesso, l’ ultima lettera diceva: “ Cari genitori, qui c’è fuoco da tutte le parti”.Era un ragazzo buono, serio,disposto a fare qualsiasi lavoro, pur aiutare la famiglia. La signora Concetta ne ricorda la bella voce e un episodio : Salvatore chiese ai fratelli minori cosa volessero, “in regalo”, al suo ritorno,la sorella chiese un ombrello che, purtroppo, non è mai arrivato, come lui. “Partì per difendere noi, per difendere la patria, anche se aveva paura, ma quello è stato il suo destino”, ci dice la sorella.

Il soldato Limina Luigi è ricordato dal fratello Filippo. Era un carabiniere di 19 anni, prestava servizio a S.Eufemia D’Aspromonte, Partì nel 1940, andò prima in Albania, poi in Grecia. Faceva parte del terzo Battaglione dei carabinieri, abbattuto nel 1941 in seguito alle ferite riportate fu trasferito in un ospedale provvisorio, morì in Italia, a Rimini.

Furnari Giuseppe partì a 19 anni, il 19 maggio 1943, per andare in Croazia. Dopo l’armistizio – cercò di scappare insieme ad altri 3 compaesani, non riuscì a proseguire, tentò di ritornare al campo, ma fu ferito gravemente. Morì nell’ ospedale di Zara e nel 1964 i resti furono portati a Montalbano. “Ho lottato 50 anni, per avere questa lapide” dice il fratello, che all’inconsolabile dolore unisce un sentimento di amarezza, scaturito dalla trascuratezza si fronte a un tale sacrificio. Ora, finalmente, si è realizzato il legittimo desiderio di un riconoscimento che, se non serve a restituire una vita, vale a dare un senso al sacrificio di chi, per una causa comune, ha spezzato la propria esistenza.

Il soldato Lenzo Carmelo era nato il 31 gennaio 1922, all’età di 20 anni partì per prestare il servizio militare,da lì fu costretto ad andare in Russia. Per quasi un anno inviò delle lettere ai familiari, poi anche queste cessarono e si spezzò l’ ultimo contatto. Quel silenzio fu , per i parenti, sinonimo di morte .La salma è stata trasportata a Montalbano,insieme a quella di un altro combattente morto in guerra, il 16 aprile 1993.
Testimonianza di Vincenzo Santalucia Ispettore di Polizia Municipale Montalbano Elicona :
Il soldato Simone Nicola, mio zio materno, morto per congelamento nell’ospedale campale di Voroshoilovgrad (Ucraina) prima della partenza per la campagna di Russia, mandato per pochi giorni in congedo a Montalbano, profeta del suo futuro, donò i suoi possedimenti ai genitori consapevole che il suo destino era segnato. Malgrado disponevo del numero di tomba in cui era stato sepolto ed il mio interessamento col Ministero della Difesa per riportare i resti in terra natia incaricati del Ministero stesso rispondevano:
“da escursione sul posto si relaziona che nei luoghi cimiteriali attigue all’ex ospedale campale è stato costruito un ospedale civile con strade e vialetti e non insistono più le tombe. Si allegano le foto”.

- L’anziano prete Mons. Benedetto Rotella allora giovane seminarista, ricorda ancora la parata militare in divisa giallo-verde nella Piazza locale prima della partenza per la campagna bellica, la paura impressa nei volti dei soldati e la timida ed ultima richiesta di benedizione all’Arciprete del tempo.

SIMBOLOGIA DELL'OPERA STATUARIA. La scultura di Ciocchetti è uno dei rari esempi d’arte dedicata alla guerra, che non rievoca azioni militari. L’immagine dell’Angelo e del soldato a tutto tondo,comincia con l’indefinibilità del luogo e Il simbolismo assume toni di grande intensità nel confronto fra la vita eterna dell’Angelo e quella terrena finita del soldato ma che merita una salvezza più grande; la definizione dei particolari del soldato con il suo armamento è minuziosa, ma quasi ironica di fronte all’inutilità di averlo posseduto. Lo sviluppo verticale a piramide ha il compito di alzare il corpo verso il cielo,affidato alla sagoma di un’ala dell’Angelo protesa verso l’alto. Il corpo del soldato senza vita afflosciato e dal braccio cadente, sostenuto solo dall’Angelo, richiama nei dettagli inquietanti “la Pietà” di Michelangelo; il bacio delicato e quasi consolatore dell’Angelo sul capo del soldato, suggella il gesto pietoso. Guardando la scultura nel suo insieme, si vede una vita che cambia direzione, diventa eterea ed entra nel novero degli eroi. Lo sviluppo dell’opera quindi, segue il tema del finito e dell’infinito, del conosciuto dai sensi e dell’ignoto dello spirito al quale solo la Fede può dare serenità. Non è quindi un sito cimiteriale, ma un simbolo che deve sollecitare gli animi con il suo elevato valore morale.







Contenuti

Iscrizioni:
Lapide frontale
MONTALBANO
ELICONA
AI SUOI PRODI CADUTI
Prospetto principale
Lapide commemorativa poggiata su basamento
AL VICEBRIGADIERE DEI CARABINIERI
SALVATORE DISTEFANO
NATO A MONTALBANO ELICONA IL 9-8-1921
CADUTO IN AGRO DI MONREALE “PA”IL 27-9-1951
MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR
MILITARE ALLA MEMORIA
4 NOVEMBRE 1998
Prospetto posteriore
SECONDA GUERRA MONDIALE
COLONNA DI SINISTRA
SERGENTE STEFANO GIUSEPPE
FILIPPO
SOLDATO ARAGONA GIUSEPPE
“ “ ARLOTTA NICOLA
“ ” CELI SALVATORE
“ “ FIORE GIUSEPPE
“ ” FURNARI GIUSEPPE
“ ” GRANATA GAETANO
“ ” LENZO CARMELO
“ ” LIMINA LUIGI
COLONNA DI DESTRA
SOLDATO LISI NICOLA
“ ” MIRENDA FILIPPO
“ ” NASISI FILIPPO
“ ” PRESTI NICOLO’
“ ” RANERI ROSARIO
“ ” SACCA’ TINDARO
“ ” SIMONE NICOLA
“ ” PARASILITI ANTONINO
“ ” MILLEMACI ANTONINO
LATO SINISTRO
NON LEGGIBILE
LATO DESTRO
(NON LEGGIBILE )FILIPPO
(NON LEGGIBILE)TEODORO
FARANDA (NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE) NICOLA
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE)
(NON LEGGIBILE)

Simboli:
Cippo quadrangolare decorato in basso con fregio vegetale;
Figura femminile alata:vittoria e iconologia funebre tradizionale;
Soldato morente con ai piedi rami con foglie di quercia e alloro:gloria eterna;
Fucile, bandiera, Elmetto “Adrian” 16;

Altro

Osservazioni personali:
Il 19.04.2019 è stato compiuto un atto oltraggioso nei confronti del monumento. Atto condannato dalla ANMIG sezione provinciale.

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