919 - Monumento alla resistenza di Ancona al parco del Pincio

I.C. Novelli Natalucci – Il monumento rappresenta l’insieme dei valori unitari e antifascisti che hanno tenuto e tengono ancora unito il paese, realizzato in perpetua memoria dei Caduti della resistenza anconetana durante la seconda guerra mondiale. E’ un’opera di grande rigore ed efficacia realizzata in bronzo che rappresenta un uomo appeso per le braccia ad un ramo di un albero stilizzato a sembianze umane, con al lato opposto un uccello posato sul ramo. La scultura è opera di Pericle Fazzini, nato a Grottammare nel 1913 e morto a Roma nel 1987.

I.C. Scocchera – Il monumento alla Resistenza posto nella cornice del paesaggio naturale del Parco del Pincio, ha dato vita ad un luogo molto suggestivo. L’area occupata si estende per circa 3800 mq ed è caratterizzata da un dislivello di circa 13.50 m, tra la quota di via Circonvallazione (96.50 slm) e quella su via Vittorio Veneto (83.00 slm), dove un imponente cancello, opera scultorea dell’artista Giovanna Fiorenzi, segna l’ingresso.

Scuola Media Venerini – Complesso di 16 lastre commemorative in bronzo a ricordo dei principali eventi bellici vissuti dalla città di Ancona dal 1922 al 1945. Culmina nel grande monumento alla Resistenza.

NOTA STAFF-PIETRE: Questo complesso monumentale è stato censito dagli studenti dell’I.C. Novelli Natalucci, I.C. Scocchera, Scuola Media Venerini nell’ambito della prima edizione marchigiana del concorso Esploratori della Memoria.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Vittorio Veneto, zona Borgo Rodi
CAP:
60100
Latitudine:
Longitudine:

Informazioni

Luogo di collocazione:
La scultura è collocata all'interno del "Parco del Pincio" in un suggestivo punto panoramico sovrastante il cuore storico della città, nel quartiere di Borgo Rodi.
Data di collocazione:
17/10/1965
Materiali (Generico):
Bronzo, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
L'opera è realizzata interamente in bronzo ed è stata posata sopra un basamento in cemento armato. Lungo in vialetto di accesso sono poste 16 lapidi con testi di Franco Antonicelli.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Ancona
Notizie e contestualizzazione storica:
Il progetto di ambientazione del Monumento alla Resistenza nel Parco del Pincio è stato realizzato nel 1965 dall'arch. Paola Salmoni di Ancona in collaborazione con l'architetto-paesaggista Gilberto Orioli di Cesena.
Per la collocazione della scultura di Pericle Fazzini, realizzata a perpetuo ricordo dei caduti della Resistenza anconitana, fu scelto un suggestivo punto panoramico sovrastante il cuore storico della città, nel quartiere di Borgo Rodi.
Il progetto, pensato per accogliere ed esaltare il monumento nella cornice del paesaggio naturale del Parco del Pincio, ha dato vita ad un luogo tutt'oggi molto suggestivo.
L'area occupata dal "Monumento alla Resistenza" si estende per circa 3.800 mq ed è caratterizzata da un dislivello di circa 13.50 m, tra la quota di via Circonvallazione (96.50 slm) e quella su via Vittorio Veneto (83.00 slm), dove un imponente cancello, opera scultorea dell'artista Giovanna Fiorenzi, segna l'ingresso all'area.
La sistemazione architettonica del Monumento si inserisce armonicamente nel paesaggio integrandosi con gli elementi storico-architettonici e ambientali preesistenti, come il Rivellino della fortificazione ottocentesca a nord e la pineta a sud.
Il progetto di ambientazione del Monumento è costituito di elementi semplici ed incisivi, caratteristica che si riflette anche nella scelta dei materiali:
• i setti e i gradoni di cemento a vista che scandiscono la salita
• le lastre in ferro brunito che contengono i Memorials della Resistenza
• le piattaforme di sosta
• gli elementi arborei pensati come parte integrante dell’architettura.
Questi elementi si accostano e si sfrangiano, in un disegno equilibrato, sino a raggiungere la statua, lungo il suggestivo ‘percorso della memoria’, vero protagonista della composizione.
Il percorso, che partendo da via Veneto conduce al Monumento, è stato pensato come una successione di ‘pause’ poste a quote differenti; ad ognuna di esse corrisponde un momento di riflessione; si sviluppa lungo la massima pendenza attraverso gruppi di gradoni appoggiati al terreno, ed è ‘segnato’ da imponenti setti di cemento. Su alcuni di essi, in corrispondenza delle piattaforme di sosta, sono fissate 16 lastre in ferro brunito, che riportano, come sulle pagine di un libro perenne, la storia degli eventi della Resistenza della ‘gente anconitana’ dal 1922 al 1945.

Contenuti

Simboli:
Sul basamento di cemento è riportata la seguente frase :
LA REPUBBLIA
SORTA DALLA RESISTENZA
SI GLORIA DELLA SUA ORIGINE

Il gruppo in bronzo di Fazzini rappresenta l’insieme dei valori unitari e antifascisti che hanno tenuto e tengono ancora unito il paese. E un opera rigorosa ed efficace che non ha niente a che vedere con la tristezza funerea di certi monumenti , è un forte grido di libertà.

Altro

Osservazioni personali:
NOTA STAFF-PIETRE: Questo complesso monumentale è stato censito dagli studenti dell'I.C. Novelli Natalucci, I.C. Scocchera, Scuola Media Venerini nell'ambito della prima edizione marchigiana del concorso Esploratori della Memoria.

Scuola Media Venerini
Lo stato complessivo delle lastre, fatte salve solo poche di esse, non è affatto buono. Nella maggior dei casi esse presentano un'alterazione della superficie in bronzo stessa dovuta all'esposizione agli agenti atmosferici. Sono invece prodotto dell'inciviltà dei cittadini i graffiti fatti con bombolette spray che si notano in tante lastre del ciclo così come sono segno della noncuranza dell'amministrazione pubblica le tante erbacce che lambiscono le lastre e il non funzionamento di alcuni punti di illuminazione.

I.C. Novelli Natalucci
Il monumento realizzato da Pericle Fazzini in bronzo è molto bello e significativo, dà proprio l'impressione della sofferenza dell'individuo legato per le braccia ad un albero triste e spoglio con un uccello appollaiato su di un ramo che sembra attendere la sua morte.
L'opera è intatta e ben conservata. Le 16 tavole del vialetto d'accesso spono state oggetto invece di vandalismo, numerosi graffiti e sfegi sulle iscrizioni che talvolta sono poco leggibili.

I.C. Scocchera
La sistemazione architettonica del Monumento si inserisce armonicamente nel paesaggio integrandosi con gli elementi storico-architettonici e ambientali preesistenti, come il Rivellino della fortificazione ottocentesca a nord e la pineta a sud. Il progetto di ambientazione del Monumento è costituito di elementi semplici ed incisivi, caratteristica che si riflette anche nella scelta dei materiali:
i setti e i gradoni di cemento a vista che scandiscono la salita le lastre in ferro brunito che contengono i Memoriali della Resistenza gli elementi arborei pensati come parte integrante dell'architettura.
Questi elementi si accostano e si sfrangiano, in un disegno equilibrato, sino a raggiungere la statua, lungo il suggestivo ‘percorso della memoria, vero protagonista della composizione. Il percorso, che partendo da via Veneto conduce al Monumento, è stato pensato come una successione di pause poste a quote differenti; ad ognuna di esse corrisponde un momento di riflessione; si sviluppa lungo la massima pendenza attraverso gruppi di gradoni appoggiati al terreno, ed è segnato da imponenti setti di cemento. Su alcuni di essi, in corrispondenza delle piattaforme di sosta, sono fissate 16 lastre in ferro brunito, che riportano, come sulle pagine di un libro perenne, la storia degli eventi della Resistenza della gente anconitana dal 1922 al 1945. Tutta la composizione è sbilanciata verso la pineta rispetto al baluardo delle vecchie mura, da cui lo separa anche un grande prato.

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