155092 - Monumento ai Caduti di San Desiderio, Nasche e Premanico – Genova

Monumento commemorativo ai Caduti, integrato nella struttura della facciata dell’Ostello “Valle dei Giovani” (come si legge in un ovale sopra la memoria). Il monumento è inserito in una nicchia rettangolare a sviluppo verticale. L’opera è composta da:
– un altorilievo raffigurante una figura angelica alata, in posizione ascensionale, che guarda verso l’alto e ha in mano una corona di foglie. Ai suoi piedi sembrerebbe rappresentato un fuoco.
– due grandi lastre di marmo rettangolari poste ai due lati della statua. Quella di sinistra riporta i nomi dei 19 Caduti della Grande Guerra e di 1 Caduto della guerra 1935-36. In quella di destra sono elencati i 26 Caduti e dispersi della seconda guerra mondiale e i 3 Caduti della Resistenza. In basso – a sinistra – è stata aggiunta una piccola lastra di marmo che ricorda un carabiniere vittima del terrorismo degli anni ’70.
– un basamento formato da alcune mensoline di marmo e da una lastra orizzontale su cui è incisa l’iscrizione dedicatoria. La dedica usa una formula che accomuna i caduti di tutte le guerre, sottolineando il legame profondo tra la comunità locale e la storia nazionale.
Davanti al monumento, simmetrici, uno a destra e uno a sinistra, si trovano due vasi marmorei per piante o fiori.

NOTA STAFF PIETRE: La scheda è stata aggiornata in data 22/04/2026 con informazioni, fotografie e commenti forniti dalla scuola Secondaria Vito Scafidi I.C. Busalla Genova.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
San Desiderio
Indirizzo:
Via Ettore Bisagno 70
CAP:
16133
Latitudine:
44.422014866071
Longitudine:
9.0092346995555

Informazioni

Luogo di collocazione:
Nella parete che sostiene la scalinata di accesso all’Ostello. 
Data di collocazione:
28 maggio 1961
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Le lastre sono realizzate in marmo bianco, caratterizzato da una superficie liscia e una colorazione chiara con leggere venature grigie. L’iscrizione della dedica è incisa e riempita di vernice nera. Le iscrizioni dei nomi dei Caduti sono in caratteri di bronzo a rilievo.
La scultura è realizzata in marmo bianco scolpito, con una finitura leggermente più opaca rispetto alle lastre laterali, forse dovuta all'esposizione agli agenti atmosferici. La targa dedicata a M. Tosa è agganciata con quattro borchie in bronzo. La cancellata alla base è in ferro con vernice grigia. In alto sono presenti faretti in metallo e vetro.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Municipio IX Levante
Notizie e contestualizzazione storica:
Prima di diventare un ostello, la struttura ospitava la scuola elementare della zona. La trasformazione in ostello della gioventù è avvenuta successivamente, tra gli anni '60 e '70. La struttura architettonica e lo stile dell'altorilievo sono tipici dei monumenti ai Caduti realizzati tra le due guerre mondiali (anni '20 o '30) per onorare i morti della Grande Guerra, a cui sono stati aggiunti in seguito i nomi dei caduti del secondo conflitto mondiale. Il nome "Valle dei Giovani" dato all'ostello e alla zona circostante deriva proprio dalla presenza storica della scuola e delle attività ricreative dedicate ai ragazzi della valle, creando un contrasto simbolico tra la vitalità dei giovani a cui è dedicato l'edificio e il ricordo solenne dei giovani del passato che hanno perso la vita in guerra. Questa monumento, essendo una memoria dedicata anche ai "combattenti della Libertà", è una tappa tradizionale per le deposizioni di corone d'alloro organizzate dal Municipio IX Levante e dalle sezioni locali dell'ANPI. Spesso la cerimonia coinvolge le frazioni limitrofe di Nasche e Premanico. Recentemente (gennaio 2026), l'edificio dell'ostello è al centro di un progetto di riqualificazione per trasformarlo in un polo di servizi civici per la Valle Sturla. Questo potrebbe portare a una valorizzazione del monumento e a una maggiore partecipazione della cittadinanza alle future commemorazioni. (Secondaria Vito Scafidi I.C. Busalla Genova)

Il carabiniere Mario Tosa e un collega svolgevano il servizio di pattugliamento delle principali arterie urbane di Genova. Il 21 novembre 1979 furono colpiti con 11 colpi di pistola da due terroristi. L'attentato fu rivendicato dalle Brigate Rosse. A Genova sono intitolate al carabiniere Tosa una via, ove è collocata una targa ricordo, e la sede del Comando Compagnia Genova-San Martino, all’interno della quale è dedicata a lui una targa. Ha ricevuto la Medaglia d’oro al valore civile alla memoria. (notizie tratte dal sito Wikipedia)

Contenuti

Iscrizioni:
Lastra a sinistra:
GUERRA 1915-18
CADUTI.
BERTONI DAVIDE
BOERO GIUSEPPE
CROVETTO NICOLO’
DASSORI LUIGI
DELLEPIANE EDOARDO
DRAGO ANGELO
DEL SANTO LORENZO
FASCE GIACOMO
LERTORA NICOLA
MARCENARO GIACOMO
PEDEMONTE EDOARDO
POGGI GIACOMO
POGGI IGNAZIO
ROGGERONE GEROLAMO
SPALLAROSSA VITTORIO
VALLEBONA ATTILIO
VASSALLO LUIGI
VILLA EMANUELE
VILLA G. BATTISTA
GUERRA 1935-36
CAZZULLO GIUSEPPE

CARABINIERE
MARIO TOSA
MED. ORO V. C.
TRUCIDATO B. R.
26-7-1953 – 21-11-1979


Lastra a destra
GUERRA 1940 – 43 -45
CADUTI:
CAVALLO ALESSANDRO
CAVALLO FEDERICO
DANERI CARLO
DANERI ETTORE
GARDELLA CARLO
GROSSO ARMANDO
POGGI DAVIDE
PONZANO MICHELE
RUGAFIORI PARIDE
SOLINAS ANTONIO
DISPERSI:
AGOSTINI GIOVANNI
BEDINELLI LUCIANO
CRESPI CARLO
CROVETTO MARIO
DAMONTE NATALE
DOLCINO GIULIO
ERANIO SILVIO
FRANCO GIOVANNI
GORNI CORRADO
MAMMEI LINO
MANGINI STEFANO
PASCA PIETRO
SCIACCALUGA MARIO
VALLEBONA FRANCESCO
VIGNOLO MATTEO
VOLPI MARIO
PARTIGIANI:
FADDA GIOVANNI
LAGORIO ENRICO
PIRARBA GIUSEPPE


Lastra in basso:
L. BERTOZZI

AI LORO CADUTI PER L’UNITA’ E LA LIBERTA’ DELLA PATRIA
I CITTADINI DI S. DESIDERIO - NASCHE - PREMANICO
28 MAGGIO 1961
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
È un contrasto abbastanza stridente quello che accoglie chi arriva davanti all'ex scuola di San Desiderio. L’edificio oggi si chiama 'Valle dei Giovani' e ha un’aria quasi solare, con quelle sue strisce gialle e bianche che sanno d’estate e di spensieratezza. Eppure, incastonato proprio nel cuore della facciata, si apre un vuoto di silenzio: un monumento che ferma il tempo.
A dominare la scena è un angelo dalle ali immense, scolpito nel marmo bianco. Resta lì, immobile, come una sentinella che veglia su una memoria che non vuole sbiadire. Attorno a lui, sulle lapidi ci sono decine di nomi incisi, alcuni ancora nitidi, altri invece erosi dal vento e dagli anni, come se il tempo cercasse di portarseli via. Fa un certo effetto pensare che molti di quei ragazzi venissero proprio da queste valli, le stesse dove vive la nostra professoressa; magari camminavano nelle sue stesse strade o, chissà, facevano parte della sua stessa storia familiare.
In basso, una cancellata in ferro battuto sembra voler custodire questo tesoro triste. È una barriera sottile che separa il caos del presente dal sacrificio del passato. Questo rettangolo di pietra e metallo, così freddo e solenne rispetto al resto del muro colorato, agisce come una sorta di bussola: ci costringe a rallentare, ricordandoci che la Storia non si trova solo tra le pagine dei manuali scolastici, ma respira ancora nei luoghi che attraversiamo ogni giorno, trasformando un semplice muro in un racconto comune. (Francesca F., Terza A - Secondaria Vito Scafidi I.C. Busalla Genova)

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