Posizione
- Nazione:
- Italia
- Regione:
- Emilia-Romagna
- Provincia:
- Parma (PR)
- Comune:
- Colorno
- Frazione:
- Frazione Mezzano Rondani, località Sacca
- Indirizzo:
- Argine Maestro del Po vecchio, angolo Strada Provinciale 343 R Asolana
- CAP:
- 43052
- Latitudine:
- 44.965932886855
- Longitudine:
- 10.401868084656
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Si trova a bordo della zona sterrata di Argine Maestro del Po Vecchio in direzione della linea ferroviaria, a pochi metri dall’incrocio con la 343.
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Marmo, Pietra, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Marmo per la lastra che costituisce la parte principale del cippo. Ceramica per i fotoritratti dei Caduti. Pietra per lo zoccolo, per la soglia dove è stato eretto il cippo, per i quattro pilastrini e per la croce cristiana in rilievo. Vernice di colore nero a riempire i caratteri dell’epigrafe e le croci scolpite sulle facce dei quattro pilastrini.
- Stato di conservazione:
- Sufficiente
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Colorno
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Uno dei momenti più difficili attraversati dal movimento resistenziale parmense fu, senza dubbio, l’inverno 1944-’45. Proprio in questo periodo i nazifascisti effettuarono diversi rastrellamenti che portarono alla cattura di molti partigiani e antifascisti, sia a Parma che nelle zone di pianura. Particolarmente efficace fu l’opera delle spie infiltrate nel movimento resistenziale e dei delatori prezzolati. Generalmente i prigionieri venivano condotti a Parma nella sede dello Sd tedesco (Sichereitsdients = servizio di sicurezza delle Ss), stabilitosi dal luglio 1944 nel Palazzo Rolli, in Viale San Michele e comandato dallo Ss-Hauptsturmfuhrer (capitano) Otto Alberti. Agli interrogatori, se non bastavano le minacce a spaventare gli arrestati, seguivano le sevizie e le torture. La sorte dei malcapitati poteva seguire due strade: l’invio nei campi di concentramento sparsi nel vasto territorio del Reich nazista o l’eliminazione fisica, effettuata senza clamore, clandestinamente.
Rientra in quest’ultima categoria l'uccisione dei partigiani Ines Bedeschi, Alceste Benoldi e Gavino Cherchi, arrestati in tempi e luoghi diversi. La sera del 28 marzo 1945 i tre, insieme ad un altro compagno di lotta, Romeo Bonini, furono fatti uscire dalle loro celle, caricati su delle automobili e portati lungo l’argine del Po, nei pressi di Mezzano Rondani, nel territorio comunale di Colorno (questo luogo oggi non più esistente per interventi sul territorio). Un attimo prima di venire giustiziato, Bonini si era gettato nel fiume, riuscendo a salvarsi, mentre gli altri tre erano stati trucidati con un colpo d’arma da fuoco alla nuca e buttati nel Po. I loro corpi non furono mai ritrovati.
I Caduti:
1. Ines Bedeschi (“Bruna”), era nata a Conselice (Ra) il 31 agosto 1914 (o l’11 ottobre 1914, secondo la banca dati dei Caduti partigiani presente sul sito dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma e come inciso sul cippo). Di famiglia contadina, dopo l’Armistizio la sua abitazione divenne un punto di riferimento per i partigiani locali. Era stata inviata a Parma nel luglio 1944 dietro richiesta del Comando Unico Militare dell’Emilia-Romagna (Cumer, l’organo dirigente delle formazioni militari emiliano-romagnole), per svolgervi l’attività di staffetta. Fu arrestata il 23 febbraio 1945 insieme ad altri due compagni. Alla sua “memoria” è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare. A Conselice, in Via G. Garibaldi, sul muro esterno dell'edificio adiacente quella che era stata la sua casa natale, è stata posta una lapide in sua memoria (vedi scheda 4246 di questo stesso sito); il testo è opera della scrittrice e partigiana Renata Viganò. Inoltre è ricordata nella lapide dedicata ai Caduti della Resistenza posta sotto i portici del Municipio di Conselice (vedi scheda 4271 di questo stesso sito), sempre in Via G. Garibaldi e nel Sacrario ai Caduti partigiani posto all’interno del Cimitero di Conselice (vedi scheda 4112 di questo stesso sito).
2. Alceste Benoldi (“Rosi”), era nato il 26 ottobre 1909 a Parma; elettricista. Artificiere nel Regio esercito, dopo l’8 settembre 1943 aveva abbracciato il movimento partigiano arrivando, col tempo, a gestire a Parma, nell’allora Stradone San Francesco (attuale Via Pietro del Prato) un’armeria e un laboratorio dove venivano preparati degli ordigni esplosivi per le formazioni partigiane, poi individuati e smantellati nel febbraio 1945 dai nazifascisti. Per nascondere la sua attività clandestina, aveva continuato a lavorare come elettricista per il Teatro Regio di Parma. Proprio una trasferta a Milano, avvenuta nello stesso mese di febbraio, per prendere del materiale necessario al suo lavoro di elettricista e forse anche per prendere contatti con membri del Partito comunista, gli fu fatale. Ricercato attivamente dai fascisti, questi vennero a conoscenza che Benoldi si trovava a Milano per lavoro, ospite di una sua zia e così fu catturato dai nazisti e trasferito a Parma. Riconosciuto partigiano appartenente al Comando Squadre d’Azione Patriottica (S.A.P.), fu decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla “Memoria”.
3. Gavino Cherchi (“Stella”), era nato ad Ittireddu (Ss) il 19 agosto 1911 (sul cippo è riportato il 15 Agosto 1911); insegnante. Dopo aver insegnato in varie città italiane, era infine approdato a Parma, dove divenne docente di Lettere e Filosofia al Liceo classico “Gian Domenico Romagnosi”. Antifascista, dopo essere entrato nella fila della Resistenza, divenne capo del Servizio Informazioni Partigiano (S.I.P.), il cui compito principale era quello di controllare gli spostamenti delle truppe nazifasciste e comunicarlo alle formazioni partigiane. Fu arrestato dalla polizia germanica il 5 marzo 1945 a seguito di una delazione. Alla sua “memoria” è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Cherchi è ricordato anche nella lapide posta all’interno del Liceo Classico “G.D. Romagnosi”, in V.le Maria Luigia, a Parma, e dedicata ai professori ed agli studenti caduti durante la lotta di Liberazione (vedi scheda 6564 di questo stesso sito).
Bedeschi, Benoldi e Cherchi, sono inoltre ricordati anche in una lapide collettiva dedicata ai partigiani dispersi, posta all’interno del Cimitero della Villetta, a Parma. Nello stesso Cimitero, il nominativo della Bedeschi compare anche in una lapide in memoria delle Cadute partigiane parmensi o a quelle morte in questa provincia.
FONTI:
• Marco Minardi, “Memorie di Pietra. Monumenti alla Resistenza, ai suoi caduti e alle vittime civili durante l’occupazione militare tedesca nella provincia di Parma”, Ass.ni Partigiane della Provincia di Parma ALPI-ANPI-APC, Com. di Parma, Amm. Prov. di Parma, Fond. Monte di Parma, Grafiche STEP, Parma 2002.
• Banca dati dei Caduti partigiani presente sul sito dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma (Isrec Parma).
• www.resistenzamappe.it
• www.straginazifasciste.it
Contenuti
- Iscrizioni:
- AI PARTIGIANI
CHERCHI PROF. GAVINO
N. A ITTIREDDU SASSARI 15 - 8 - 1911
BENOLDI ALCESTE
N. A PARMA 26 - 10 - 1909
BEDESCHI INES
N. A CONSELICE (RAVENNA) 11 - 10 - 1914
CHE LA SERA DEL 28 MARZO
1945 ALLE ORE 20 A 500
METRI A VALLE DEL PO VENIVANO
BARBARAMENTE TRUCIDATI DAI
NAZZIFASCISTI (sic) E GETTATI
NELLE ACQUE DEL PO
PER IL LORO EROICO SACRIFICIO
LA PATRIA CONSERVI PERENNE
RICORDO E INDEFETTIBILE
RICONOSCENZA
IL COMUNE DI COLORNO
- Simboli:
- Nella parte inferiore della lapide è scolpita in bassorilievo una scultura che raffigura un partigiano che sorregge tra le sue braccia un compagno morente.
Croce cristiana di pietra disposta ai piedi del cippo. Croci cristiane incise su ciascuna delle facce dei quattro pilastrini.
Altro
- Osservazioni personali:
- Coordinate Google Maps:
44.965838, 10.401911











