Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Strada Comunale della Buca, Cimitero comunale
- CAP:
- 43044
- Latitudine:
- 44.749043
- Longitudine:
- 10.215555
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Su una colonna del porticato di accesso del Cimitero comunale.
- Data di collocazione:
- 25 Aprile 1953
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo
- Materiali (Dettaglio):
- Marmo per la lastra. Bronzo per i caratteri in rilievo dell’epigrafe e per i quattro punzoni di sostegno.
- Stato di conservazione:
- Buono
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Collecchio e A.N.P.I. di Collecchio
- Notizie e contestualizzazione storica:
- La 1a Divisione bersaglieri “Italia” fu una delle quattro grandi unità dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana; le altre tre erano la 2a Div. granatieri “Littorio”, la 3a Div. Fanteria di marina “San Marco” e la 4a Div. Alpina “Monterosa”.
Fu costituita il 25 novembre 1943 nel Campo d’istruzione di Heuberg , vicino alla cittadina tedesca di Stetten, nella Baviera occidentale, attraverso il reclutamento volontario dei militari italiani catturati dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e, successivamente, dalle reclute fatte affluire dal Centro Costituzioni Grandi Unità di Vercelli a seguito dei bandi emessi dalla Repubblica Sociale Italiana che comminavano la pena di morte per i renitenti ed i disertori.
La Div. “Italia” rientrò in Italia ai primi di dicembre 1944, al comando del generale di Brigata Guido Manardi, con destinazione Berceto (Pr), Collecchio e Sala Baganza (Pr) i cui territori sono attraversati o sono prossimi alla Strada Statale 62 della Cisa, via di comunicazione di fondamentale importanza per collegare la Via Emilia con i passi appenninici. Secondo gli ordini del maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani, ministro delle Forze Armate, la Divisione avrebbe dovuto combattere contro gli Alleati, ma si trovò a compiere anche azioni contro i partigiani. La dislocazione dei reparti, frazionati anche in piccole unità, unitamente al calo della disciplina, favorì i contatti con la popolazione civile e con la propaganda dei partigiani.
Inoltre la deficienza dei servizi logistici, le operazioni antipartigiane, la consapevolezza di combattere per una causa ormai persa, favorirono il fenomeno della diserzione, che, nel caso dell’”Italia” fu il più rilevante tra le quattro Divisioni.
Il 4 febbraio 1945 (o il 2 febbraio, secondo l’Archivio comunale di Collecchio), a fronte della sentenza pronunciata dal Tribunale militare del Comando tedesco, sito a Collecchio nella Villa Paveri-Fontana (oggi Santucci-Fontanelli), furono condannati a morte il caporale Filippo Vizzini ed il soldato Antonio Loddo. La fucilazione fu compiuta dagli stessi tedeschi nel parco della villa.
Filippo Vizzini era nato l’11 aprile 1924 a Valguarnera Caropepe (EN). Richiamato alle armi nel Regio esercito, fu inquadrato nel 3° Reggimento “Savoia Cavalleria” dal 28 maggio 1943 al 12 settembre successivo, operando sul Fronte greco-albanese. Il 7 marzo 1944 si era presentato alle Autorità militari neofasciste ed inviato al Centro Costituzioni Grandi Unità di Vercelli. Nel maggio ’44 giunse nel Campo d’istruzione di Heuberg, venendo assegnato al 1° Gruppo del 4° Reggimento artiglieria. Antonio Loddo, era nato il 18 febbraio 1917 a Simaxis (OR), ed era inquadrato nel 2° Reggimento bersaglieri.
Il 13 Aprile 1945 furono fucilati il sergente Pietro Carioni, nato il 15 settembre 1921 a Gorgonzola (MI), appartenente al 1° Rgr. bersaglieri ed il soldato Anacleto Nicoletti, nato il 19 giugno 1921 a Padova, inquadrato nel 1° Battaglione del 2° Rgt. Bersaglieri. Carioni riposa nel Sacrario dei Caduti per la Liberazione del Cimitero di Gorgonzola.
Infine, il 25 aprile 1945, subirono la stessa sorte i bersaglieri Cleto Casali, nato il 22 dicembre 1924 a Cesena (FC), del 4° Rgt. Artiglieria e Francesco Fuccillo (nella lapide Fucillo), nato il 27 ottobre 1924 a San Fele (PZ), appartenente al 2° Rgt..
Purtroppo di queste ultime due esecuzioni non sono riuscito a reperire ulteriori notizie, su dove si siano svolte e su chi le abbia eseguite. I dati anagrafici dei bersaglieri fucilati sono stati rilevati dall’Albo dei Caduti e Dispersi della Repubblica Sociale Italiana dove, però, la causa di morte è diversa rispetto a quella reale, forse originata da una sorte di pudore postumo per non infangare la memoria di questi sfortunati giovani.
FONTI:
• Marco Minardi, “Memorie di Pietra. Monumenti alla Resistenza, ai suoi caduti e alle vittime civili durante l’occupazione militare tedesca nella provincia di Parma”, Ass.ni Partigiane della Provincia di Parma ALPI-ANPI-APC, Com. di Parma, Amm. Prov. di Parma, Fond. Monte di Parma, Grafiche STEP, Parma 2002.
• Giorgio Pisanò, “Storia delle Forze armate della Repubblica Sociale Italiana”, volume I, Edizioni Visto, Milano 1967.
• www.ennavivi.it/ “Filippo Vizzini un eroe? No, un soldato fascista della repubblichina Divisione Italia” articolo del 1° Maggio 2016 a firma del dott. Calogero Laneri.
• www.fondazionersi.org/caduti/AlboCaduti2019.
Contenuti
- Iscrizioni:
- SOLDATI FUCILATI
DAI NAZI-FASCISTI
NEL 1945
CAPLE VIZZINI FILIPPO + 4.2.1945
SOLD LODDO ANTONIO + “
SERG CARIONI PIETRO + 13.4.1945
SOLD NICOLETTI ANACLETO + “
“ FUCILLO FRANCESCO + 25.4.1945 (^)
“ CASALI CLETO + “
PER LE VIGILIE DOLOROSE
PER I CUORI DALL’ODIO RITORTO
PER L’ULTIMO SOGNO DEI MORTI
LA TERRA RIFIORISCA DI ROSE
L’ANPI DEDICA
25 . 4 . 1953
- Simboli:
- Informazione non reperita
Altro
- Osservazioni personali:
- (^) Il cognome riportato nell'Albo dei Caduti e Dispersi della R.S.I. è FUCCILLO.
Coordinate Google Maps:
44.749043, 10.215555




