289541 - Monumento al generale Gaetano Giardino – Bassano del Grappa (VI)

Il monumento fu donato nel 1936 dalla città di Torino per ricordare il concittadino generale Gaetano Giardino in considerazione del suo grande attaccamento per il Monte Grappa e per Bassano durante la Grande Guerra. Esso, progettato dall’architetto romano Achille Morbiducci sottotenente del 91° Fanteria del Grappa, comprende un basamento in marmo bianco di Pove su cui si erge la statua bronzea del generale, con sottostante una cripta.
La base, a pianta rettangolare, presenta sui fianchi e sul lato anteriore iscrizioni a rilievo ed ha un profilo curvo sul fronte anteriore.
La statua di bronzo, alta circa quattro metri, opera dello scultore Stefano Borelli (1894-1962), raffigura il generale, a figura intera in tenuta da guerra, mentre scruta col volto fiero e lo sguardo alzato il Monte Grappa. Al collo porta un binocolo, e la sua figura è appoggiata ad un bastone da passeggio.
La cripta si apre sul lato sud del monumento. In una nicchia contiene la riproduzione in bronzo (eseguita dallo scultore torinese Ettore Tinto, fante del Grappa) della storica Madonnina del sacello sul Grappa ferita nel 1918, patrona dei Combattenti. L’interno della cripta (non accessibile), è rivestita di marmo rosso di Verona, con il pavimento in marmo nero intarsiato con lo stemma di Bassano. Reca, in lettere di bronzo, la scritta: “MATER PURISSIMA FILIOS MILlTESQUE NOSTROS NUNC ET SEMPER PROTEGE”. Sulle pareti laterali sono presenti i nomi delle località del massiccio del Grappa teatro delle battaglie durante la Grande Guerra. L’ingresso alla cripta è protetto da un cancello metallico, progettato da Morbiducci, formato da una croce, quattro baionette, quattro stelle italiche e gli stemmi con le scritte di Torino e di Bassano.
Completano la realizzazione monumentale due cippi in pietra, posti all’inizio dei due viali pedonali che fiancheggiano il Viale delle Fosse, che servono da base ad un’asta portabandiera. Su ciascun cippo è posta un’aquila in bronzo ad ali spiegate con il capo rivolto verso la statua del Generale. Portano la data 1936, su quello a sinistra è inciso a rilievo lo stemma di Torino, e su quello a destra sono presenti lo stemma di Bassano e quello dell’ANMIG.
(Da: www.bassanodelgrappaedintorni.it – Bassano del Grappa – Il monumento del Generale Giardino).

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Viale delle Fosse, 1
CAP:
36061
Latitudine:
45.769317495708
Longitudine:
11.738258929199

Informazioni

Luogo di collocazione:
Il Monumento è posto all'inizio di Via delle Fosse, nel centro strada all'altezza del numero civico 1, all'incrocio con Via Torino. Alla destra del monumento si allungano le Mura Viscontee di Porta alle Grazie
Data di collocazione:
Il 1936 è l'anno di progettazione. Il monumento fu completato ed inaugurato nel 1938.
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Il basamento del monumento è in marmo bianco di Pove (estratta a Pove del Grappa). Con la stessa pietra (non ci sono riferimenti, se non la somiglianza e la contemporaneità con quella di cui è fatto il basamento della statua) sono realizzati i due cippi laterali. La statua del Generale è in bronzo, fuso nelle Fonderie Fratelli Chiampo di Torino. Sempre in bronzo, sono realizzate la cancellata che chiude la cripta alla base del monumento, e le due aquile, ad ali spiegate, che adornano i due cippi.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Ente Municipale
Notizie e contestualizzazione storica:
Gaetano Giardino (Montemagno d’Asti, 24 gennaio 1864 - Torino, 21 novenbre 1935) non ancora maggiorenne entrò all'Accademia Militare iniziando una lunga carriera ai vertici dell'esercito. Dopo aver combattuto in Africa orientale (1889-1894), tornò in Italia con i gradi di capitano: frequentò la Scuola di Guerra ed entrò a far parte dello Stato Maggiore nel 1898. Fu un esperto di tattiche e tecniche militari nonché di guerre coloniali tanto che scrisse nei primi anni del XX secolo il "Regolamento per l'istruzione tattica delle popolazioni indigene". Nel 1911 partecipò alla guerra italo-turca in Tripolitania. Allo scoppio della Grande Guerra fu nominato Capo di Stato Maggiore della Seconda Armata e promosso generale. Durante la Strafexpedition fu trasferito nella pianura veneta con il compito di organizzare la Quinta Armata, per poi tornare sul fronte isontino. Alla guida della 48° divisione prese parte alla conquista di Gorizia nell'agosto 1916. Dopo una parentesi di alcuni mesi come Ministro della Guerra, il generale fu richiamato sul fronte nei difficili giorni post-Caporetto. Vittorio Emanuele III gli affidò la carica di vice-Capo del Comando Supremo a fianco di Pietro Badoglio. Nel febbraio 1918 fu impegnato a Versailles come membro italiano del Comando interalleato e due mesi più tardi tornò in Italia per guidare la Quarta Armata dislocata sul Monte Grappa, che rappresentava l'ultimo ostacolo naturale fra il fronte e la pianura veneta. Nonostante le numerose difficoltà riuscì a resistere sia durante la Battaglia del Solstizio che durante la Battaglia di Vittorio Veneto, battaglie decisive per le sorti vincenti della guerra. Morì nel 1935, e per sua espressa volontà fu tumulato tra i suoi soldati nell'Ossario di Cima Grappa.

Contenuti

Iscrizioni:
Sul lato nord del basamento:
A GAETANO GIARDINO / 1864-1935

Sul lato est:
MONTE GRAPPA TU SEI LA MIA PATRIA

Sul lato ovest:
GLORIA A VOI SOLDATI DEL GRAPPA

Sul cippo ad est:
I / COMBATTENTI / D'ITALIA

Sul cippo ad ovest:
I / MUTILATI / D'ITALIA
Simboli:
La simbologia del monumento è una potente celebrazione della tenacia e del patriottismo incarnati dal Generale Giardino, e un'eterna memoria del Monte Grappa come altare della Patria nella Grande Guerra. La statua è posta su un alto basamento che, insieme alla postura e all'altezza dell'opera (circa 4 metri), ne esalta la monumentalità e l'importanza celebrativa, tipica dei sentimenti dell'epoca verso i "Nostri" Caduti della Grande Guerra.
Nella statua in bronzo il Generale è raffigurato con un'elevata aderenza fisionomica e anche con tratti del carattere forte e determinato per il suo attaccamento al fronte, che difese strenuamente, e la sua eterna vigilanza su quel luogo sacro.
Sul basamento è incisa la celebre frase: "Monte Grappa Tu sei la mia Patria", il primo verso della famosa canzone popolare nata durante l'ultimo anno di guerra. Questa iscrizione lega la figura di Giardino al concetto di sacrificio per la Patria e al valore simbolico del Monte Grappa come baluardo della resistenza italiana.

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