Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- via Luigi Gazzotti
- CAP:
- 41122
- Latitudine:
- 44.629545239821
- Longitudine:
- 10.972844065854
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- All'interno del parco dei Mutilati e Invalidi di Guerra.
- Data di collocazione:
- Martedì 2 dicembre 2025, ore 9.00
- Materiali (Generico):
- Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Base in cemento. Opera in resina.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Modena.
- Notizie e contestualizzazione storica:
- I “Giusti tra le Nazioni” sono i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo dalla Shoah. Il titolo è conferito dallo Stato di Israele sulla base di documenti e testimonianze che possano avvalorare il coraggio e il rischio che i salvatori hanno affrontato per salvare gli ebrei dallo sterminio. La procedura prevede che debbano essere i salvati a proporre allo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme, il nome del loro salvatore, esprimendo la richiesta che sia dichiarato Giusto.
I 23 modenesi Giusti sono:
• Don Arrigo Beccari (Castelnuovo Rangone, 24.8.1909 – Nonantola, 27.12.2005) fu attivo nella Resistenza. E’ annoverato tra i Giusti tra le Nazioni per aver salvato un largo gruppo di bambini e ragazzi ebrei rifugiatisi a Villa Emma di Nonantola (MO).
• Giuseppe Moreali (Sassuolo, 28.10.1895 - Nonantola, 4.6.1980), medico e scrittore, fu attivo nella Resistenza e dichiarato Giusto tra le Nazioni per aver assistito e salvato durante la seconda guerra mondiale un gruppo di bambini ebrei rifugiatisi a Villa Emma di Nonantola.
• Odoardo Focherini (Carpi, 6.6.1907 – Hersbruck, 27.12.1944) fu dirigente d'azienda e intellettuale cattolico, Medaglia d'Oro al Merito Civile. E’ annoverato tra i Giusti tra le Nazioni per il suo impegno a favore degli ebrei procurando loro carte d'identità false al fine di accompagnarli fino al confine con la Svizzera. In questo modo fu capace di condurre in salvo oltre cento ebrei (uomini, donne, anziani e bambini). Arrestato dai naifascisti l’11 marzo 1944, fu deportato nel campo di concentramento di Hersbruck, in Germania, dove morì.
• Don Dante Sala (Carpi, 8.5.1905 – 25.8.1982), sacerdote a San Martino in Spino, frazione di Mirandola, fu attivo nella Resistenza. Dopo l'8 settembre 1943 ospitò nella sua canonica una famiglia ebrea che riuscì a far rifugiare in Svizzera. Con Odoardo Focherini riuscì a salvare 105 ebrei accompagnandoli in piccoli gruppi fino a Cernobbio dove riuscì a farli espatriare in Svizzera. Il 4 dicembre 1944 fu arrestato alla stazione di Como e poi detenuto nel carcere di San Donnino a Modena per due mesi, subendo brutali interrogatori.
• Don Benedetto Richeldi (Serramazzoni, 5.2.1912 – Modena, 18.2.1997), prete cattolico, fu antifascista e partigiano. È Giusto tra le Nazioni per il suo impegno a favore di molti ebrei di varie nazionalità che nascose e poi fece fuggire in Svizzera procurando loro documenti falsi.
• Antonio Lorenzini (Sassostorno di Lama Mocogno, 10.5.1894 – 22.12.1966) è annoverato tra i Giusti tra le Nazioni per la sua attività in difesa degli ebrei. Impiegato all'anagrafe, nel 1943 fornì falsi documenti a diversi ebrei per sottrarli alla cattura da parte dei tedeschi. Tra essi il professor Vittore Colorni, di Ferrara, in fuga con la moglie incinta Alda Morpurgo-Colorni e la madre Emma Levi-Colorni, che riuscirono a rifugiarsi salvi a Roma.
• I coniugi Sisto Gianaroli (Pavullo, 6.9.1895 - Bologna, 4.8.1977) e Alberta Seruti in Gianaroli (Serramazzoni, 1908 - 1.1.1990) vivevano con i loro sette figli presso il Mulino Turrini, nel borgo di Gombola - frazione di Polinago, dove Sisto lavorava come mugnaio. Nell’autunno 1943 ospitarono una famiglia ebrea scappata da Ferrara (Amerigo Ottolenghi, la moglie Wanda Tedeschi e il figlio Pier Paolo). I Gianaroli nascosero gli Ottolenghi fino alla fine del conflitto nonostante i rischi molto alti: la zona era infatti continuamente battuta dai reparti tedeschi alla ricerca di partigiani ed ebrei.
• I componenti della famiglia Andreoni, di Fanano, Gildo Andreoni (Ospitale, 20.5.1902 - Modena, 24.10.1981) minatore, Rosa Andreoni (Fanano, 28.6.1920 - 24.3.2012) casalinga, sorella di Gildo, Elisa Muzzarelli in Andreoni (Fanano, 21.4.1878 - 4.9.1959) madre di Rosa e Gildo, casalinga, furono riconosciuti Giusti tra le Nazioni per aver dato assistenza e rifugio alla famiglia Valabrega, formata da Cesare Valabrega, sua moglie Carla, le figlie Benedetta (di 8 anni) ed Emma (di circa 1 anno).
• Giovanni Casolari (Pavullo nel Frignano 29.11.1905 - Verica di Pavullo nel Frignano 18.11.1979) agricoltore; la moglie Denilia Romani in Casolari (Pavullo nel Frignano 22.6.1906 - Verica di Pavullo nel Frignano 27.7.2003) casalinga; Cristina Casolari in Corsini (Pavullo nel Frignano 21.4.1919 - Verica di Pavullo nel Frignano 14.10.1979) sorella di Giovanni Casolari, maestra; Maria Casolari in Serafini (Pavullo nel Frignano 1908 - Verica di Pavullo nel Frignano 1968) sorella di Giovanni Casolari, sarta; Francesca Serafini in Alberigi (Sassoguidano 1906 - 1991) sorella di Galileo Serafini, marito di Maria Casolari, casalinga; Maria Romani in Minelli (Verica di Pavullo nel Frignano 1910 - Pavullo nel Frignano 1990) sorella di Denilia Romani, casalinga; Maria Pini in Succi (Verica di Pavullo nel Frignano, 27.9.1890 - 1.10.1974) casalinga; Luigi Succi (Verica di Pavullo nel Frignano, 17.5.1882 - 5.12.1945) agricoltore, furono riconosciuti Giusti tra le Nazioni per aver dato assistenza, fornito vitto e alloggio, nascosto e dato rifugio alle famiglie ebree dei fratelli Neppi.
• Silvio Borghi (Mirandola, 20.7.1903 – Varese, 17.12.1988) casaro, e la moglie Lidia Caleffi in Borghi (Mirandola, 18.7.1910 – Varese, 3.10.2008) furono riconosciuti Giusti tra le Nazioni per aver dato assistenza, fornito vitto ed alloggio, nascosto e dato rifugio, accompagnato alla frontiera svizzera diversi ebrei.
• Don Michele Montanari (Levizzano di Castelvetro, 8.11.1893 - Vignola, 17.6.1963), arciprete di Verica di Pavullo nel Frignano, e Alfonso Mucciarini (Verica di Pavullo nel Frignano, 1873 - 22.8.1962), agricoltore, furono riconosciuti Giusti tra le Nazioni per aver dato assistenza, fornito vitto e alloggio alla famiglia Levi di Bologna composta dal padre Mario, ingegnere, dalla madre Ida Crimi in Levi, dai figli Piero, Viviana, Gabriella, Gianna, Paola, Maria Franca.
FONTI:
- https://collections.yadvashem.org/en/righteous
- http://giustiemiliaromagna.it/giusti/
Il progetto per la realizzazione del monumento è stato promosso da ANMIG Modena (Presidente Adriano Zavatti, Vicepresidente Roberta Cavani), in collaborazione con Provincia di Modena e Comune di Modena, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, dell’Istituto Storico di Modena e della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia, e con il sostegno della Fondazione di Modena. Il monumento è frutto del lavoro degli studenti della classe 5^F dell’Istituto d’Arte Venturi nell’anno scolastico 2024/25, guidati dal professor Mattia Scappini. Ognuno di essi ha elaborato un proprio progetto all’interno del concorso “Esploratori della Memoria”. Tra i vari elaborati è stato scelto quello di Alice Levoni che è stato realizzato dagli studenti della classe 5^F dell’anno scolastico 2025/26.
Contenuti
- Iscrizioni:
- GIUSTI TRA LE NAZIONI
MODENA
OPERA REALIZZATA DAGLI STUDENTI DELLA CLASSE 5F 24/25 E 25/26 DEL LICEO VENTURI DI MODENA
SUL PROGETTO DELLA STUDENTESSA ALICE LEVONI CON IL DOCENTE MATTIA SCAPINI
- Simboli:
- Su una targa del basamento sono presenti gli stemmi di Provincia di Modena, Comune di Modena, ANMIG, Fondazione di Modena.
Altro
- Osservazioni personali:
- Otto dei ventitré Giusti furono ricordati in una lastra posta nel 2011 nell'atrio della Provincia di Modena. Durante il censimento della lastra per il progetto Pietre della Memoria (pietra 164068 - Lastra in ricordo degli otto modenesi “Giusti tra le Nazioni” – Modena), Giovanni Carlucci si accorse che i modenesi riconosciuti Giusti erano molti di più e da lì scaturì l'iniziativa per il nuovo progetto.












