291080 - Lapide a Giovanni Domenico Moreschetti a Villa Vega – Asolo (TV)

La lapide, dedicata a Giovanni Domenico Moreschetti, è affissa, con quattro borchie, al muro di cinta di Villa Vega dove Moreschetti fu ucciso dai fascisti il 24 novembre 1944. Sulla lapide, in alto a sinistra, è collocata la foto del Caduto. Sotto la lapide, che riporta incisi in carattere maiuscolo il nome del defunto, la data di nascita e di morte e la data di posa della pietra, è presente un vaso con piantine fiorite.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Foresto di Pagnano
Indirizzo:
Via Foresto di Pagnano, 3
CAP:
31011
Latitudine:
45.802514738351
Longitudine:
11.902314044934

Informazioni

Luogo di collocazione:
La pietra è affissa sul muro di cinta del civico 3, sul lato destro di via Foresto di Pagnano in direzione centro storico di Asolo.
Data di collocazione:
25 aprile 2022
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Marmo di Carrara per la lapide, bronzo per le borchie di fissaggio e vetroceramica per la foto.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Asolo
Notizie e contestualizzazione storica:
Giovanni Domenico Moreschetti nasce il 3 febbraio 1915 e viene battezzato il 12 febbraio 1915 ad Asolo, figlio di Stefano (nato il 16 dicembre 1886 e caduto durante la prima guerra mondiale il 17 ottobre 1917) e di Norma Torretti.
Dal 3/01/1944 fa parte della Brigata Matteotti, divisione Monte Grappa.
Vive fino al 1944 nella sua casa natale in via Fornaciari, poi si trasferisce a Padova.
Giovanni, che di mestiere fa il barbiere, si sposa il 20 settembre 1944 nella chiesa di Pagnano d'Asolo con Rosina Friso.
Il 24 novembre 1944, dopo essere stato catturato durante un rastrellamento condotto a Pagnano d'Asolo, viene fucilato lungo il Foresto di Pagnano, all'altezza di villa Spessa, oggi villa Vega, dove sarebbe stato imprigionato. Il partigiano, richiamato dalla scorta di fascisti probabilmente per aver accelerato il passo, non risponde e viene colpito alle spalle da una raffica di mitra, accasciandosi in strada. I fascisti lo lasciano agonizzante sul ciglio della strada; solo più tardi un residente esce di casa per prestargli soccorso, caricandolo su un carretto e trasportandolo all’ospedale di Asolo dove muore.
La salma è stata tumulata presso il cimitero di Sant'Apollinare di Asolo, ma non se ne conserva traccia.
L'episodio rientra nel piano di rastrellamenti in Veneto dell'estate e autunno del 1944, durante l’ultima fase di occupazione.
Nella prima metà di settembre vengono travolte le formazioni sul Cansiglio e sull’altopiano di Asiago e dal 20 al 26 settembre l’offensiva è concentrata sul Monte Grappa, per poi proseguire sulle Vette Feltrine.
L’operazione di rastrellamento che interessa il Monte Grappa è denominata “Operazione Piave” e coinvolge 8000 soldati: 5000 tedeschi e 3000 repubblichini. L’attacco è sferrato in modo simultaneo dai lati nord, est e ovest così che i partigiani, suddivisi in quattro formazioni, vengono fermati ai posti di blocco lungo le strade della pedemontana del Grappa. L’attacco ha inizio il 20 settembre e lo scontro vero e proprio, che si conclude in poche ore, è seguito da fucilazioni, impiccagioni e incendi di case e malghe.
Dei 1200 partigiani attestati nel massiccio, 71 muoiono in combattimento o vengono fucilati. Il totale dei fucilati e degli impiccati, compresi i Caduti nei paesi della pedemontana del Grappa e a Bassano, ammonta a 171. Tra gli arrestati nei giorni del rastrellamento, quasi 300 vengono deportati in Germania nei cantieri della Todt e due terzi non sono tornati.

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Contenuti

Iscrizioni:
GIOVANNI DOMENICO
MORESCHETTI
ASOLO 3 FEBBRAIO 1915 - 24 NOVEMBRE 1944
FALCIATO DAL PIOMBO FASCISTA
25 APRILE 2022
Simboli:
Sulla lapide non sono presenti simboli.

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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