Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Viale Giancarlo Puecher, 4
- CAP:
- 22100
- Latitudine:
- 45.814578598348
- Longitudine:
- 9.0732844239301
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Sul muro esterno dello Stadio di Como, lungo la via Giancarlo Puecher
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Marmo
- Materiali (Dettaglio):
- La lastra, che misura cm. 50 x 30, è in marmo venato di grigio. E' fissata al muro con quattro borchie in metallo. La scritta con caratteri capitali è incisa e verniciata di nero.
- Stato di conservazione:
- Sufficiente
- Ente preposto alla conservazione:
- Amministrazione comunale
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Nato a Milano il 23 agosto 1923 in una famiglia borghese (il padre Giorgio era un noto notaio), Giancarlo Puecher Passavalli abbandona gli studi universitari in giurisprudenza per arruolarsi in aviazione nel luglio del 1943. L'armistizio dell'8 settembre cambia tutto: rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò e, insieme ad alcuni amici, organizza a Ponte Lambro (Erba) uno dei primi gruppi partigiani della zona dopo contatti con l'avvocato Luigi Meda, esponente dei cattolici democratici di Milano, e il prete Don Giovanni Strada, parroco di Ponte Lambro e fautore della resistenza. L'attività di Puecher e del suo gruppo attira presto l'attenzione dei comandi fascisti e tedeschi. Il 12 novembre 1943 è arrestato insieme ad altri sette amici partigiani, tra cui anche il padre Giorgio. Pur avendo l'opportunità di fuggire dal carcere, sceglie di restare per un profondo senso di responsabilità verso il padre e gli altri compagni prigionieri, temendo ritorsioni su di loro. Il 20 dicembre è condannato a morte dopo un processo sommario ed è fucilato nel cimitero di Erba il 21 dicembre 1943. Di fronte al plotone d'esecuzione, Puecher dimostra una statura morale enorme: perdona i suoi esecutori, affronta la morte sostenuto da una profonda fede cattolica, rifiuta la benda, morendo a soli vent'anni per la libertà dell'Italia. Il padre Giorgio, pur non avendo partecipato direttamente alle azioni armate, è deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove muore di stenti il 7 aprile 1945. Dopo l'esecuzione di Giancarlo, i superstiti del suo gruppo partigiano trasformano il lutto in resistenza, e il suo nome diviene un simbolo per i partigiani locali: infatti nel febbraio 1945 nasce la Brigata "Puecher". Il 26 ottobre 1945 viene riconosciuta a Giancarlo la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: "Patriota di elevatissime idealità, scelse con ferma coscienza dal primo istante la via del rischio e del sacrificio. Subito dopo l’armistizio attrasse, organizzò, guidò un gruppo di giovani iniziando nella zona di Lambrugo, Ponte Lambro, il movimento clandestino di liberazione ed offrendo la sua casa come luogo di convegno. Con lo esempio personale fortificò nei compagni la fede nell’azione che essi dovevano più tardi proseguire in suo nome. Presente e primo in ogni impresa gettò nella lotta tutto se stesso prodigandovi le risorse di una mente evoluta e di un forte fisico, ed associando all’audacia un particolare spirito cavalleresco. Braccato dagli sgherri fascisti, insidiata la sicurezza della sua famiglia, non desistette. Incarcerato con numerosi suoi compagni e poi col padre, d’accordo con questi rifiutò la evasione per non allontanarsi dai compagni di fede e di sventura. Condannato a morte dopo sommario processo, volle essere animatore sino all’estremo, lasciando scritti di ardente amor patrio e di incitamento alla continuazione dell’opera intrapresa. Trasportato al luogo del supplizio, chiese di conoscere il nome dei suoi esecutori per ricordarli nelle preghiere di quell’aldilà in cui fermamente credeva, e tutti i presenti abbracciò e baciò, ad ognuno lasciando in memoria un oggetto personale, pronunciando parole nobilissime di perdono e rincuorando coloro che esitavano di fronte al delitto da compiere. Cadde a vent’anni da apostolo e da soldato, sublimando nella morte la multiforme e consapevole spiritualità che aveva contraddistinto la sua azione partigiana — Erba, 9 settembre - 23 dicembre 1943".
Fonti di riferimento:
A.N.P.I. – Giancarlo Puecher
Pietre della Memoria: Monumento ai Caduti di Como
Contenuti
- Iscrizioni:
- VIA
GIANCARLO PUECHER
MARTIRE DELLA LIBERTA'
1923 1943
- Simboli:
- Informazione non reperita
Altro
- Osservazioni personali:
- Giancarlo Puecher Passavalli è anche ricordato nelle pietre:
121253 - Lastra dedicata a Giancarlo Puecher – Milano
142883 - Lastra ai Caduti dell’Università statale di Milano
187463 - Ai Caduti per la Libertà – Loggia dei Mercanti – Milano
268753 - Lastra a Giancarlo e Giorgio Puecher Passavalli M.O.V.M. – Milano

