293005 - Monumento ai Caduti del bombardamento del porto di Bari

Il monumento ricorda le oltre 1000 vittime che persero la vita in conseguenza del bombardamento del porto di Bari avvenuto il 2 dicembre 1943 da parte degli aviatori tedeschi della Luftwaffe, che affondarono diciassette navi mercantili. L’area, un memoriale con una grossa lapide poggiata a terra, è situato all’interno dell’area portuale e ricorda le vittime di uno dei più gravi episodi della seconda guerra mondiale in Italia.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Piazzale Banchina 6 del Porto di Bari
CAP:
70122
Latitudine:
41.1327435
Longitudine:
16.8668087

Informazioni

Luogo di collocazione:
Piazzale Banchina 6 del porto di Bari
Data di collocazione:
2 dicembre 2008
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Elemento in ferro e acciaio, lapide marmorea con elementi bronzei.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Bari
Notizie e contestualizzazione storica:
Il monumento commemora le vittime del bombardamento del porto di Bari del 2 dicembre 1943, quando aerei tedeschi della Luftwaffe attaccarono il porto; vennero affondate 17 navi alleate; una nave americana, la John Harvey, esplose liberando iprite (gas tossico); morirono oltre 1.000 persone tra civili e militari. L’evento fu così devastante da essere considerato uno dei peggiori disastri navali e chimici della guerra nel Mediterraneo. Il monumento non è solo un ricordo locale: rappresenta il sacrificio di civili e militari, un episodio a lungo poco conosciuto, una delle pagine più drammatiche della storia di Bari. Ogni anno, il 2 dicembre si svolge una cerimonia ufficiale: con autorità civili e militari, organizzata da enti locali e associazioni come i marinai d’Italia proprio davanti al monumento. Il monumento è stato inaugurato martedì 2 dicembre 2008 presso il Piazzale Banchina 6 del Porto di Bari alla presenza dei rappresentanti delle ambasciate degli U.S.A. e della Gran Bretagna, del sindaco, Michele Emiliano, di Francesco Mariani, presidente dell’Autorità portuale, dell’ammiraglio Salvatore Giuffrè e di Pasquale Trizio, presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia.
L’incursione della Luftwaffe fu uno dei più nefasti attacchi dell’intera guerra, così disastroso da indurre il generale Eisenhhower ad affermare alcuni anni dopo: «Subimmo la più grave perdita inflittaci da attacco aereo dell’intera campagna del Mediterraneo ed in Europa».
Obiettivo principale del bombardamento tedesco fu un convoglio di navi angloamericane, ancorate nel porto del capoluogo pugliese, che trasportavano un ingente quantitativo di strumenti di morte, in particolare l’iprite, un gas letale con effetti cancerogeni nel tempo. La portata del disastro fu tale da indurre i comandi alleati ad imporre una censura totale. Furono circa un migliaio i militari americani colpiti; mentre non si conosce l’entità delle perdite italiane, in particolare militari e civili Bisogna, infatti, considerare che molti feriti furono trasportati negli ospedali militari di altre città pugliesi. 
Ancora oggi i familiari di alcune vittime indicano vicende pressoché inedite di quel bombardamento. L’intero equipaggio della motonave ita liana «Barletta», giunta nel porto il 1° dicembre 1943, proveniente da Brindisi, fu decimato. Alcuni marinai di quella nave, tra cui il sottocapo motorista Paolo Massari, morirono dopo alcuni giorni nei diversi ospedali della città e della provincia per le gravi ustioni riportate. Conseguenze spaventose si registrarono soprattutto, nella città vecchia e nel quartiere murattiano; crollarono diversi stabili in via Piccinni, in via Crisanzio, in via Abate Gimma e nei pressi della Cattedrale; mentre dalle macerie che «raggiungevano la stessa altezza dei fabbricati preesistenti», furono estratte circa 200 corpi. 
La maggior parte dei decessi fu provocata da diversi focolai d’incendi e, soprattutto, dall’acqua che aveva invaso alcuni ricoveri antiaerei, provocando l’annegamento di molti cittadini. I pericoli per il capoluogo pugliese non cessarono con la fine della guerra. Per molti anni, nei fondali del porto, gli scafi delle navi affondate, con il loro carico di morte, rappresentarono una fonte di pericoli immensi, per i bonificatori, per i portuali, per i pescatori e per i cittadini. Non sappiamo quante furono le vittime nel corso delle operazioni di bonifica e l’entità delle contaminazioni che colpirono molti bambini ed adolescenti, che nei fondali contaminati tentavano di procurarsi pezzi di ferro e di legno che riuscivano a vendere per poche lire.
Per le conseguenze tragiche di quel bombardamento, a Bari è stata conferita nel 2007 dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, la medaglia al valore civile con la seguente motivazione «Città di rilevanza strategica per il suo porto durante l’ultimo conflitto mondiale si rese protagonista di una tenace resistenza al nazifascismo, sopportando la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori e la distruzione di ingente parte del suo patrimonio monumentale ed edilizio».

Contenuti

Iscrizioni:
ALLA MEMORIA DEI CADUTI
DEL BOMBARDAMENTO
DEL PORTO DI BARI
DEL 2 DICEMBRE 1943
TO THE MEMORY OF THE
VICTIMS OF THE AIR RAID
ON THE PORT OF BARI
ON DECEMBER 2ND 1943
Simboli:
Sulla lapide non sono presenti simboli. Fanno parte del monumento una bandiera italiana, una inglese e una americana, affisse a pali posti alle spalle del monumento.

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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