Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Strada Provinciale 18
- CAP:
- 60010
- Latitudine:
- 43.6240118
- Longitudine:
- 13.1470021
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Entrando nel Santuario di Santa Maria Apparve la lastra è collocata sulla parete di destra, in alto.
- Data di collocazione:
- 22 maggio 1977
- Materiali (Generico):
- Marmo
- Materiali (Dettaglio):
- Lastra marmorea, con croce a forma di Tau verticale in metallo apposta sul lato sinistro di chi guarda.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Diocesi di Senigallia (AN)
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Il profilo di padre Guido Camponeschi (1900-1962), corredato da note e bibliografia, è stato ricostruito dal Capitano dei Carabinieri ris. Vincenzo Gaglione ed edito nell'articolo monografico dal titolo "PADRE GUIDO GIUSEPPE CAMPONESCHI O.F.M." comparso sulla rivista Tricolore - Agenzia Stampa del 28 maggio 2024, nr 33359. L'articolo, reperibile in rete, viene di séguito riportato integralmente, ma senza apparato di note:
"Camponeschi Giuseppe Padre Guido, nacque a Montecompatri (Roma) il 28 febbraio 1900, da Vincenzo e da Maria Conti. Entrò giovanissimo nell’Ordine di San Francesco, obbedendo ad un sentimento sincero di profonda fede religiosa mai disgiunta da alto senso patriottico manifestatosi in Lui particolarmente quando destinato a Zara si trovò a dover assolvere la sua missione sacerdotale in un ambiente impermeato di intensa passione e di ardente attaccamento all’Italia.
A Zara Padre Guido acquistò presto la massima popolarità e la più larga simpatia e stima, perché oltre a possedere tutte le virtù di un degnissimo servo di Dio, dimostrò in ogni occasione la sua completa dedizione alla Causa adriatica e il suo profondo amore. Nominato Cappellano assimilato a grado di Centurione nei quadri della 107^ Legione della Milizia in Zara dal 9 giugno 1932, sino al 13 aprile 1935, quando fu trasferito ad Ancona. In seguito, partecipò, perché mobilitato alla guerra in Africa Orientale, si distinse per il suo comportamento coraggioso e per l’azione molto umana e cristiana svolta fra le truppe esposte ai più duri disagi e ai più sublimi sacrifici.
Cappellano, meritò la CROCE DI GUERRA AL VALOR MILITARE, con la motivazione:
«Cappellano militare della 2 sezione sanità, durante quattro giorni di continuo combattimento, benché ferito egli stesso ad una mano, curò con spirito altamente cristiano l’assistenza morale e materiale di numerosi feriti e la tumulazione delle salme dei gloriosi Caduti, dimostrando nella esplicazione del suo mandato un’alta comprensione del suo ministero, pari alla serenità del suo spirito di fronte al nemico».
Passo Uarieu (A.O.), 21-24 gennaio 1936 .
Nella battaglia di Mai Belès, al Passo Uarieu, si scrisse una fulgente pagina nel martirologio della Patria e della Chiesa. In quella cruenta giornata, infatti, mentre più vivace e intenso ferve il combattimento Padre Reginaldo Giuliani, Frate Domenicano, Cappellano Capo:
«Durante lungo accanito combattimento in campo aperto sostenuto contro forze soverchianti, si prodigava nell’assistenza dei feriti e nel ricupero dei caduti. Chinato su di un caduto mentre ne assicurava l’anima a Dio, veniva gravemente ferito. Raccolte le sue ultime forze partecipava ancora con eroico ardimento all’azione per impedire al nemico di gettarsi sui moribondi, alto agitando un piccolo crocifisso di legno. Un colpo di scimitarra, da barbara mano vibrato, troncava la sua terrestre esistenza, chiudendo la vita di un apostolo, dando inizio a quella di un martire.»
Fu lui, Padre Camponeschi a tentare un primo soccorso di Padre Reginaldo Giuliani morente che: «( … ) è morto alle ore 17 del 21 gennaio, a poca distanza dal passo Uarieu nel Tembien, mentre curvo su Luigi Valcarenghi, ch’era caduto gravemente ferito, gli amministrava l’Olio Santo. Colpito proditoriamente ad arma bianca alle spalle, quasi contemporaneamente era ferito mortalmente di mitragliatrice alla faccia. S’ergeva ancora e benedicendo cadeva sull’ufficiale a cui col sacrifizio della sua vita, aveva ridonata la vita eterna. In suo soccorso andò il Francescano Padre Guido Camponeschi da Montecompatri. Ma la sua salma potè solo essere ricuperata il giorno 25, quattro giorni dopo, quando già era iniziata la putrefazione sotto il sole equatoriale. Era ridotta in tale orribile stato per lo scempio fatto del corpo dell’illustre religioso, che Padre Camponeschi non ne seppe sopportare la vista. Avvolse i poveri resti in un
telo da tenda e li seppellì in un piccolo cimitero da guerra da lui improvvisato su quel campo d’asprissima battaglia ed ivi celebrò la Messa. ( … )».
Anche nelle imprese spagnole, meritò l’affetto e la più alta considerazione dei Comandanti, che lo proposero per la MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE perché:
«Animato dalla fede in Dio e nella Patria prese parte a due importanti battaglie in cui fu costante esempio di abnegazione e di sprezzo del pericolo esplicando più volte la sua missione anche fuori delle prime linee, soccorrendo e confortando i feriti, ricuperando i Caduti», Malaga, Guadalajara, febbraio-marzo 1937.
In occasione della Seconda guerra mondiale, dal 1° febbraio 1941, nei Balcani, nel Montenegro, rifulsero ancora una volta le sue virtù di sacerdote e di soldato, esempio a tutti di coraggio e di suprema dedizione alla Patria. Di lui si può ben dire che ha veramente onorato il Valore Militare italiano e la Famiglia dei Cappellani Militari, con il suo zelante lavoro di apostolato e l’eroico comportamento sul campo dell’onore, come narra la motivazione della CROCE DI GUERRA AL VALOR MILITARE:
«Appreso che alcuni reparti della sua Legione erano impegnati in aspra azione contro bande armate, raggiungeva volontariamente il posto di combattimento per esplicare la opera di assistenza religiosa e morale. Durante la lotta dimostrava serenità e sprezzo del pericolo portandosi nei punti battuti dal fuoco avversario per confortare e soccorrere con parole di fede i moribondi ed i feriti. Col suo esempio infondeva maggiore coraggio ai combattenti». Obzpvica, Martinovic (Balcania), 13-18 luglio 1941
Sottrattosi dopo l’8 settembre 1943 alla cattura in territorio metropolitano occupato dai tedeschi, si ricongiunge al Comando militate italiano, permanendo in servizio sino al 30 settembre 1944. Al termine delle ostilità, trasferito nella forza del Distretto militare di Pesaro. Fu Professore di Storia Ecclesiastica e Padre Guardiano nella Chiesa Convento di Santa Maria in Ostra Vetere (Ancona). Si è spento in Roma il 9 febbraio 1962."
La lastra è stata posta in occasione del 15º anniversario della sua scomparsa.
Contenuti
- Iscrizioni:
- ALLA CARA MEMORIA
DI PADRE
GUIDO CAMPONESCHI
O.F.M.
CAPPELLANO MILITARE
PLURIDECORATO AL V.M.
E DI TUTTI I CADUTI
DELLA 108 LEGIONE
CHE EGLI CONFORTÒ
RACCOLSE E COMPOSE
IN TERRE LONTANE
PER L’AFFETTUOSA RICORDANZA
DEI SUPERSTITI E DEI FAMILIARI
I REDUCI VOLLERO QUI CONSACRARE
IN UN IDEALE ABBRACCIO
22 MAGGIO 1977
- Simboli:
- Croce a forma di Tau verticale in metallo apposta sul lato sinistro della lastra.
La lampada votiva in basso al centro della lastra sorregge una piccola corona di fiori.
Altro
- Osservazioni personali:
- Informazione non reperita



