293381 - Lapide in memoria delle vittime di due stragi nazifasciste a Tenerano – Fivizzano (MS)

La pietra, posta nella frazione di Tenerano, è una lapide commemorativa di forma rettangolare (di dimensioni 80 cm di altezza per 110 cm di larghezza), realizzata in marmo bianco. Presenta un’ampia cornice aggettante nella parte superiore e decorazioni incise o in rilievo lungo i quattro lati, geometriche nella parte superiore e con simboli nelle parti laterali e inferiore. L’iscrizione principale collocata in alto è la dedica alle vittime, cui segue un elenco, disposto su due colonne, recante i nomi dei Caduti con le rispettive date di nascita e le date delle stragi in calce (24 agosto 1944 e 13 settembre 1944). La lastra è collocata su una facciata della torre campanaria a cm. 331 da terra e risulta ben visibile accedendo alla piazza su cui si affaccia la chiesa insieme ad altre due pietre collocate sullo stesso lato del campanile.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Tenerano
Indirizzo:
Via Pasubio n. 2
CAP:
54013
Latitudine:
44.15384320945
Longitudine:
10.102684252779

Informazioni

Luogo di collocazione:
La lapide è collocata sulla facciata della torre campanaria della chiesa di San Michele Arcangelo a Tenerano.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Marmo
Materiali (Dettaglio):
Lapide realizzata interamente in marmo bianco.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Amministrazione comunale.
Notizie e contestualizzazione storica:
Lungo il muro di contenimento della piazza sono collocate bacheche a cura della Sezione A.N.P.I. di Casola in Lunigiana-Fivizzano "Hans e Sophie Scholl". Dalle stesse si ricavano le notizie per la contestualizzazione storica fornite da Daniele Rossi, ricercatore e presidente della stessa sezione A.N.P.I.
Si riportano di seguito i testi tratti dalle suddette bacheche.

- IL MASSACRO DI TENERANO DEL 13 SETTEMBRE 1944
La mattina del 13 settembre 1944 un reparto del 16° Battaglione "SS-Panzer- Aufklärung-Abteilung" (trad. Gruppo Corazzato Esplorante) della 16° "Panzer- Grenadier-Division Reichsführer-SS", insieme ad un reparto della Brigata Nera "Mussolini" di Carrara, iniziano un rastrellamento scendendo da Campo Cecina. La formazione si dirige verso la zona denominata Bolignano. Il territorio è la sede del distaccamento "Dino" della Brigata Muccini, comandata da Lido Galletto "Orti". Tale operazione aveva l'obiettivo di bonificare il territorio limitrofo a Tenerano, a Campo Cecina, Viano, dai partigiani, in considerazione dell'importanza strategica della zona: era una delle strade verso Carrara; a Campo Cecina la Todt stava costruendo delle fortificazioni. I nazifascisti non riescono ad intercettare il gruppo partigiano che si era spostato nella zona del Vergarolo, durante lo sganciamento gli stessi bloccano gli attaccanti con l'utilizzo di una mitragliatrice, grazie a ciò, la popolazione di Tenerano viene avvertita della presenza dei nazifascisti. Lungo il percorso di avvicinamento verso il villaggio, viene distrutta la casa della famiglia Forfori, gli abitanti uccisi, cadaveri vengono ridotti in cenere dall'incendio dell'abitazione. Non soddisfatti, si dirigono nella casa vicina ed anche qui viene annientata l'intera famiglia. La piccola Mirella Antoniotti, di soli 17 mesi viene lanciata in aria e fatta oggetto di raffiche di mitra. La moglie di Pietro Antoniotti viene risparmiata dai nazifascisti ma lei si mette vicino al marito e chiede di essere uccisa insieme all'uomo della sua vita.

L'operazione citata è la prima fase di un grande rastrellamento che colpì la zona di Monzone (Comune di Fivizzano). Il 15 settembre, in località Tre Case di Pian di Molino vengono uccise 11 persone, nel gruppo vi era anche Don Florindo Bonomi, nativo del Monte dei Bianchi, parroco di Fosdinovo, membro del C.L.N. del villaggio. II sacerdote viene torturato un giorno intero all'interno del castello di Fosdinovo, per poi essere portato alle Tre Case e fucilato.

Agostino Ricci: il 13 settembre uccisero due famiglie, i Forfori e gli Antoniotti, io credo che stessero cercando Luciano Forfori, ma lui era nel bosco con i partigiani. lo penso che la famiglia Forfori sia stata uccisa perché i nazifascisti avevano avuto una spiata. I partigiani della zona erano numerosi, nel territorio c'era Putamorsi, Maggiorino Folegnani, Galletto, il Maggiore Contri, il tenente Piola. I ribelli del paese erano Forfori Luciano, Cecchini Cesare, Rossi Francesco, Ricci Mario, Tonetti Guglielmo.

Aldo Rossi: mia moglie Barbara, i fratelli Livio e Luciano sono stati gli unici salvi dei Forfori. Uccisero tutti perché trovarono un fucile in un baule. lo penso che i tedeschi sapevano che Luciano Forfori era partigiano.

Cecchini Michelina: io mi ricordo cosa è successo qui, alla piccola Mirella Antoniotti, l'hanno gettata in aria e poi gli hanno sparato come ad un bersaglio. Una famiglia di sfollati di Tellaro, lasciata la casa si sono diretti verso il bosco, qui la moglie partorisce. I nazifascisti gli hanno bruciato la casa.

Sanıdrino Tonetti: c'erano tanti partigiani nella zona, c'era Alfredo Contri, c'era Orti a Bolignano. I primi all'inizio erano 24, poi una cinquantina. A settembre i partigiani si sono scontrati con i nazifascisti, gli hanno bloccati e gli hanno fatto capire che il bosco era la terra dei partigiani. Il 24 agosto durante un grande rastrellamento mi viene ucciso Tonetti Giovanni. Nel movimento partigiano c'erano i bravi e c'era chi rubava, Lido Galletto spesso diceva: Il partigiano deve vagabondare ma non rubare. Lido è stato per un po' ospite di casa mia, gli portavo da mangiare. A me sembrava un tipo apposto.

- TESTIMONIANZA DI FILOMENA CECCHINI

Esame teste senza giuramento

L'anno 1947 il giorno dieci del mese di novembre in Monzone nella caserma dei carabinieri.
Avanti Noi Del Nero dr. Alberto giudice istruttore assistiti dal cancelliere sottoscritto e con l'intervento del dr. Riccardo Amoroso rappresentante del P.M., è comparso il teste seguente che dopo le ammonizioni di legge, domandato sulle generalità
risponde:
Cecchini Filomena fu Costante di anni 67 da Tenerano di Fivizzano ivi residente
D.R.
Il giorno 24 agosto 1944 un gruppo di tedeschi e brigatisti neri provenienti da Viano giunsero a Tenerano; al loro approssimarsi noi fuggimmo di casa e ci nascondemmo in un campo. Mio marito Tonetti Giovanni non riuscì invece a fuggire in tempo e fu raggiunto dai tedeschi e mitragliato in mezzo al paese. In detto giorno furono uccisi un certo Folignani Ovidio e Bovini Ferdinando. I tedeschi ed i brigatisti neri si fermarono fino al giorno 25 verso le 10, dopo di che tornarono indietro verso Monzone. Verso il 20 di settembre successivo tornarono di nuovo a Tenerano dei tedeschi e dei brigatisti neri i quali uccisero certo Antognotti Pietro, il figlio Adriano e la moglie Laura. In detta occasione udimmo distintamente chiamare da un brigatista il nome di 'Canalini' di Codena. Tanto in detta volta che nella precedente, si udivano distintamente dialetti di Torano e di Gragnana. Tenerano fu inoltre completamente incendiato il 24 agosto. Non ho altro da aggiungere"

Letto, confermato analfabeta.

Contenuti

Iscrizioni:
TENERANO AI SUOI FIGLI CADUTI SOTTO I COLPI DEI NAZI-
FASCISTI DURANTE LA GUERRA DI LIBERAZIONE 1943-1945

BONVINI FERDINANDO N 27 2 1860
TONETTI GIOVANNI N 15 9 1875
FOLEGNANI OVIDIO N 21 9 1906
CADUTI IL 24 8 1944

ANTONIOTTI PIETRO N 3 5 1885
SISTI ISOLINA N 25 9 1879
ANTONIOTTI ADRIANO N 9 12 1914
VINCENTI LAURETTA N 18 2 1917

ANTONIOTTI MIRELLA N 19 4 1943
FORFORI AGOSTINO N 26 9 1859
MORELLI SANTINA N 31 1 1906
FORFORI OSCARE N 17 9 1931
FORFORI ORIETTA N 1 12 1938
FORFORI AMELIA N 25 7 1936
FORFORI DUILIO n 2 4 1944
CADUTI IL 13 9 1944
Simboli:
In rilievo ai lati si osservano due torce scolpite simmetricamente che simboleggiano la vita eterna e il ricordo. Nella parte inferiore, la lapide è decorata con un fregio composto da rami di quercia e di alloro intrecciati. 

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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