293514 - Lapide sepolcrale di Nello Tosoni

Si tratta di una lapide di marmo di forma rettangolare situata all’interno del cimitero di Sant’Elpidio a Mare. In alto, a sinistra dell’osservatore, troviamo l’immagine del defunto in abiti militari, una fotoceramica di formato ovale applicata alla lapide con tre gancetti metallici. Al centro della “pietra”, dall’alto in basso, campeggia la seguente iscrizione: 

A SOLI 25 ANNI
COMBATTENDO PER L’ONORE D’ITALIA
TOSONI NELLO
CADDE IN TERRA ELLENICA
IL 1 SETTEMBRE 1942
LA PATRIA GRATA
E LA FAMIGLIA MEMORE
VOLLERO QUI TRASFERIRE
LE SPOGLIE

L’iscrizione risulta parzialmente coperta da un portalampada bronzeo e da un portavaso dello stesso materiale. La parola “vollero” è danneggiata nella seconda lettera L. Sopra la lapide si distingue il numero 54 indicante il relativo loculo.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Capoluogo
Indirizzo:
Via Tevere 1
CAP:
63811
Latitudine:
43.232435839872
Longitudine:
13.693809935404

Informazioni

Luogo di collocazione:
Costruzione all'interno del Cimitero comunale di Sant'Elpidio a Mare, parte storica.
Data di collocazione:
1960
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
apide di marmo; lettere, inserti, portavaso e portalampada di bronzo; foto di ceramica.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Sant'Elpidio a Mare
Notizie e contestualizzazione storica:
Le informazioni su Nello (Leonardo) Tosoni derivano dalla testimonianza orale di un figlio del fratello Ezio che porta lo stesso nome: avrebbe infatti dovuto chiamarsi Federico, ma il nonno volle chiamarlo come il figlio morto in guerra per tenerne viva la memoria. Dalle ricerche effettuate, questa risulta essere una scelta praticata anche da altre famiglie del territorio nella medesima situazione.
Il nipote (classe 1954) non dispone di testimonianze scritte sulla sorte dello zio, ma ne conosce bene la vicenda dai racconti che ha ascoltato dai familiari.
Nello Tosoni, nato il 27 febbraio 1917 in una famiglia contadina di Casette d'Ete (frazione di Sant'Elpidio a Mare, oggi in provincia di Fermo), secondo la testimonianza, era partito per le armi tra la fine del '37 e l'inizio del '38: presumibilmente si trattava del servizio militare obbligatorio che in quegli anni si svolgeva tra i 20 e i 21 anni e durava 18 mesi. Aveva in seguito partecipato all'invasione dell'Albania nell'aprile del '39 per poi trovarsi in Grecia negli anni dell'occupazione nazifascista dal 1940-41. Dalla "terra ellenica" non tornò più a casa. Mantenne contatti epistolari con i familiari fino al 1942, anno in cui, in data 1 settembre, avvenne il decesso del soldato in uno scontro a fuoco con le forze della resistenza ellenica.
La notizia non giunse subito alla famiglia che, allarmata dall'interrompersi delle comunicazioni, avviò ricerche personali tramite conoscenti dislocati nella stessa zona di guerra: solo alla fine del '44 i familiari ebbero la certezza della morte del loro congiunto.
Un “cassettina” con i resti venne riportata in Italia solo nel 1960, pochi mesi dopo la morte del padre che non ebbe mai la consolazione di poter piangere sulla tomba del figlio. La deposizione dei resti nel loculo del cimitero di Sant'Elpidio a Mare avvenne con una solenne cerimonia, accompagnata dal picchetto militare e dalla banda dei Carabinieri, alla presenza del piccolo nipote che ne portava il nome: pur avendo all’epoca solo sei anni, ne conserva ancora viva memoria tanta era stata l'importanza data dalle autorità a questo momento, nonostante gli anni passati.
Nello aveva tre sorelle e quattro fratelli: tra questi, a parte Gino emigrato in Argentina nel '31, altri due parteciparono alla Seconda Guerra Mondiale.
Ezio, padre del nostro testimone, era anche lui partito per la leva obbligatoria e fu poi destinato direttamente alla guerra. Fu poi dislocato in Sicilia probabilmente per contrastare lo sbarco alleato del 1943. Dopo l'armistizio dell'8 settembre venne destinato alla deportazione in Germania come Internato Militare Italiano (IMI), ma nel '44, alla stazione di Verona, riuscì a fuggire e a tornare di nascosto a casa dopo più di una settimana di cammino.
Luciano fu arruolato in Marina a Livorno per poi finire, nell'ambito delle operazioni della Seconda Guerra Mondiale, in un campo di prigionia alleato in Tunisia dove le condizioni erano dure a causa del grande caldo e dell'affollamento (circa 6.000 prigionieri). Nonostante una costituzione piuttosto gracile e precarie condizioni di salute riuscì a sopravvivere e a tornare a casa.
Dopo la guerra la famiglia Tosoni con i figli sopravvissuti tornò al lavoro dei campi per poi dedicarsi, come molti del territorio, alla produzione delle scarpe. A metà degli anni Cinquanta Ezio iniziò poi un'attività di macelleria che il figlio Nello ha portato avanti fino ai primi anni del nuovo secolo.

Fonti
Intervista ad un discendente omonimo, Nello Tosoni, residente a Casette d'Ete di Sant'Elpidio a mare.
https://www.difesa.it/il-ministro/ufficio-per-la-tutela-della-cultura-e-della-memoria-della-difesa/banca-dati-dei-caduti-e-dispersi-2-guerra-mondiale.html

Contenuti

Iscrizioni:
A SOLI 25 ANNI
COMBATTENDO PER L'ONORE D'ITALIA
TOSONI NELLO
CADDE IN TERRA ELLENICA
IL 1 SETTEMBRE 1942
LA PATRIA GRATA
E LA FAMIGLIA MEMORE
VOLLERO QUI TRASFERIRE
LE SPOGLIE
Simboli:
Sul portavaso si notano i simboli della croce e della palma che alludono alla vittoria sul peccato e alla salvezza.

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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