Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Via Castellar (SP244), 172
- CAP:
- 12012
- Latitudine:
- 44.300712067465
- Longitudine:
- 7.5727493757404
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Il monumento è stato eretto nel bosco che costeggia la SP244, lato orografico sinistro. Il monumento è su terreno degradante a poche decine di metri dal livello strada, dove le due lastre sono poste su muretto a secco.
- Data di collocazione:
- Settembre 1964 (vedi lastra a livello strada).
- Materiali (Generico):
- Marmo, Pietra, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- La base del monumento, sobria e compatta, funge da elemento di radicamento al terreno, che il tempo ha parzialmente inglobato nel contesto naturale boschivo in cui l’opera è collocata. Dal basamento, parallelepipedo in muratura, si eleva un alto elemento scultoreo monolitico, di circa 10 metri di altezza, caratterizzato da una forte tensione ascensionale. Sul fronte del basamento è stata imbullonata una lastra rettangolare di marmo chiaro con ampie venature di colore rosso/arancio, che riporta la dedica a Ignazio Vian.
A livello stradale, ci sono due lastre in marmo bianco con le iscrizioni, incise a caratteri maiuscoli di varia grandezza ripassati in nero, e con un codice QR, per conoscere quanto avvenne in questo luogo.
- Stato di conservazione:
- Buono
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Boves
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Il 16 settembre 1943, a pochi giorni dall'Armistizio di Cassibile, un reparto della 1ª Divisione corazzata “Leibstandarte-SS Adolf Hitler”, di stanza a Cuneo e agli ordini dello Sturmbannführer Joachim Peiper, si presenta al municipio di Boves, distante circa nove chilometri dal capoluogo di provincia, per richiedere la consegna dei militari che ancora non hanno aderito alla Repubblica Sociale Italiana, per essere inviati nei campi di concentramento. I tedeschi radunano in piazza centinaia di capifamiglia, richiedono le carte topografiche della zona e ordinano un bombardamento sulle colline circostanti, dove ritengono siano presenti militari italiani e gruppi partigiani. In realtà hanno ricevuto informazioni volutamente false.
In quei giorni la massa di soldati sbandati e di rifugiati, in gran parte provenienti dal fronte francese, è già in diminuzione: nelle frazioni rimangono forse cinquecento uomini; il 19 settembre sono ridotti a circa un centinaio, per lo più valligiani. La mattina di domenica 19 settembre 1943 avviene l’episodio destinato a segnare la storia di Boves. Due militari tedeschi vengono prelevati nella piazza centrale da un gruppo di partigiani guidati dal tenente Aceto e condotti in montagna. Poco dopo, una colonna tedesca risale la valle Colla, il torrente che attraversa il paese scendendo dalla Bisalta, dirigendosi verso Castellar alla ricerca dei prigionieri e dei relativi sequestratori. Presso il ponte dei Sergent la colonna viene fermata da una ventina di uomini, quasi tutti bovesani. Tra essi: Beppe Lerda (nato nel 1924), Giraudo Giuseppe 1924), Manduca Carmelo (1922), Dutto Giuseppe (1922), Maccario Giulio (1922), Baudino Bartolomeo (1920), Tesole Mario (1910), Olivero Tommaso (1920), Re Benvenuto (1927), Cometto Attilio (1925), Pellegrino Pietro (1912), Enrici Lorenzo (1917), Giordanengo Francesco (1922) e, fra i non bovesani : Burlando Domenico (1919) di Genova e Bottazzi Pino (1920) di Piacenza agli ordini dell’allora sottotenente Ignazio Vian di Roma (nota dello scrivente: Ignazio Vian era nato a Venezia). Sono inoltre citati: Rosbella, Ariou, Gigutin, Gina (da “Breve Storia della Resistenza Bovesana” di Bartolomeo Giuliano, in: QR code). I partigiani comandati da Ignazio Vian hanno posizionato un posto di blocco con il loro cannone da 75 in prossimità del ponte. Sulla sinistra combattono Renato Aimo e Bartolomeo Giuliano con altri bovesani; al centro Vian insieme ai suoi uomini della Guardia alla Frontiera; sulla destra il cuneese Gino Renaudo. I ribelli dispongono di fucili ’91, mitragliatrici Breda e mitragliatori; il gruppo di Vian possiede il piccolo cannone da 75, ma con un solo colpo disponibile. Quando i tedeschi sono in prossimità del posto di blocco, il cannone spara il suo unico colpo ad alzo zero, immobilizzando l’autoblindo di testa. Il successivo fuoco partigiano mette in fuga i camion tedeschi con i soldati che trasportano. È il primo vero scontro armato della Resistenza bovesana. Nel combattimento perdono la vita il giovane partigiano Domenico Burlando, di origine genovese, e il mitragliere tedesco Willy Steinmetz, prima che i tedeschi decidano di ritirarsi.
Nel frattempo, a Boves sopraggiungono i rinforzi delle SS guidati dal maggiore Peiper. Non trovando il commissario prefettizio, Peiper costringe il parroco don Giuseppe Bernardi e l’industriale Antonio Vassallo a fare da mediatori con i partigiani: dovranno ottenere la liberazione degli ostaggi tedeschi in cambio della salvezza del paese. Dopo alcune ore i due emissari ritornano con gli ostaggi liberati e con il corpo del soldato tedesco ucciso. Nonostante gli accordi raggiunti, Peiper tradisce la parola data. Le SS iniziano a incendiare le abitazioni - saranno circa 350 - e a sparare contro la popolazione civile. Le vittime bovesane saranno 45, in questo primo eccidio di Boves (tra il 31 dicembre 1943 e il 3 gennaio 1944, i soldati della 1ª Divisione Panzer SS "Leibstandarte SS Adolf Hitler", ancora guidati dal maggiore Joachim Peiper, semineranno per la seconda volta morte e distruzione nel paese). Don Bernardi e Vassallo vengono trattenuti prigionieri, caricati su un’autoblindo e costretti ad assistere all’incendio del paese. Infine vengono spinti nella casa della famiglia Ramero, colpiti e, forse non ancora deceduti, dati alle fiamme. L’orologio da tasca del parroco si ferma alle 18.45: quell’ora diventerà il simbolo del sacrificio di Boves. Per le loro azioni, Don Bernardi ed Antonio Vassallo saranno insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria (Vedi Pietre della Memoria, 262495 e 262673).
Ignazio Vian, dopo aver riorganizzato la sua Banda ed essersi spostato in val Corsaglia, nel Monregalese, il 19 aprile 1944 a seguito di delazione fu catturato dalle SS alla stazione di Torino e incarcerato alle Carceri Nuove. Nonostante fosse giornalmente torturato e seviziato, si trincerò dietro un ostinato silenzio, e ribadì a più riprese di non voler rivelare niente. Il 22 luglio 1944, causa il ferimento di un comandante fascista per mano di un gruppo di partigiani, sei uomini detenuti alle Carceri Nuove e totalmente estranei all’operazione furono selezionati per rappresaglia. Vian fu tra i nominativi designati e, condotto in corso Vinzaglio insieme ai tre compagni, fu impiccato a un albero e lasciato alla vista dei passanti che, a scopo dimostrativo, furono costretti a sostare per assistere all’esecuzione. Vian fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria (1).
La città di Boves con le sue frazioni, tra il 31 dicembre 1943 ed il 3 gennaio 1944 subì un nuovo rastrellamento anti-partigiano con una seconda ondata di violenza: 157 persone furono uccise e il paese nuovamente incendiato. Per le rappresaglie subite, e per il valore mostrato nella lotta di Liberazione, alla città di Boves furono conferite la Medaglia d’Oro al Valor Militare (2) e quella al Valor Civile (3).
Il monumento situato sul luogo dello scontro del 19 settembre 1943 al ponte del Sergent non presenta firme, né attribuzione certa nelle fonti consultate. Si ipotizza un possibile contributo dello scultore e partigiano Nardo Dunchi che, toscano di nascita, durante la seconda guerra mondiale si trovava come ufficiale degli Alpini a Cuneo. Quando fu annunciato l'armistizio, fu tra i pochi ufficiali che tentarono di tenere uniti i reparti per combattere i tedeschi. Fallito il suo tentativo, Dunchi, con un piccolo gruppo di soldati, raggiunse l'imbocco della valle Vermenagna e con Ignazio Vian costituì la prima banda partigiana di Boves. La loro collaborazione durò fino ad aprile 1944, quando Dunchi si spostò sul fronte toscano. Alla fine della guerra, Dunchi donò alla città di Boves il Monumento ai Caduti per la Libertà, che si trova in Piazza Caduti per la Libertà (V. Pietre della Memoria, 230881). Eseguì anche altre opere legate alla Guerra di Liberazione, come Il Monumento alla Resistenza di Castelnuovo Magra (SP) (V. Pietre della Memoria, 253727).
Motivazioni delle Medaglie d'Oro al Valore assegnate a:
(1) CAPITANO IGNAZIO VIAN, MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE (V. Pietre della Memoria, 261884)
“Primo fra i primi organizzava il fronte della Resistenza in Piemonte affrontando in campo aperto il tedesco invasore ed assumendo quindi la condotta della più epica battaglia della guerra partigiana. Tra gli incendi e le rovine di Boves dove, chiamati a raccolta col suono delle campane i suoi volontari, in quattro giorni di dura lotta li incitava alla riscossa con la parola, con l’esempio ed il suo strenuo valore.
Caduto in mano al nemico, con stoicismo sopportò le torture più atroci pur di non tradire i compagni di lotta. Sereno e cosciente salì al capestro nel nome d’Italia.
Martire della Libertà, santo dell’Idea.”
Boves, 9 settembre 1943 - Torino, 22 luglio 1944
(2) CITTÀ DI BOVES - MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE (V. Pietre della Memoria, 261845).
“Martoriata dalla ferocia teutonica, la città di Boves, culla della Resistenza armata piemontese, il 19 settembre 1943, con il primo sacrificio di 45 cittadini trucidati e 350 case incendiate, aggiungeva una pagina di gloria alle glorie d’Italia.
Il nemico, forte di tracotanza e di armi, continuava ad infierire senza però riuscire a piegare lo spirito sempre invitto ed indomito della sua popolazione, come nelle quattro gloriose giornate del 1944 durante le quali venivano incendiate altre 500 case e cadevano combattendo 157 cittadini partigiani perché libera sopravvivesse la Patria.
Ed il martirio attingeva la vetta con l’ultimo sacrificio di 9 suoi figli barbaramente massacrati dal nemico sconfitto ed in ritirata il giorno successivo al termine delle ostilità.
Epico esempio di eroismo e di olocausto, monito alle generazioni future.”
BOVES, 8 SETTEMBRE 1943 – 26 APRILE 1945
(3) CITTÀ DI BOVES - MEDAGLIA D’ORO AL VALOR CIVILE (V. Pietre della Memoria, 261625)
“Supportava con eroico comportamento e stoico coraggio, per ben due volte, la rappresaglia crudele del nemico invasore, subendo la distruzione di numerose abitazioni e sacrificando la vita di molti suoi figli all’ideale patriottico 1940 – 1945.”
ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA MUTILATI ED INVALIDI DI GUERRA
COMITATO CENTRALE ROMA
“Il Comitato Centrale, nella sua riunione del 3 dicembre 1960, a termini dell’art. 6 dello Statuto Sociale, ha acclamato la Città di Boves socio d’onore dell’Associazione.”
Contenuti
- Iscrizioni:
- Lastra 1 (basamento del monumento):
CAPITANO IGNAZIO VIAN
MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE
PRIMO FRA I PRIMI ORGANIZZAVA IL FRONTE DELLA RESISTENZA
IN PIEMONTE AFFRONTANDO IN CAMPO APERTO IL TEDESCO
INVASORE ED ASSUMENDO QUINDI LA CONDOTTA DELLA PIÙ EPICA
BATTAGLIA DELLA GUERRA PARTIGIANA FRA GLI INCENDI
E LE ROVINE DI BOVES DOVE CHIAMAVA A RACCOLTA COL SUONO
DELLE CAMPANE I SUOI VOLONTARI. IN QUATTRO GIORNI
DI DURA LOTTA LI INCITAVA ALLA RISCOSSA CON LA PAROLA
CON L’ESEMPIO ED IL SUO STRENUO VALORE.
CADUTO IN MANO AL NEMICO CON STOICISMO SOPPORTÒ LE TORTURE
PIÙ ATROCI PUR DI NON TRADIRE I COMPAGNI DI LOTTA.
SERENO E COSCIENTE SALÌ AL CAPESTRO NEL NOME D’ITALIA
MARTIRE DELLA LIBERTÀ SANTO DELL’IDEA.
BOVES 9 SETTEMBRE 1943 - TORINO 22 LUGLIO 1944
Sulla grande lastra a livello strada:
CITTÀ DI BOVES
DA QUESTO POGGIO, SACRO ALL’ITALIA
IL 19 SETTEMBRE 1943
EBBE INIZIO LA LOTTA ARMATA PARTIGIANA.
DI QUI, CON ALZO A ZERO,
VENNE SPARATO IL PRIMO COLPO DI CANNONE
DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE ITALIANA
DALLA BANDA DELL’EROICO
IGNAZIO VIAN
MEDAGLIA D’ORO
AL VALOR MILITARE “ALLA MEMORIA”
CONTRO UNA FORTE COLONNA DI AUTOBLINDO
E CARRI ARMATI TEDESCHI.
COLPITO IN PIENO IL PRIMO CARRO,
LA COLONNA FU COSTRETTA ALLA RITIRATA
DOPO VARIE ORE DI COMBATTIMENTO.
L’ASPRA LOTTA DELLA BISALTA,
DURATA ININTERROTTA PER ALTRI 18 MESI,
SI CONCLUSE VITTORIOSAMENTE
IL 25 APRILE 1945.
GLORIA A TUTTI I CADUTI PER LA LIBERTÀ
SETTEMBRE 1964
Sulla piccola lastra a livello strada:
COMUNE DI BOVES E PARTIGIANI
IN RINGRAZIAMENTO
PER L’AREA DI TERRENO STORICA
DONATA AL COMUNE DI BOVES DALLE FAMIGLIE
GIULIANO GIUSEPPE
GIULIANO GIOVANNI
IN RICORDO DEL PRIMO
COMBATTIMENTO ARMATO
TRA I PARTIGIANI DI IGNAZIO VIAN
E LE S.S. DI J. PEIPER
AVVENUTO IL 19 SETTEMBRE 1943
BOVES – PONTE DEI SERGENT
19 SETTEMBRE 1943
- Simboli:
- La forma del monolito, stilizzata e priva di dettagli realistici, richiama una figura umana appena accennata: nella parte inferiore si riconosce un volume compatto, mentre nella zona centrale emerge un elemento aggettante che può essere interpretato come un braccio o un mantello. Verso la metà dell'altezza, è scolpito un sole, con otto raggi. La superficie è liscia, trattata in modo essenziale, e l’elemento verticale culmina in una sommità rastremata, quasi una lama o un segno che tende verso l’alto, interpretabile come simbolo di elevazione morale.
Il sole stilizzato è probabile simbolo di rinascita e speranza dopo le distruzioni della guerra, nonché richiamo ideale alla libertà riconquistata nel contesto della memoria resistenziale. Il sole è energia, vita, futuro.
Altro
- Osservazioni personali:
- Tutte le lastre presentano un notevole deterioramento: quella alla base del monumento è significativamente scolorita; la prima lastra sulla strada è leggermente scurita dagli effetti del tempo e con una fenditura che la attraversa da lato a lato; la più piccola a livello strada presenta alcune macchie nerastre di origine naturale.
Si ringrazia il Sig. Guido Peano per aver segnalato la "pietra".
RIFERIMENTI e FONTI
Rif. 1 - Wikipedia: Castellar (Boves)
Rif. 2 - STORIE DIMENTICATE - Boves (CN) 19 settembre 1943
Pietre della Memoria: Boves
IGNAZIO VIAN in: Le Nuove, Museo del Carcere
Sergio Dalmasso: 70 anni dopo: il sacrificio di Boves. In: “La Rafanhauda”, n.5, 2014
Codice QR posizionato al monumento



















