294926 - Altorilievo per Luciano Orlandi nella Casa del popolo di San Vito – Spilamberto (MO)

La Casa del popolo “Rinascita” della frazione di San Vito, ricostruita nel 1949, fu il simbolo del concreto riscatto dalla dittatura fascista che nel 1921 distrusse la sede della Cooperativa di Consumo, fondata nel 1904 e luogo delle rivendicazioni contadine per la ridistribuzione della terra. La casa è caratterizzata da un altorilievo che raffigura in basso l’episodio dell’uccisione da parte dei nazifascisti del partigiano Luciano Orlandi mentre nella parte superiore rappresenta un corteo di operai a simboleggiare la nuova società nata dalla guerra di Liberazione.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
San Vito
Indirizzo:
Via Medicine, 1
CAP:
41057
Latitudine:
44.558727285949
Longitudine:
10.974306598335

Informazioni

Luogo di collocazione:
Edificio all'incrocio tra via Medicine e via S. Vito.
Data di collocazione:
1949
Materiali (Generico):
Laterizio, Altro
Materiali (Dettaglio):
Mattoni, cemento, intonaco.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Informazione non reperita
Notizie e contestualizzazione storica:
Luciano Orlandi nacque a Maranello (MO) il 6 agosto 1923. Residente a Spilamberto. Durante la seconda guerra mondiale fu arruolato nella Regia Marina. Dopo l’8 settembre 1943 non si arruolò nelle file della RSI e il 3 marzo 1944 entrò nella Brigata partigiana “Walter Tabacchi”. Fu arrestato per delazione all’inizio di agosto del 1944 e fu imprigionato nel carcere del comando tedesco di Villa Santi, sul colle di Campiglio di Vignola. All’alba del 13 agosto 1944, Luciano Orlandi e altri quattro partigiani (“Geo” Giorgio Ballestri, Aldo Casalgrandi, Antonio Maccaferri, Primo Terzi) furono portati a Ospitaletto (frazione di Marano sul Panaro) dai nazifascisti che li impiccarono per rappresaglia in cinque punti nevralgici del borgo. È decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione: "Valoroso partigiano animato da profonda fede, dotato di elevate doti organizzative, partecipava a importanti e rischiose azioni di sabotaggio dimostrando incontestabile coraggio e sprezzo del pericolo. Nel corso di lunghi mesi di attività partigiana la sua casa diventava base per le esigenze più diverse: rifugio, sosta, rifornimento e posto di collegamento tra pianura e montagna. Individuato per vile delazione e arrestato, veniva sottoposto ad atroci torture e, benché lusingato con la promessa di aver salva la vita in cambio di informazioni sui suoi compagni, preferiva affrontare eroicamente la morte senza tradire la causa per la Libertà della Patria".
Fonti:
https://memorialedigitale.it/partigiani/luciano-orlandi/
http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/

Il progetto della Casa fu ideato dall’ingegnere modenese Mario Pucci (1922/1979), esponente del razionalismo. Eletto senatore, Pucci affidò al giovane architetto Vinicio Vecchi (1923/2007) e al geometra Amos Maioli, il progetto esecutivo e la direzione lavori. La costruzione procedette grazie al lavoro volontario e all’autofinanziamento degli iscritti, che raggiunse la cifra di 2.300.000 lire.
La casa del Popolo “Rinascita” fu inaugurata nel 1949 e divenne simbolo del concreto e tangibile riscatto dalla dittatura fascista che nel 1921 aveva distrutto la Cooperativa di Consumo fondata nel 1904.
L’edificio si presenta come un semplice parallelepipedo, che si avvale della capacità di Vecchi di comporre linee controllate e rigorose e un volume fatto di proporzionati rapporti di superficie, accentuati dalla diversità dei rivestimenti murari. Il lato lungo del prospetto principale è rivestito in intonaco su cui si aprono al piano terra una serie di finestre rettangolari. La porzione superiore è interamente cieca. Il lato corto è rivestito in mattoni. Il punto di raccordo tra le due parti è costituito dalla porzione del prospetto principale destinato all’ingresso, posto lateralmente, interamente dominato dalle grandi aperture vetrate su entrambi i piani che culminano con la grande scritta “Rinascita” e dal grande altorilievo realizzato dallo scultore Valdo Vecchi. L’opera ricopre tutta la porzione del prospetto (alto 6,2 metri e largo 2,5 metri) ed è realizzata secondo una tecnica che utilizza il cemento plasmato a fresco e impastato nella stessa murature.
Fonte: https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-am/?s_id=151893

Contenuti

Iscrizioni:
Rinascita
Simboli:
L'altorilievo raffigura in basso l’episodio dell’uccisione da parte dei nazifascisti del partigiano Luciano Orlandi, mentre nella parte superiore rappresenta un corteo di operai (ritratti con le fattezze degli uomini e delle donne di San Vito che posarono per lo scultore) a simboleggiare la nuova società nata dalla guerra di Liberazione.

Altro

Osservazioni personali:
Crediti fotografici: Marta Carlucci

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